The American Journal of Clinical Nutrition
Introduzione: Per le donne con diabete gestazionale (GDM), la variazione ottimale del peso corporeo in gravidanza è poco nota. Obiettivo del presente studio era esplorare le variazioni ottimali di peso corporeo per le donne con GDM e confrontarle con quanto raccomandato dalle linee guida dell’Institute of Medicine (IOM).
Partecipanti e metodi: Studio nazionale di popolazione, basato sui dati di natalità del National Center for Health Statistics (NCHS) negli Stati Uniti relativo a 1.338.460 coppie madre-bambino con GDM dal 2014 al 2020. Sono stati eseguiti modelli di regressione per identificare gli intervalli variazione di peso in gravidanza (target per GDM) associati con rischi accettabili (aumento <10%) per un outcome composito ponderato per gravità che include parto pre-termine (<37 settimane), grande per età gestazionale (LGA, peso alla nascita >90° percentile) e piccolo per età gestazionale (SGA, peso alla nascita <10° percentile). Questi obiettivi sono stati confrontati con le linee guida IOM utilizzando modelli di regressione logistica.
Risultati: L’oucome composito ponderato per gravità aveva una relazione con la variazione di peso in gravidanza nelle varie categorie di BMI a forma di U (sottopeso, normopeso, sovrappeso) o a forma di J (obesità classe 1-3). I target di peso individuati per le donne con GDM associati al più basso rischio di esiti pernatali avversi erano 14.1-20.3 kg per le donne sottopeso, 9.0-17.0 kg in caso di normopeso, 4.8-13.8 kg per sovrappeso, -0.8-10.8 kg obesità di classe 1, -2.4-8.2 kg e -8.3-6.0 kg per obesità di classe 2 e di classe 3, rispettivamente. La variazione di peso in gravidanza al di fuori degli obiettivi individuati per le donne con GDM o dei target IOM raccomandati si associava a un aumento degli esiti perinatali avversi. Le analisi di validazione hanno mostrato che i target di peso GDM individuati riducevano gli esiti perinatali avversi in proporzione simile o inferiore rispetto agli obiettivi IOM nelle donne sottopeso, normopeso, sovrappeso e obese di classe 1. Al contrario, per le donne con obesità di classe 2 e 3 i target di peso GDM individuati riducevano maggiormente gli esiti perinatali avversi rispetto alle raccomandazioni IOM.
Conclusioni e commento editoriale: I risultati di questo studio dimostrano che le raccomandazioni IOM relative all’incremento ponderale in gravidanza sono generalmente applicabili anche alle donne con GDM, ad eccezione delle donne con obesità moderata e grave; in queste circostanze, dovrebbe essere suggerita una variazione di peso inferiore rispetto a quella raccomandata dalle linee guida IOM. Questi risultati concordano con dati analoghi osservati nella popolazione generale che documentano come un aumento di peso minimo o la perdita di peso in gravidanza nelle donne moderatamente o severamente obese è sicura e potrebbe ridurre il rischio di esiti perinatali avversi. Data l'assenza di linee guida specifiche per il GDM, le raccomandazioni IOM vengono applicate di routine anche alle donne con GDM. I risultati di questo studio supportano tale pratica clinica abituale, ma suggeriscono la necessità di rivedere le raccomandazioni sull’incremento ponderale in gravidanza in caso di obesità, operando una distinzione per categorie di BMI.
A cura di Cristina Bianchi
Huang X, Fan D et al. Optimal gestational weight gain associated with improved perinatal outcomes in women with gestational diabetes mellitus: a population-based study in the United States. Am J Clin Nutr. 2024 Jul 13:S0002-9165(24)00604-X. doi: 10.1016/j.ajcnut.2024.07.008


