Diabetes
Background e obiettivo del lavoro: Il metilgliossale (MGO), un prodotto reattivo carbonilico che origina nella cellula in corso di iperglicemia, forma addotti su proteine, lipidi ed acidi nucleici tramite legami covalenti con formazione di prodotti finali della glicazione avanzata (AGEs). Il MGO e gli AGEs sono associati allo sviluppo e alla progressione del diabete e delle sue complicanze. Obiettivo del lavoro è stato valutare il ruolo predittivo di questi biomarcatori sulla insorgenza di nefropatia diabetica.
Metodi e risultati principali: È stato condotto uno studio caso-controllo nidificato su 207 pazienti con T1D arruolati nel DCCT/EDIC, confrontando pazienti che durante l’EDIC hanno (casi, n=90) e non hanno (controlli, n=117) sviluppato malattia renale, definita come nuova e persistente macroalbuminuria. Tramite spettrometria di massa sono stati dosati i livelli urinari di tre AGEs: carbossietil-deossiguanosina (CEdG), carbossietil-guanosina (CEG), carbossietil-lisina (CEL). I livelli degli AGEs urinari nei primi 3 anni del DCCT erano significativamente più elevati (p<0.0001) nei pazienti che avrebbero poi sviluppato malattia renale nell’EDIC rispetto ai controlli. L’analisi univariata ha evidenziato una associazione significativa tra gli AGEs urinari nei primi tre anni di studio e la malattia renale (CEdG: OR=1.8, p<0.001, CEG: OR 5.3, p<0.001, CEL: OR=1.5, p<0.001), confermata anche alla regressione logistica multivariata. Durante tutto il DCCT, gli AGEs urinari avevano livelli di OR più alti di albuminuria e GFR. Gli addotti del MGO predicevano, indipendentemente dall’HbA1c, il rischio di malattia renale circa 16 anni prima della sua diagnosi.
Conclusioni e commento editoriale: Gli AGEs urinari rappresentano un biomarcatore di danno renale indipendente dalla HbA1c e predicono il rischio di nefropatia con un anticipo di 16 anni rispetto alla diagnosi. Il loro dosaggio potrebbe rappresentare quindi un nuovo strumento di stratificazione del rischio di complicanza renale nei pazienti con diabete, utile per una gestione mirata a prevenire la sua insorgenza. Il limite di questo studio è quello di non aver considerato i pazienti con microalbuminuria e/o eGFR <60 ml/min/1.73 m2, che rappresentano la più ampia parte dei pazienti con malattia renale cronica. Sarà interessante inoltre estendere queste ricerche a casistiche più ampie, che includano anche pazienti con T2D.
A cura di Martina Vitale
Lai SWL, Hernandez-Castillo C et al. Methylglyoxal adducts are prognostic biomarkers for diabetic kidney disease in patients with type 1 diabetes. Diabetes. 2023 Nov 15:db230277. DOI: 10.2337/db23-0277


