Analysis of Cardiorespiratory Fitness in Early Adulthood and Midlife With All-Cause ortality and Fatal or Nonfatal Cardiovascular Disease

A cura di Jonida Haxhi

JAMA Network

Introduzione: Ottimizzare la fitness cardiorespiratoria (CRF) è una strategia che contrasta la morte prematura e gli eventi cardiovascolari (CVD). Gran parte delle attuali evidenze sono state generate in popolazioni mediamente anziane, mentre non è chiaro il ruolo dei livelli di fitness nella prima fase della vita adulta. Questo studio esamina l’associazione tra i livelli di fitness in età giovanile mantenuti negli anni successivi della vita adulta, e il rischio futuro di mortalità da tutte le cause, CVD e mortalità da CVD.
Disegno dello studio: Sono stati analizzati in modo retrospettivo i dati dello studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults). Lo studio CARDIA è uno studio prospettico di coorte, multicentrico Statunitense, ancora in corso. Tra agosto 2020 e ottobre 2022, è stata effettuata una ricerca nel database dello studio per identificare partecipanti che negli anni 1985-1986, erano di età compresa tra 18 e 30 anni e che avevano effettuato un test di esercizio incrementale per la valutazione della CRF (espressa come minuti totali di durata del test). Il test incrementale è stato ripetuto dopo 7 anni e dopo 20 anni di follow-up. Inoltre, ogni 6 mesi i partecipanti effettuavano visite telefoniche di aggiornamento sullo stato di salute mentre ogni 2-5 anni effettuavano visite mediche di persona, per un totale di 35 anni di follow-up.
La stima di rischio (HR) tra esposizione (fitness e modifica di fitness nel tempo) e diversi outcome principali (mortalità da tutte le cause e gli eventi CVD fatali e non fatali) è stata effettuata con una regressione di Cox.
Risultati: Il campione incluso comprendeva un totale di 4808 partecipanti di età media 24.8 [3.7] anni, di cui il 56% erano donne e 51% di colore. Fino all’anno 20 di follow-up si sono verificate 302 morti e 274 eventi CVD. Avere livelli migliori di fitness al baseline, misurata in unità di 1-minuto al test incrementale, si associava ad una riduzione del 18% del rischio di morte prematura (hazard ratio [HR], 0.82 [95%CI, 0.76-0.88]; Uomini: HR, 0.87 [95%CI, 0.80-0.96]; Donne: HR, 0.73 [95%CI, 0.64-0.82]), ed una riduzione del 11% di rischio di eventi CVD fatali e non fatali (HR, 0.89 [95%CI, 0.82-0.96]; Uomini: HR, 0.90 [95%CI, 0.82-0.98]; Donne: HR, 0.86 [95%CI, 0.75-0.99]). Inoltre, mantenere o migliorare i livelli di fitness nei 20 anni successivi, misurata in unità di 5% di incremento rispetto al baseline, determina una riduzione del 11% del rischio di morte da tutte le cause (HR, 0.89 [95%CI, 0.79-0.99]).
Conclusioni e commento editoriale: Uno stile di vita sedentario, che è anche un fattore modificabile di rischio cardiovascolare, è associato ad un aumento di mortalità e morbidità CVD. D’altro canto, elevati livelli di fitness cardiorespiratoria (CRF), si associano a tassi di mortalità minori indipendentemente da fattori come età, fumo o altri fattori di rischio CVD. Questa analisi dello studio CARDIA aggiunge a quanto già noto, nuove evidenze riguardo l’importanza di avere e mantenere buoni livelli di fitness a partire dai primi anni di età adulta. Uno dei punti di forza di questo studio è la grande proporzione di
donne nel campione incluso, popolazione nota per essere ad alto rischio, specialmente se in post-meonopausa, ma spesso poco inclusa negli studi cardiovascolari. Questa analisi ha evidenziato che le donne più fit durante la gioventù, guadagnavano maggiormente in termini di sopravvivenza futura. È stato più volte suggerito che la determinazione della CRF deve fare parte dell’esame clinico di routine e alla luce di questi dati, si potrebbe presupporre che i primi anni di età adulta siano un momento strategico per iniziare ad investire nel futuro sanitario della popolazione, specialmente quella di sesso femminile.

A cura di Jonida Haxhi

Gabriel KP, Jaeger BC et al. Analysis of Cardiorespiratory Fitness in Early Adulthood and Midlife With All-Cause ortality and Fatal or Nonfatal Cardiovascular Disease. JAMA Network Open. 2023;6(2):e230842. doi:10.1001/jamanetworkopen.2023.0842