
Journal of the American College of Cardiology
Obiettivi: Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare gli effetti dell'esercizio fisico (ET) su hs-cTnT e NT-proBNP e valutare le associazioni di questi biomarcatori con la fitness cardiorespiratoria tra gli adulti con T2D.
Metodi: Lo studio ha incluso partecipanti del trial HART-D (Health Benefits of Aerobic and Resistance Training in Individuals with Type 2 Diabetes) che sono stati randomizzati a uno dei 3 gruppi di ET o a un gruppo di controllo senza esercizio fisico. I biomarcatori cardiaci e la fitness cardiorespiratoria (valutata dal picco di consumo di ossigeno [VO2peak]) sono stati valutati al basale e dopo 9 mesi. Sono stati valutati gli effetti dell’ET (3 gruppi ET riuniti) rispetto al gruppo di controllo senza esercizio su hs-cTnT e NT-proBNP utilizzando un modello di analisi della covarianza. Mediante l’analisi di regressione multivariata sono stati identificati i fattori associati ai biomarcatori e deltaVO2peak al follow-up.
Risultati: Lo studio ha incluso 166 partecipanti randomizzati al gruppo ET (n = 135) e al gruppo di controllo senza esercizio (n = 31). Rispetto al gruppo di controllo senza esercizio, il gruppo ET non ha modificato significativamente i biomarcatori hs-cTnT o NT-proBNP. Nell’analisi multivariata, ogni gruppo ET e deltaVO2peak non erano significativamente associati ai livelli di hs-cTnT o NT-proBNP al follow-up. Tra gli individui nel gruppo ET, hs-cTnT al basale era inversamente associato a deltaVO2peak [per un aumento di 1 SD log (hs-cTnT): b = 0,08 (IC 95% = da 0,15 a 0,01)].
Conclusioni: Tra gli individui con T2D, ET non ha modificato i biomarcatori cardiaci. Valori basali di hs-cTnT più elevati si associavano a un miglioramento attenuato della fitness cardiorespiratoria in risposta all'esercizio.
Commento editoriale: E’ noto che l’ET nelle persone con T2D ha dimostrato di migliorare la fitness cardiorespiratoria, il controllo glicemico e altri vari parametri metabolici. Sulla base di questi dati, gli autori di questo studio avevano ipotizzato che l’ET avrebbe potuto attenuare anche l’incremento dei biomarcatori hs-cTnT e NT-proBNP in queste persone. Entrambi questi biomarcatori si associano a un aumentato rischio di scompenso cardiaco che rappresenta una complicanza frequente del T2D. I risultati hanno dimostrato che l’ET non modificava significativamente le concentrazioni di questi biomarcatori nel corso del periodo di follow-up di 9 mesi, indipendentemente dal tipo di esercizio aerobico, di resistenza o combinato. In generale, non è semplice interpretare i risultati di questo studio soprattutto alla luce della numerosità (piccola) dei soggetti studiati. Inoltre, alcune caratteristiche della popolazione quali un buon compenso glicemico e concentrazioni basali già basse al basale di hs-cTnT non permettono di generalizzare le conclusioni. In aggiunta, il periodo di follow-up di 9 mesi potrebbe essere non adeguato per osservare cambiamenti nelle concentrazioni dei biomarcatori cardiaci all’ET. Sicuramente è da apprezzare il dato che l’ET non abbia determinato un aumento dei biomarcatori.
A cura di Roberto Pippi e Carmine G. Fanelli
Patel KV, Saha A, Ayers CR et al. Exercise Training, Cardiac Biomarkers,and Cardiorespiratory Fitness in Type 2 Diabetes:The HART-D Study. JACC Adv 2023 Vol. 2, Issue No.1. doi: doi.org/10.1016/j.jacadv.2022.100174


