Effect of 48 Months of Closed-Loop Insulin Delivery on Residual C-Peptide Secretion and Glycemic Control in Newly Diagnosed Youth With Type 1 Diabetes: A Randomized Trial

A cura di Federico Boscari e Sergio Di Molfetta

Diabetes Care

Background e obiettivo del lavoro: L’efficacia dei sistemi per la somministrazione automatica di insulina (AID) è stata dimostrata in diversi contesti.
Scopo di questo lavoro di Ware e collaboratori è stato quello di valutare nel lungo periodo l’impatto di un sistema AID in soggetti con neo diagnosi di diabete rispetto alla terapia standard, in termini sia di controllo glicemico che di conservazione della produzione endogena di insulina.
Metodi e risultati principali: Si tratta dell’estensione a 48 mesi di uno studio multicentrico, randomizzato, in parallelo, che in precedenza aveva valutato l’impatto a 24 mesi della terapia con AID intrapresa entro 21 giorni dalla diagnosi di diabete in soggetti con età 12±2 anni e in terapia insulinica multiniettiva.
Ottantuno soggetti (età 14 ± 2 anni, Hba1c 7.3 ± 1.2 %), 47 randomizzati ad AID e 34 a terapia standard (gruppo di controllo), hanno completato la fase di estensione dello studio. Nel corso del follow-up, il 39% dei soggetti assegnati al gruppo di controllo è stato avviato a microinfusore d’insulina, il 94% a sensore glicemico, e il 15% ad AID.
Al termine dei 48 mesi non sono emerse differenze significative nei livelli di c-peptide a digiuno (AID 26 ± 31 pmol/L vs 29 ± 31 pmol/L nel gruppo di controllo, p=0.54). Il tempo trascorso nel range glicemico 70-180 mg/dl (TIR) è risultato maggiore nel gruppo AID (61 ± 12% vs 50 ± 17 %, P =0.008), in assenza di differenza nel tempo trascorso in ipoglicemia. I valori di HbA1c erano significativamente inferiori nel gruppo AID (7.1 ± 1.6 vs  7.9 ± 1.4, p= 0.01). Non si sono registrati eventi avversi significativi.
Conclusioni e commento editoriale: I risultati di questo studio, di lunga durata e condotto nella sua estensione senza incremento dei controlli ambulatoriali previsti dalla pratica clinica, hanno dimostrato l’efficacia e la sicurezza dell’utilizzo di un sistema AID fin dalla diagnosi di diabete. Anche se nel corso del lungo follow-up la gran parte dei pazienti assegnati al gruppo di controllo ha poi intrapreso utilizzo di tecnologie (microinfusore, sensore o AID), l’utilizzo di un sistema ad ansa chiusa sin dall’esordio ha garantito nel gruppo AID un controllo migliore al termine dell’osservazione.
Studi precedenti avevano suggerito come il mantenimento del buon controllo fin dalla diagnosi potesse correlare con un minor declino della secrezione pancreatica endogena, cosa non dimostrata in questo studio dove i livelli di c-peptide sono risultati sovrapponibili tra i 2 gruppi. Bisogna però sottolineare come, anche nel gruppo AID, verosimilmente per le peculiarità della popolazione esaminata, costituita da adolescenti, nei quali ottenere un buon controllo glicemico è notoriamente più complesso, non siano stati raggiunti valori ottimali di TIR (TIR medio 61%), e questo potrebbe aver impattato sul declino della funzione beta cellulare.

A cura di Federico Boscari, Sergio Di Molfetta

Ware J, Boughton CK et al. Effect of 48 Months of Closed-Loop Insulin Delivery on Residual C-Peptide Secretion and Glycemic Control in Newly Diagnosed Youth With Type 1 Diabetes: A Randomized Trial. Diabetes Care. 2024 Jun 26:dc240360. doi: 10.2337/dc24-0360. Epub ahead of print. PMID: 38924772