AI e Educazione: l’alunna ha studiato, ma può fare di più!

A Critical Review of ChatGPT as a Potential Substitute for Diabetes Educators

A cura di Emanuele Fraticelli, Donatella Bloise e Giuseppina Incampo

Cureus

Background e obiettivo del lavoro: Da quando i modelli linguistici basati sull'intelligenza artificiale (AI) sono stati resi disponibili al pubblico per la prima volta nel novembre 2022, si sono affermati in maniera rivoluzionaria in numerosi campi e settori, primo fra tutti quello sanitario come supporto alla diagnosi e cura di diverse patologie, il diabete mellito tra queste. In particolare un’area di sempre più frequente utilizzo è l'educazione e il supporto al paziente.
Questo articolo di recensione esplora il potenziale di ChatGPT, il primo e più noto modello linguistico, creato da OpenAI, che sfrutta algoritmi avanzati di apprendimento automatico per produrre risposte a richieste basate su testo che imitano una conversazione simile a quella umana, come potenziale sostituto degli educatori nel diabete.
Metodi e risultati principali: Il Lavoro suggerisce considerazioni di come l’AI, in particolare ChatGPT, possa essere integrata nella pratica educativa in modo efficace ed etico ponendola astrattamente in confronto con i metodi educativi tradizionali. Ne vengono elencate le promesse di vantaggio e i limiti ipotetici.
Tra i possibili vantaggi in grado di migliorare il coinvolgimento e i risultati di autocura dei pazienti, certamente c’è l’approccio personalizzato e interattivo all'istruzione e al supporto, fornito in tempo reale. La tecnologia, addestrata su una vasta gamma di fonti di testo come libri, articoli e forum online, fornisce una comprensione completa, aggiornata, chiara e concisa, di varie prospettive ed esperienze, in modo colloquiale. La sua accessibilità permette ai pazienti di accedervi sempre e ovunque, risultando una risposta alla carenza di tempo e risorse nell’attività educativa e alla difficoltà di raggiungimento delle aree rurali remote o sotto-servite.
D’altra parte le limitazioni teorizzate includono la mancanza di interazione umana, potenziali pregiudizi e inesattezze nelle informazioni fornite. La necessità di familiarità da parte del paziente con la tecnologia e della sua capacità di comprendere e navigare nel sistema.
Vengono sottolineate anche le cautele etiche nell'uso di ChatGPT: la privacy e la riservatezza dei dati dei pazienti devono essere rigorosamente garantite per impedire qualsiasi divulgazione non autorizzata di informazioni sanitarie sensibili. Inoltre, i pregiudizi e le discriminazioni devono essere evitati.
Ulteriori sfide riguardano la formazione degli operatori sanitari all’utilizzo di questa tecnologia e alla comunicazione efficace con i fruitori e la sua integrazione nei sistemi sanitari esistenti.
Conclusioni e commento editoriale: Il potenziale dell’AI nel sostenere l'educazione al diabete può avere implicazioni significative per il futuro della cura del diabete. Con la crescente prevalenza del diabete e la carenza di educatori, la tecnologia ChatGPT potrebbe fornire una soluzione innovativa per migliorare l'accesso all'istruzione e al supporto per i pazienti, affrontando i limiti dei metodi educativi tradizionali e offrendo un approccio personalizzato e interattivo.
Non esistono attualmente studi solidi di efficacia e di confronto dell’AI in ambito educativo e la Letteratura in materia contempla quasi esclusivamente pareri di esperti, rassegne ed editoriali.
È quindi necessaria una seria ricerca per comprenderne meglio l’efficacia e i limiti specie in popolazioni critiche, come negli anziani, nei soli, in caso di analfabetismo sanitario e tecnologico, nei non anglofoni.
Per loro natura i modelli di linguaggio basati su tecnologia AI sono in grado di fornire un supporto informativo e di istruzione ma non certo una piena azione educativa essendo privi dell’interazione umana, ricca di empatia e degli scambi comunicativi non verbali che formano i codici culturali e di apprendimento di una persona.
Pertanto, per realizzare appieno il potenziale dell’AI nell'educazione terapeutica, è importante continuare a esplorare e sviluppare questa tecnologia considerandola per il momento un utile supplemento ai metodi tradizionali e garantendo quindi che i pazienti ricevano ora il supporto e l'educazione di cui hanno bisogno per gestire il loro diabete in modo efficace.
Una domanda rimane aperta: chi verifica e in quale maniera quanto appreso dalla persona sia filtrato e interpretato correttamente?

A cura di Emanuele Fraticelli, Donatella Bloise, Giuseppina Incampo

Sharma S, Pajai S et al. A Critical Review of ChatGPT as a Potential Substitute for Diabetes Educators. Cureus. 2023 May 1;15(5): e38380. doi: 10.7759/cureus.38380