
Atherosclerosis
Background e obiettivi: L'associazione tra i cambiamenti nel consumo di cibi ultra-processati (UPF) e i fattori di rischio cardiometabolico (CMR) rimane poco studiata. Questo lavoro ha valutato l'associazione tra i cambiamenti nel consumo di UPF durante 12 mesi di follow-up e i cambiamenti nei fattori di CMR negli adulti diagnosticati con sindrome metabolica.
Metodi: Lo studio ha analizzato i dati di 5373 adulti (età 55-75 anni) partecipanti allo studio PREDIMED-Plus. La dieta è stata valutata al basale, a 6 e a 12 mesi utilizzando un questionario di frequenza alimentare validato, e il consumo di UPF (in grammi/giorno e percentuale dell'assunzione dietetica totale giornaliera in grammi) è stato categorizzato in base alla classificazione NOVA. Sono stati utilizzati modelli lineari misti con misurazioni ripetute al basale, a 6 e a 12 mesi di follow-up per valutare le associazioni tra i cambiamenti nel consumo di UPF e i cambiamenti nei fattori di CMR aggiustando per variabili sociodemografiche e stili di vita.
Risultati: Nei modelli aggiustati per variabili multiple, confrontando il quartile più alto rispetto a quello più basso di consumo di UPF, sono state riscontrate associazioni positive per diversi fattori CMR: peso (kg, β = 1,09; intervallo di confidenza al 95% 0,91 a 1,26); BMI (kg/m2, β = 0,39; 0,33 a 0,46); circonferenza della vita (cm, β = 1,03; 0,81 a 1,26); pressione arteriosa diastolica (mm Hg, β = 0,67; 0,29 a 1,06); glicemia a digiuno (mg/dl, β = 1,66; 0,61 a 2,70); HbA1c (%, β = 0,04; 0,01 a 0,07); trigliceridi (mg/dl, β = 6,79; 3,66 a 9,91) e indice di trigliceridi e glucosio (β = 0,06; 0,04 a 0,08).
Conclusioni e commento editoriale: Un maggiore consumo di UPF è stato associato a un'evoluzione avversa nei fattori CMR misurati oggettivamente dopo 12 mesi di follow-up in adulti con sindrome metabolica. Ulteriori ricerche sono necessarie per esplorare se questi cambiamenti persistano per periodi più lunghi, ma la logica ci dice che, oltre a persistere, sicuramente hanno un effetto sommatorio. Più anni continua l’ingestione di UPF più aumentano i CMR. Dobbiamo sicuramente investire più tempo nella corretta informazione e educazione alimentare dei nostri pazienti, utilizzando le figure sanitarie preposte (dietisti) per tornare a nutrirci senza UPF.
A cura Max Petrelli e Stefano Ciardullo
Gonzalez-Palacios S et al. Increased ultra-processed food consumption is associated with worsening of cardiometabolic risk factors in adults with metabolic syndrome: Longitudinal analysis from a randomized trial. Atherosclerosis 377 (2023) 12-23. doi.org/10.1016/j.atherosclerosis.2023.05.022


