Baricitinib and beta-Cell Function in Patients with New-Onset Type 1 Diabetes

A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri e Francesca D'Addio

The New England Journal of Medicine

Background e obiettivo del lavoro: Gli inibitori della Janus kinase (JAK), tra cui il baricitinib, sono farmaci in grado di bloccare il segnale citochinico e di modificare il decorso della malattia nell’ambito di diverse patologie autoimmuni. Tuttavia, l'effetto del baricitinib sulla funzione β-cellulare nel diabete di tipo 1 (T1D) non è ancora chiaro. L'obiettivo dello studio è stato valutare se tale farmaco fosse in grado di preservare la funzione delle β cellule in pazienti con T1D di recente insorgenza.
Metodi e risultati principali: In questo studio di fase 2, randomizzato, in doppio cieco, controllato contro placebo, della durata di 48 settimane, sono stati arruolati 91 pazienti (di età compresa fra 10 e 30 anni e con diagnosi di T1D nei 100 giorni precedenti), assegnati a ricevere baricitinib (4 mg una volta al giorno per os, n=60) o placebo (n=31). L'outcome primario era rappresentato dal livello medio di C-peptide alla settimana 48, determinato dall'area sotto la curva dopo test di tolleranza al pasto misto. Sono stati poi valutati l'emoglobina glicata, la dose giornaliera totale di insulina, i parametri ricavati dal monitoraggio glicemico in continuo. Dal punto di vista farmacodinamico, per valutare l’inibizione di JAK, sono stati analizzati la fosforilazione di STAT3 dopo stimolo con interleuchina-21 e la percentuale mediana di cellule T CD8+ effettrici della memoria. Il risultato principale dello studio è rappresentato dall’ aumento significativo del C-peptide nel gruppo di pazienti trattati con baricitinib rispetto al gruppo placebo (p = 0,001).
Conclusioni e commento editoriale: Nei pazienti con T1D di recente insorgenza, il trattamento giornaliero per os con baricitinib per 48 settimane sembra preservare la funzione β-cellulare, come evidenziato dal livello medio di C-peptide. Non sono emerse differenze significative nei livelli di emoglobina glicata tra i due gruppi di studio, tuttavia è stata osservata una minor variabilità glicemica nel gruppo trattato con baricitinib rispetto al gruppo placebo, così come una maggior percentuale di tempo con glicemie a target ed un minor fabbisogno insulinico giornaliero. Dal punto di vista farmacodinamico, è stata dimostrata l'inibizione di JAK, tuttavia quest’ultima non è risultata predittiva dei livelli di C-peptide dopo test al pasto misto alla settimana 48. La terapia è risultata ben tollerata; gli eventi avversi sono stati simili nei due gruppi, e non sono stati segnalati eventi avversi gravi attribuibili a baricitinib. Questi risultati suggeriscono il potenziale benefico di baricitinib nella preservazione della funzione β-cellulare nel T1D di recente insorgenza, aumentando il numero di “frecce al nostro arco” e con la possibilità di una somministrazione orale.

A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri, Francesca D’Addio

Waibel M, Wentworth JM et al. Baricitinib and beta-Cell Function in Patients with New-Onset Type 1 Diabetes. : The New England Journal of Medicine (2023) N Engl J Med 2023;389:2140-50. DOI: 10.1056/NEJMoa2306691