International Journal of Molecular Sciences
La placenta ha un ruolo chiave in molti esiti ostetrici avversi: la preeclampsia, il ritardo di crescita intrauterina e il diabete gestazionale, senza contare l’impatto sulla salute a lungo termine della diade madre e bambino. Ad oggi, la diagnosi di disfunzione placentare si basa ancora su dati clinici aspecifici, ultrasuoni e risultati di laboratorio. Nell’ipotesi di trovare dei marcatori precoci è necessario considerare che le caratteristiche richieste ad un buon biomarker sono una correlazione specifica con la malattia, una adeguata prevedibilità riguardo al tipo di trattamento e alla risposta, la capacità di essere misurato accuratamente e rapidamente ed infine, ma non in ultimo, di essere relativamente insensibile agli errori di campionamento.
Identificare precocemente i soggetti a rischio potrebbe migliorarne significativamente la prognosi soprattutto se la diagnosi è precoce; pertanto, lo scopo di questa recensione è stato quello di valutare i possibili biomarcatori che possono essere utilizzati per diagnosticare precocemente la disfunzione placentare e, di conseguenza le gravidanze a rischio.
Risultati: I biomarcatori sono stati divisi in proteici e non proteici. Tra i biomarcatori proteici, alcuni sono già utilizzati nella pratica clinica, come il rapporto sFLT1/PLGF o PAPP-A; altri non sono ancora validati, come HTRA1, Gal-3 e CD93. In letteratura, molti studi hanno analizzato il ruolo di diversi biomarcatori proteici, ma i loro risultati sono contrastanti. Alcuni biomarcatori non proteici, come miR-125b, miR-518b e miR-628-3p, sembrano essere collegati ad un aumento del rischio di gravidanza complicata. Pertanto, al momento attuale per evidenziare dei marcatori adeguati a valutare il rischio di complicanze in gravidanza sarebbe più corretto utilizzare, nel primo trimestre di gravidanza, un pannello eterogeneo di biomarcatori proteici e non proteici.
Commento: I dati di letteratura ad oggi disponibili non danno una risposta univoca ed esaustiva. Le anomalie della funzione placentare sono alla base delle grandi sindromi ostetriche quali GDM e preeclampsia ed entrambe sono strettamente correlate. Sappiamo quanto sia importante la diagnosi precoce di GDM; In questo contesto, pertanto, identificare i marcatori precoci di danno placentare è la nuova sfida per cui è necessario definire modelli predittivi grazie a studi che si focalizzino sull'associazione fra diversi biomarcatori e principali complicanze della gravidanza.
A cura di Elisabetta Torlone
Cristodoro M, Messa M et al. First Trimester Placental Biomarkers for Pregnancy Outcomes. Int. J. Mol. Sci. 2024, 25, 6136. Doi: doi.org/10.3390/ijms25116136


