
Nature Metabolism
Background e obiettivo del lavoro: Programmi strutturati mirati alla riduzione e gestione del peso corporeo, da affiancare alla terapia farmacologica per il trattamento dell'iperglicemia, sono da anni raccomandati dalle linee guida. La letteratura evidenzia come la perdita di peso indotta dalla dieta sia associata al miglioramento della funzione delle cellule beta pancreatiche e come i farmaci ipoglicemizzanti possono aumentare la sensibilità all'insulina, la secrezione di insulina e le risposte incretiniche. Pertanto, è necessario indagare i potenziali effetti dell'esercizio sul Disposition Index (DI) nel contesto della perdita di peso indotta dalla dieta e della terapia farmacologica.
L'obiettivo primario di questo studio era quello di indagare il cambiamento di DI durante gli ultimi 30 minuti di iperglicemia indotta da clamp (late-phase DI o LDI) dopo un intervento della durata di 16 settimane, che prevedeva anche la somministrazione di diversi volumi di esercizio, in aggiunta alla perdita di peso indotta dalla dieta e la gestione farmacologica nelle persone con T2D di nuova diagnosi. Gli autori hanno ipotizzato che LDI aumenterebbe con l'aumento dei volumi di esercizio fisico somministrato in combinazione con la perdita di peso indotta dalla dieta. Inoltre, gli autori ipotizzavano che entrambi i gruppi sottoposti a somministrazione di esercizio fisico (sia il gruppo sottoposto ad una frequenza di allenamento di tre volte a settimana, sia quello con una frequenza di sei volte a settimana) associata con un intervento nutrizionale volto alla perdita di peso, avrebbero mostrato risultati migliori al gruppo controllo nel migliorare LDI.
L'obiettivo secondario dello studio era quello di valutare gli effetti dell'intervento sulla sensibilità e sulla secrezione di insulina. Infine, gli autori puntavano ad esplorare gli effetti sui fattori di rischio cardiometabolico, sul metabolismo del glucosio postprandiale, sulla cinetica del glucosio, sul GLP-1 e sulla massima capacità di secrezione dell'insulina e su alcune variabili legate alla performance fisica (massimo consumo di ossigeno o VO2 max e forza muscolare).
Metodi e risultati principali: Lo studio randomizzato ha coinvolto 82 partecipanti (35% femmine; età media 58,2 ± 9,8 anni; media BMI=33 ± 3,7 kg/m2 ; emoglobina glicata=50,2 ± 6,6 mmol/mol) assegnati in modo casuale a quattro gruppi, così costituiti: (1) cure standard (control group o CON, n=20); (2) restrizione calorica del 25% (diet control group o DCON, n=21); (3) restrizione calorica ed esercizio fisico svolto per tre volte a settimana (moderate exercise dose group o MED, n=20), di cui due sessioni di allenamento aerobico e una sessione di allenamento combinato aerobico e contro resistenza; (4) restrizione calorica ed esercizio fisico svolto per sei volte a settimana (high exercise dose group, o HED, n=21), di cui quattro sessioni di allenamento aerobico e due sessioni di esercizio misto di allenamento aerobico e contro resistenza a settimana. La durata degli interventi è stata di 16 settimane.
LDI è aumentato in tutti i gruppi di intervento dal basale al follow-up di 16 settimane senza alcun cambiamento nel gruppo CON (p <0,005 per tutti i confronti). Rispetto a DCON, sia MED che HED hanno aumentato LDI (MED rispetto a DCON, +29%, p=0,11; HED rispetto a DCON, +50%, p=0.01). L'entità degli aumenti tra i gruppi era coerente con una relazione lineare dose-risposta. Il peso corporeo è diminuito rispettivamente dello 0%, 7%, 10% e 12% rispetto al basale in CON, DCON, MED e HED, ed è diminuito maggiormente in tutti i gruppi di intervento rispetto a CON. Sia MED che HED hanno ridotto il peso corporeo di 3,2 kg (p=0,043) e 4,5 kg (p=0,004) in più rispetto a DCON, senza differenze nei cambiamenti tra i gruppi di esercizio. Lo stesso schema è stato osservato per il BMI. L'HbA1c è diminuito dello 0,6% in più in tutti i gruppi di intervento rispetto a CON (p<0,001), ma non sono state osservate differenze tra i gruppi di intervento. Lo stesso schema è stato osservato per i valori medi di glicemia a digiuno, insulina a digiuno, peptide C a digiuno, trigliceridi a digiuno e pressione arteriosa sistolica. Non sono state osservate riduzioni delle lipoproteine a bassa densità (LDL-C). Il VO2 max è aumentato in MED e HED rispetto a CON e DCON, e HED è migliorato più di MED. Il VO2 max relativo al peso corporeo ha mostrato variazioni rispettivamente del -3%, +8%, +23% e +39% in CON, DCON, MED e HED. Infine, HED ha migliorato la forza muscolare (misurata con la chest press) rispetto a tutti gli altri gruppi, mentre la forza muscolare (misurata con la leg extension) sono migliorate solo in HED rispetto a CON e DCON. Le riduzioni dei farmaci ipoglicemizzanti sono state rispettivamente dell'11%, 92%, 81% e 89% in CON, DCON, MED e HED.
Conclusioni e commento editoriale: Gli autori concludono che uno dei loro principali risultati è stato che tutti i gruppi di intervento hanno migliorato la funzione delle cellule beta, come espresso dalla LDI, più delle cure standard. Inoltre, l'aggiunta di esercizio fisico alla perdita di peso indotta dalla dieta ha migliorato la funzione delle cellule beta più della perdita di peso indotta dalla dieta o delle sole cure standard. Ciò sembrava essere ottenuto da ulteriori aumenti della sensibilità all'insulina indotti dall'esercizio in modo dose-dipendente. Tuttavia, gli esiti secondari ed esplorativi non hanno supportato in modo uniforme la relazione dose-risposta lineare osservata per l'esito primario.
A cura di Carmine Giuseppe Fanelli, Roberto Pippi
Legaard GE, Lyngbæk MPP et al. Effects of different doses of exercise and diet-induced weight loss on beta-cell function in type 2 diabetes (DOSE-EX): a randomized clinical trial. Nature Metabolism. 2023; 5, 880–895. doi.org/10.1038/s42255-023-00799-7


