Long-term kidney outcomes of semaglutide in obesity and cardiovascular disease in the SELECT trial

A cura di Martina Vitale

Nature Medicine

Background e obiettivo del lavoro: L’obesità è un fattore di rischio per la malattia renale cronica anche in individui senza diabete. I GLP-1RAs hanno dimostrato efficacia nefroprotettiva in pazienti con T2D. Lo studio SELECT ha dimostrato che semaglutide 2.4 mg determina una riduzione del 20% del rischio di MACE in pazienti con CVD e sovrappeso/obesi, senza T2D. Obiettivo di questa analisi pre-specificata è stato valutare l’effetto renale di semaglutide nei pazienti del SELECT.
Metodi e Risultati principali: Sono stati confrontati 8803 pazienti trattati con semaglutide 2.4 mg e 8801 pazienti trattati con placebo; il 20% circa aveva malattia renale cronica al baseline. L’endpoint renale a 5 punti è stato un composito di morte per causa renale, inizio dialisi, persistente eGFR <15 ml/min/1.73 m2, riduzione eGFR ≥50%, insorgenza di macroalbuminuria. Alla fine del follow up di 182 settimane, semaglutide 2.4 mg si associava a un minor rischio di endpoint renale rispetto al placebo (incidenza 1.8% vs 2.2%) (HR = 0.78; 95% CI 0.63, 0.96; P=0.02). L’effetto era trainato principalmente dal ridotto rischio di macroalbuminuria e di riduzione dell’eGFR ≥50%. A 104 settimane si osservava minore perdita di filtrato con semaglutide (-0.86 ml/min/1.73 m2) rispetto al placebo (-1.61 ml/min/1.73 m2), con beneficio di 0.75 ml/min/1.73m2 (P<0.001). Si registrava inoltre un minor incremento di UACR con semaglutide rispetto a placebo (-10.7%; P<0.001). L’effetto di semaglutide 2.4 mg era significativo anche sull’endpoint a 5 punti che escludeva la macroalbuminuria, includendo la morte CV, con un HR di 0.82 (P=0.02).
Conclusioni e commento editoriale: Questi risultati suggeriscono che il trattamento con semaglutide 2.4 mg in pazienti sovrappeso/obesi senza T2D e con pregressa CVD si associa ad una riduzione del rischio del 22% di endpoint composito renale e del 18% di endpoint composito renale/mortalità CV. Gli autori sottolineano tuttavia la possibile interferenza nella stima dell’eGFR da parte degli estremi BMI al basale e dei significativi cali ponderali ottenuti nel trial.
Nelle settimane in cui l’attenzione è rivolta principalmente agli attesi risultati dello studio FLOW (vedi Journal Club del 14/06 – sezione megatrials e meta-analisi) che hanno dimostrato l’efficacia di semaglutide 1 mg nel ridurre la progressione della complicanza renale in pazienti con T2D e CKD, questi dati sono la prima solida evidenza di un possibile ruolo nefroprotettivo della molecola anche in assenza di diabete. In entrambe le popolazioni (T2D e sovrappeso/obesi) sono ora attesi i risultati dei trial meccanicistici (REMODEL e SMART, rispettivamente) per chiarire i meccanismi nefroprotettivi della molecola, così come saranno auspicabili trial volti a valutare il possibile (o meno) effetto protettivo additivo di semaglutide rispetto a SGLT2i e/o finerenone.

A cura di Martina Vitale

Colhoun HM, Lingvay I et al. Long-term kidney outcomes of semaglutide in obesity and cardiovascular disease in the SELECT trial. Nat Med. 2024 May 25. doi: 10.1038/s41591-024-03015-5