

Background e obiettivo del lavoro: Nei nati da donne con diabete mellito gestazionale (GDM), l’accelerazione della crescita fetale può manifestarsi prima dell’attuale finestra raccomandata per lo screening (24a-28a settimana). Lo studio TESGO ha confrontato lo screening universale del GDM a metà gravidanza (18a-20a settimana gestazionale, s.g.) con lo screening standard alla 24a-28a s.g.
Metodi e risultati principali: Sono state arruolate 967 donne con gravidanza singola, randomizzate ad eseguire il test da carico orale di glucosio (OGTT 75 gr) alla 18a-20a s.g. o alla 24a-28a s.g., secondo i criteri IADPSG. L’endpoint primario comprendeva i principali esiti avversi materno-fetali. Non sono emerse differenze significative tra i due gruppi relativamente l’endpoint primario composito (32.8% vs 29.3%; RRa 1.09; IC95% 0.89-1.33; p=0.40). Nel gruppo sottoposto a screening a metà gravidanza è stata osservata una minore incidenza di ipoglicemia neonatale GF1.1. Tra le donne con GDM, è stata osservata una maggiore adiposità neonatale nel gruppo sottoposto a screening a metà gravidanza [F2.1][ES3.1]rispetto allo screening standard (34.5% vs 7.7%; RRa 4.89; IC95% 1.39-17.28; p<0,001).
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio non supporta l'anticipazione dello screening del GDM alla 18ª-20ª s.g., confermando l'attuale raccomandazione di eseguirlo tra la 24ª e la 28ª s.g. La riduzione dell'ipoglicemia neonatale potrebbe essere correlata al precoce trattamento della disglicemia materna. L'aumentata adiposità neonatale nel sottogruppo con GDM, non spiegata da differenze nel controllo glicemico materno, suggerisce un possibile ruolo di altri fattori, come la dislipidemia, e richiede ulteriori approfondimenti.
Kuo CH et al. The Effect of Midpregnancy Screening for Gestational Diabetes Mellitus on Pregnancy Outcomes: The TESGO Randomized Controlled Trial. Diabetes Care. 2026 Mar 1;49(3):384-392. Doi:https://doi.org/10.2337/dc25-0084


