Tirzepatde vs semaglutide: è tempo di fare confronti?

Incidence of new onset type 2 diabetes in adults living with obesity treated with tirzepatide or semaglutide: real world evidence from an international retrospective cohort study

A cura di Danila Capoccia

eClinicalMedicine

Backgroud: Tirzepatide, un nuovo duplice agonista del GLP-1 e del GIP, ha dimostrato una maggiore efficacia sulla perdita di peso rispetto a semaglutide. Tuttavia, l'effetto della tirzepatide sull'incidenza del diabete di tipo 2 (T2D) nei soggetti con sovrappeso e obesità così come l'effetto sui principali esiti cardiovascolari negli individui con preesistente T2D rimane sconosciuto.
Metodi: Gli Autori hanno effettuato una valutazione retrospettiva su cartelle cliniche elettroniche anonimizzate. Sono state generate due coorti di individui: 1) pazienti con obesità senza T2D preesistente e 2) pazienti con T2D. La durata della terapia farmacologica è stata di 12 mesi.
Obiettivo: L’esito primario per la coorte 1 era l’incidenza di T2D, mentre per la coorte 2 un end-point composito primario comprendente mortalità per tutte le cause, infarto cerebrale, sindrome coronarica acuta e insufficienza cardiaca. Gli esiti secondari per la coorte 1 erano la variazione dell'HbA1c e del peso corporeo, mentre per la coorte 2 l’incidenza di complicanze micro e macrovascolari, ideazione e/o tentativo di suicidio e la mortalità per tutte le cause
Risultati principali: la popolazione della coorte 1, obesi senza T2D, era composta da 13.846 individui, equamente suddivisi tra utilizzatori di tirzepatide e di semaglutide. Tirzepatide è stata associata sia a un minor rischio di T2D incidente (HR 0,73, IC 95% 0,58-0,92, p < 0,001) sia ad una maggiore perdita di peso (-7,7 kg, [IC 95% -6,8, -8,5 kg], p < 0,001), rispetto a semaglutide (-4,8 kg, [95% CI −3,9, −5,6 kg], p <0,001). Nella coorte 2, nei soggetti con T2D preesistente (n = 8446, sempre equamentte distribuiti tra tirzepatide e semaglutide), tirzepatide è stata associata ad una maggiore riduzione dell’end-point composito primario (HR 0,54, IC 95% 0,38-0,76, p < 0,001), infarto cerebrale (HR 0,45, IC 95% 0,24–0,84, p = 0,010) e mortalità per tutte le cause (HR 0,33, IC 95% 0,15–0,73, p = 0,004), rispetto a semaglutide. Per quanto concerne gli end-point secondari della coorte 1, la perdita di peso a un anno è stata maggiore nel gruppo tirzepatide (-7,7 kg) rispetto al gruppo semaglutide (-4,8 kg), così come la riduzione dell'HbA1c. Nella coorte 2, tirzepatide è stata associata, invece, ad un aumento dell'incidenza di neuropatia diabetica, ma non di retinopatia o nefropatia. Non vi è stata alcuna differenza nel rischio di suicidio tra i gruppi.
Conclusioni e commento editoriale: In questo studio di real-life di natura retrospettiva, tirzepatide si è associata a un rischio significativamente ridotto di sviluppare T2D ed eventi cardiovascolari nei soggetti che vivono rispettivamente con obesità e con T2D, in misura maggiore rispetto a semaglutide. Se il dato sia attribuibile alla maggiore perdita di peso ottenuta con tirzepatide o ad effetti intrinseci alla molecola rimane un campo ancora da indagare e da scoprire. Alla luce della disponibilità di un numero sempre crescente di farmaci per il diabete e l’obesità, studi randomizzati e controllati di confronto tra le varie molecole si rendono sicuramente necessari.

A cura di Danila Capoccia

Anson M, Henney A et al. Incidence of new onset type 2 diabetes in adults living with obesity treated with tirzepatide or semaglutide: real world evidence from an international retrospective cohort study. eClinicalMedicine, part of The Lancet Discovery Science, 10.1016/j.eclinm.2024.102777