Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle
Background e obiettivi: La relazione tra adiposità e mortalità nel diabete merita un approfondimento. La localizzazione del tessuto adiposo può stratificare la prognosi nei pazienti con diabete?
Metodi e risultati principali: sono stati analizzati i dati di sopravvivenza per tutte le cause di 1417 pazienti arruolati nello studio NHANES dal 1999 in poi. La composizione corporea è stata stimata tramite dual-energy X-ray absorptiometry (DXA). Una regressione di Cox è stata usata per stimare la sopravvivenza per cause cardiache e per tutte le cause. Viene descritta una associazione tra maggiore massa grassa e maggiore mortalità per tutte le cause, mentre maggiore massa muscolare si associa a minore mortalità. Tuttavia, vi era una differente mortalità in base alla localizzazione: maggiore massa grassa nel braccio si associava a maggiore mortalità per tutte le cause (ma non per cause cardiovascolari) e maggiore massa muscolare del braccio era associata a minore mortalità, sia per tutte le cause, sia per cause cardiovascolari che non-cardiovascolari; la localizzazione al tronco e alle gambe non mostrava associazione con la sopravvivenza. I dati sono stati corretti per numerosi confondenti, compresa età, sesso, fumo, durata del diabete, livelli di attività fisica.
Conclusioni e commento editoriale: Che il sovrappeso e la sarcopenia incidano negativamente sulla salute è cosa nota. Questo studio aggiunge informazioni preziose sul rapporto tra massa muscolare, massa grassa e malattia cardiovascolare, oltre che sulla loro distribuzione all’interno del corpo. E’ noto da precedenti studi come la quantità totale di massa muscolare abbia un’associazione inversa con la mortalità nei soggetti con diabete. La novità di questo studio sta soprattutto nella distribuzione della massa muscolare e del tessuto adiposo e la distinzione delle cause di morte. La stima della composizione corporea delle braccia potrebbe essere utilizzata come uno stratificatore del rischio cardiovascolare dei nostri pazienti. Ma perché proprio il braccio si associa alla mortalità cardiovascolare e non la gamba o il tronco? Gli Autori suggeriscono che la composizione di fibre muscolari del braccio, così come il loro metabolismo, siano diversi da quelli dei muscoli delle gambe, avendo un impatto diverso sul metabolismo corporeo e di conseguenza sul sistema cardiovascolare. Oltre a questo, bisogna ricordare che l’arto superiore è la parte corporea che fa meno esercizio durante una giornata sedentaria, rispetto al tronco e alle gambe che ci sostengono in tutte le attività quotidiane, mentre tronco e gambe lavorano anche solo per stare in piedi, e lavorano di più se si è in sovrappeso. Di conseguenza, è il segmento corporeo che più rispecchia un eventuale maggiore tempo passato in movimento. Infatti, si sa che nel diabete la capacità di fare esercizio è direttamente correlata alla sopravvivenza. Tuttavia, anche differenti gradi di insulinoresistenza potrebbero spiegare questa associazione. Ulteriori studi sono necessari per chiarire questa relazione tra muscoli del braccio e mortalità.
A cura di Lorenzo Nesti
Guo J, Wei Y et al. Differential impacts of fat and muscle mass on cardiovascular and non-cardiovascular mortality in individuals with type 2 diabetes. Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle (15 June 2024). DOI: 10.1002/jcsm.13542


