Riferimenti bibliografici
Giovanni Targher, M.D., Luca Valenti, M.D., and Christopher D. Byrne. Metabolic Dysfunction–Associated Steatotic Liver Disease. N Engl J Med 2025;393:683-98. DOI: 10.1056/NEJMra2412865
Stato dell’arte
La MASLD (Metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease) la cui definizione fisiopatologica e anche clinica, deriva da quella più familiare della NAFLD, è una malattia multi-sistemica largamente diffusa nella popolazione con possibili gravi conseguenze epatiche (fibrosi/cirrosi epatica, insufficienza epatica e carcinoma epatocellulare) ed extraepatiche come il diabete di tipo 2 (DMT2), la malattia cardiovascolare, la malattia renale, il cancro in particolare del tratto gastro-intestinale.
L’obesità, il DMT2 e l’insulino resistenza con meccanismi che si auto-sostengono, ne peggiorano significativamente la storia clinica; infatti, l’American Diabetes Association ha incluso nell’elenco delle complicanze del diabete per le quali è raccomandato lo screening, anche la MASLD.
Descrizione sintetica del disegno dello studio
La revisione illustra i criteri diagnostici più recentemente proposti per la MASLD (la presenza di steatosi epatica in associazione a uno dei criteri diagnostici classici di sindrome metabolica) ed enfatizza i dati epidemiologici che dimostrano una prevalenza nella popolazione con DMT2 del 65%, e del 20-30% con segni di evoluzione sfavorevole di tipo infiammatoria/fibrotica.
La malattia ha una lenta evoluzione verso la cronicizzazione e rimane asintomatica, e per questo richiede l’esecuzione dello screening che si basa su un approccio sequenziale che prevede inizialmente il calcolo del Fibrosis-4 index (FIB-4) e successivamente per le categorie di rischio intermedio e alto del FIB-4, l’esecuzione dell’elastografia epatica per valutare il grado di fibrosi. La fibrosi è il più sensibile predittore prognostico e la sua presenza deve innescare la valutazione epatologica per la gestione delle possibili complicanze epatiche.
La terapia si sta focalizzando su obiettivi multipli: metabolici, anti-infiammatori e anti fibrotici.
- Resmetirom agonista selettivo del recettore beta degli ormoni tiroidei a livello epatico, stimola l’utilizzo ossidativo degli acidi grassi
- GLP1-RA (Semaglutide) nonché i dual-agonisti (GLP1 e GIP o GLP1 e glucagone: Tirzepatide e Survodutide) o tri-agonisti dei recettori del GLP1, GIP e del glucagone (Retatrutide), agiscono sul controllo glicemico e riducono significativamente il peso corporeo
- modulatori del sistema PPAR (Pioglitazone e Lanifibranor)
- gli analoghi long-acting del fibroblast growth factor 21 (FGF21), anti fibrotico
Commento
La revisione illustra i criteri diagnostici più recentemente proposti per la MASLD (la presenza di steatosi epatica in associazione a uno dei criteri diagnostici classici di sindrome metabolica) ed enfatizza i dati epidemiologici che dimostrano una prevalenza nella popolazione con DMT2 del 65%, e del 20-30% con segni di evoluzione sfavorevole di tipo infiammatoria/fibrotica.
La malattia ha una lenta evoluzione verso la cronicizzazione e rimane asintomatica, e per questo richiede l’esecuzione dello screening che si basa su un approccio sequenziale che prevede inizialmente il calcolo del Fibrosis-4 index (FIB-4) e successivamente per le categorie di rischio intermedio e alto del FIB-4, l’esecuzione dell’elastografia epatica per valutare il grado di fibrosi. La fibrosi è il più sensibile predittore prognostico e la sua presenza deve innescare la valutazione epatologica per la gestione delle possibili complicanze epatiche.
La terapia si sta focalizzando su obiettivi multipli: metabolici, anti-infiammatori e anti fibrotici.
- Resmetirom agonista selettivo del recettore beta degli ormoni tiroidei a livello epatico, stimola l’utilizzo ossidativo degli acidi grassi
- GLP1-RA (Semaglutide) nonché i dual-agonisti (GLP1 e GIP o GLP1 e glucagone: Tirzepatide e Survodutide) o tri-agonisti dei recettori del GLP1, GIP e del glucagone (Retatrutide), agiscono sul controllo glicemico e riducono significativamente il peso corporeo
- modulatori del sistema PPAR (Pioglitazone e Lanifibranor)
- gli analoghi long-acting del fibroblast growth factor 21 (FGF21), anti fibrotico


