

Diabetes Care
Background e obiettivo dello studio: La resistenza all’azione dell’insulina è stata associata ad anomalie del funzionamento dei distretti cardio-vascolare (CV) e renale. Ad esempio, il knock-out del recettore dell’insulina a livello podocitario è stato associato a un danno renale simile a quello dell’insufficienza renale cronica (IRC) nel diabete tipo 2. È ormai noto che l’insulino-resistenza contribuisce alla mortalità e alla morbilità cardiovascolare e renale. Inoltre, l’insulino-resistenza è stata associata anche a un’aumentata attivazione del recettore dei mineralcorticoidi. Il finerenone è un antagonista selettivo non steroideo del recettore dei mineralcorticoidi ed ha significativamente ridotto il rischio di eventi cardio-renali in un’ampia popolazione di pazienti affetti da diabete mellito tipo 2 e IRC negli studi randomizzati controllati FIDELIO-DKD e FIGARO-DKD. Questa analisi post-hoc ha esplorato l’impatto dell’insulino-resistenza sul beneficio cardio-renale prodotto dal finerenone in questi studi.
Metodi e risultati principali: Gli Autori hanno utilizzato i dati individuali dei pazienti (13,026, follow-up 3 anni) arruolati negli studi FIDELIO-DKD e FIGARO-DKD confluiti in un unico database FIDELITY. L’insulino-resistenza è stata valutata indirettamente utilizzando l’estimated glucose disposal rate (eGDR), precedentemente validato attraverso il confronto con il clamp euglicemico iperinsulinemico e calcolato in base ai seguenti parametri: girovita, ipertensione arteriosa e HbA1c. I pazienti con un valore di eGDR inferiore alla mediana (4.1 mg/kg/min) della popolazione sono stati considerati insulino-resistenti. I pazienti con insulino-resistenza avevano una maggiore durata del diabete, peso e circonferenza vita. eGDR era positivamente correlato a eGFR (r=0.04, p<0.0001) e inversamente correlato al logaritmo del rapporto albuminuria/creatininuria (r= -0.03, p=0.03). Indipendentemente dal trattamento in atto, i pazienti insulino-resistenti avevano un maggior rischio di sviluppare eventi CV mentre non sono state identificate differenze nel rischio di sviluppare eventi renali. Non è stata rilevata un’interazione significativa fra i benefici CV e renali del finerenone e i livelli di insulino-resistenza (p for interaction=0.23 e 0.28, rispettivamente).
Conclusioni e commento editoriale: Gli Autori concludono che l’efficacia di finerenone non è influenzata dai livelli basali di insulino-resistenza, valutata con una metodica che sfrutta parametri facilmente disponibile in pratica clinica. In linea con la letteratura esistente, questi dati confermerebbero l’associazione fra insulino-resistenza e rischio CV in una popolazione molto ampia di pazienti con diabete tipo 2 e IRC, sebbene l’analisi non sia stata corretta per variabili quali durata di diabete e altri noti fattori di rischio cardiovascolare. Invece, in presenza di una disfunzione glomerulare già conclamata, l’insulino-resistenza così stimata non sembra influire ulteriormente sulla progressione del danno renale.
A cura di Irene Caruso, Francesca Cinti, Maddalena Trombetta
Ebert T, Anker D et al. Outcomes With Finerenone in Patients With Chronic Kidney Disease and Type 2 Diabetes by Baseline Insulin Resistance. Diabetes Care 2024 Mar 1;47(3):362-370. Doi: doi: 10.2337/dc23-1420


