

Diabetes Care
Background e obiettivo del lavoro: L’associazione tra insulino resistenza (IR), malattie cardiovascolari (CVD) e mortalità per tutte le cause nel diabete di tipo 1 (T1D) è nota ma ancora poco chiara. Gli Autori si sono chiesti se, l’IR, calcolata mediante ‘glucose disposal rate’(eGDR), potesse essere considerato fattore di rischio per CVD e mortalità per tutte le cause tra gli individui con T1D.
Metodi e risultati principali: Gli Autori hanno condotto una metanalisi attraverso la quale sono stati selezionati otto studi per l'estrazione dei dati e l’analisi quantitativa, riportando dati ottenuti su 21.930 partecipanti a studi clinici. Per la valutazione dell’insulino resistenza è stato utilizzato l’estimated glucose disposal rate (eGDR) in quanto la tecnica gold standard, ovvero il clamp euglicemico iperinsulinemico, non è applicabile per studi su larga scala (tecnica invasiva che richiede tempo per l’esecuzione). L'eGDR (mg·kg1·min1) può essere calcolato attraverso una formula matematica che include parametri che fanno già parte della pratica clinica: emoglobina glicata (HbA1c), pressione arteriosa e circonferenza della vita o rapporto vita-fianchi. Bassi valori di eGDR indicano grado di IR più elevato. È stato riportato che i valori eGDR mostrano una buona correlazione con l'IR misurata mediante il clamp euglicemico-iperinsulinemico ed è stato convalidato per la stima della sensibilità all'insulina nei soggetti con T1D. L'outcome primario dello studio era valutare l'associazione dell'IR con la CVD e la mortalità per tutte le cause.
I dati analizzati hanno mostrato che per ogni 1 unità di aumento dell’eGDR (ossia miglioramento dell’IR), il rischio composito CVD diminuiva del 17% e rischio per tutte le cause di mortalità si riduceva del 16%.
Conclusioni e commento editoriale: I risultati di questa revisione sistematica e meta-analisi di otto studi indicano che un eGDR ridotto si associa all’incidenza di CVD e mortalità per tutte le cause nel T1D. Gli Autori hanno trovato per ogni aumento di 1 unità dell’eGDR, una riduzione del rischio di esiti CVD compositi del 17% e una diminuzione del 16% del rischio di mortalità per tutte le cause. Concludono che l’IR in T1D potrebbe, almeno in parte, spiegare l’eccesso di rischio cardiovascolare e la mortalità per tutte le cause negli individui affetti da T1D.
Nonostante lo studio abbia alcune limitazioni, correttamente elencate dagli autori all’interno del manoscritto, è importante porre nuovamente l’attenzione sull’impatto dell’IR nel rischio CV dei soggetti affetti da diabete di tipo 1, dove sempre più di frequente viene riscontrata obesità associata a IR, e ragionare quindi sulla possibilità di estendere nella routine della pratica clinica l’utilizzo di farmaci con effetti su obesità/insulino sensibilizzanti già ampiamente utilizzati nel trattamento del diabete di tipo 2.
A cura di Francesca Cinti, Irene Caruso, Maddalena Trombetta
Sun R, Wang J et al. Association of Insulin Resistance With Cardiovascular Disease and All-Cause Mortality in Type 1 Diabetes: Systematic Review and Meta-analysis. Diabetes Care. July 2024 Online Ahead of Print. Doi: doi.org/10.2337/dc24-0475


