

Diabetologia
Background e obiettivo del lavoro: Il diabete tipo 1 (T1D) è una malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione delle β-cellule pancreatiche, che nella forma LADA (latent autoimmune diabetes in adult) si sviluppa più lentamente e tardivamente. Studi genetici hanno dimostrato che il signaling di Interferon (IFN) è alterato nel T1D ma il link con la risposta immunitaria, in particolare nelle fasi iniziali della malattia, è ancora poco chiaro. Scopo di questo studio è stato individuare i meccanismi e le popolazioni cellulari coinvolti nella risposta immunitaria iniziale nel T1D, quali potenziali target immunologici di prevenzione e di trattamento.
Metodi e risultati principali: Nello studio è stata effettuata inizialmente trascrittomica “single cell” su cellule mononucleate ottenute da sangue periferico di pazienti adulti LADA in fase iniziale e di soggetti sani (n=4 per gruppo), poi validata tramite citofluorimetria sia in LADA (n=57) che in soggetti con e senza T1D in età pediatrica (n=15 per gruppo). Da entrambe le analisi è emersa una deregolazione del signaling di IFN sia su linfociti T che su monociti e in questi ultimi è stato identificato un cluster specifico caratterizzato dall’alta espressione della sialoadesina SIGLEC-1, associata all’azione di IFN. Questa popolazione di monociti SIGLEC-1+, altamente rappresentata in circolo nei pazienti con T1D e LADA, soprattutto all’esordio di malattia (11,9% vs 5,9%, p=0,017), presentava anche elevata espressione di geni codificanti per i recettori 1 o 2 delle chemochine C-C, per agenti chemiotattici per linfociti T e per cellule NK, mentre l’espressione di fattori di costimolazione e HLA era molto ridotta. La correlazione fra questa popolazione di monociti circolanti e l’attività e la durata di malattia è stata confermata in studi preclinici nel topo NOD, in cui la proporzione di monociti SIGLEC-1+ nel sangue periferico era massima all'età di 6 settimane (16,8%), prima dell’insorgenza del diabete, e con una principale localizzazione nel tessuto pancreatico a 12 settimane (23,6%), ovvero all’inizio del danno insulare. Gli esperimenti di adoptive transfer hanno infine mostrato che i monociti SIGLEC-1+ erano in grado di accelerare l’insorgenza del diabete in vivo, supportando quindi il loro ruolo nella patogenesi della malattia.
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio ha permesso di identificare un nuovo gruppo di monociti circolanti SIGLEC-1+ quale potenziale nuovo marker per la diagnosi precoce di T1D e per la valutazione dell'attività di malattia. Tali cellule potrebbero essere utilizzate inoltre come markers per studiare l’efficacia delle nuove strategie terapeutiche testate nei trials clinici. Il ruolo dei monociti SIGLEC-1+ come nuovo target terapeutico resta invece ancora da dimostrare, in quanto gli Autori non chiariscono il meccanismo di danno con cui queste cellule intervengano a livello pancreatico, dove si localizzano, sebbene ne propongano un’azione patogenetica. Altro aspetto interessante da approfondire è se i monociti proinfiammatori SIGLEC+ possano rappresentare una signature immunologica specifica nel T1D, caratteristica di alcuni endotipi, come ad esempio il LADA.
A cura di Laura Nigi, Georgia Fousteri, Francesca D’Addio
Guo M, Guo H et al. A novel subpopulation of monocytes with a strong interferon signature indicated by SIGLEC‐1 is present in patients with in recent‐onset type 1 diabetes. Diabetologia. 2024 online; doi: 0.1007/s00125-024-06098-4


