

Background e obiettivo del lavoro: Sebbene il beneficio cardiorenale degli SGLT2-inibitori sia ben documentato, il loro impatto sulla retinopatia diabetica (RD) rimane poco esplorato. Questo studio valuta l’effetto di empagliflozin rispetto ai DPP4 inibitori sull’incidenza di RD non proliferante (NPDR) e progressione della RD nel diabete tipo 2 (DM2).
Metodi e risultati principali: Studio di coorte osservazionale, basato su dati assicurativi statunitensi (EMPRISE, 2014–2019). Coorti definite: una di pazienti senza RD per valutare l’incidenza di NPDR, l’altra di pazienti con NPDR nota per valutarne il rischio di progressione (definita come insorgenza di RD proliferante, emorragia vitreale, inizio di terapia anti-VEGF intravitreale o panfotocoagulazione retinica). Analisi: intention-to-treat con propensity score matching 1:1 per bilanciare i gruppi. Follow-up medio: 8 mesi. Nella coorte senza RD iniziale (n=34.239 per gruppo, età media 66 anni, HbA1c 8.7%, CVD 36.6%), l’incidenza di NPDR tra empagliflozin e DPP4-i non è risultata significativamente differente (HR 1.04; IC95% 0.94–1.15). Nella coorte con NPDR (n=7.831 per gruppo, età media 67 anni, HbA1c 9.2%, CVD 43.5%) empagliflozin è risultato associato a riduzione del 22% del rischio di progressione della RD rispetto al DPP4-i (HR 0.78; IC95% 0.63–0.96), con divergenza precoce delle curve di incidenza cumulativa.
Conclusioni e commento editoriale: In questo studio nei pazienti con DM2 e NPDR, la terapia con empagliflozin ha determinato un rischio di progressione della RD inferiore rispetto a quella con DPP4-i, confermando quanto già suggerito da analisi post-hoc dell’EMPA-REG OUTCOME. La numerosità del campione conferisce solidità al dato che tuttavia soffre di alcuni limiti, quale il breve follow-up e la mancanza di informazioni relative alla durata di malattia, fattore di rischio importante sia per l’incidenza di NPDR che della progressione della DR. Da sottolineare inoltre il potenziale impatto degli elevati valori di glicata, in particolare nel braccio con NPDR.
Tra i meccanismi potenzialmente responsabili dell’effetto protettivo di emagliflozin sulla RD, oltre al miglior controllo glicemico e pressorio, è ipotizzata l’inibizione dell’angiogenesi e del danno microvascolare retinico mediato dai recettori SGLT2 espressi nei periciti retinici.
Rimane da chiarire infine se l’effetto sia specifico per empagliflozin o “di classe”. Sono pertanto necessari ulteriori studi per confermare il beneficio degli SGLT2-inibitori sulla RD nel DM2.
Tesfaye H et al. Empagliflozin and the Risk of Retinopathy in Patients With Type 2 Diabetes. JAMA Ophthalmol.2025 Jan 1;143(1):62-71. doi: 10.1001/jamaophthalmol.2024.5219


