Cardiovascular risk and renal injury profile in subjects with type 2 diabetes and non-albuminuric diabetic kidney disease

A cura di Raffaele Galiero

Cardiovascular Diabetology

Background e obiettivo del lavoro: Obiettivo del lavoro è stato valutare il rischio cardiovascolare e renale associato a diversi fenotipi di Diabetic kidney disease (DKD).
Metodi e risultati principali: Sono stati arruolati 160 soggetti con diabete mellito tipo 2, di età compresa tra i 45 e i 75 anni.
I soggetti sono stati suddivisi in 4 gruppi in base al valore di filtrato glomerulare renale stimato (eGFR) ed al rapporto albumina/creatinina urinarie (UACR): controlli (UACR<30 mg/g ed eGFR≥60mL/min/1.73 m2), soggetti con albuminuria ed eGFR preservato (A-DKD) (UACR≥30 mg/g e eGFR≥60 mL/min/1.73 m2), soggetti con DKD in assenza di albuminuria (NA-DKD) (UACR<30 mg/g e eGFR<60 mL/ min/1.73 m2), soggetti con  albuminuria e basso eGFR (AL-DKD) (UACR≥30 mg/g and eGFR<60 mL/min/1.73 m2). Tutta la popolazione è stata sottoposta a valutazione della Pulse wave velocity (PWV) arteriosa, dello spessore medio intimale e della presenza di placca aterosclerotica carotidea, dell’indice di resistività renale (RRI), e del pannello di biomarkers di danno renale.
I soggetti con NA-DKD hanno mostrato valori di PWV e di RRI statisticamente più elevati rispetto ai controlli sani (11.83±3.74 m/s vs. 10.24±2.67 m/s, P=0.045; 0.76±0.11 vs. 0.71±0.09, P=0.04). Inoltre, hanno mostrato una maggiore prevalenza per presenza di placca aterosclerotica (59% vs. 31%, P=0.009). Risultati simili sono stati osservati anche nel gruppo di soggetti con AL-DKD, mentre il gruppo con A-DKD ha mostrato un profilo di rischio cardiovascolare e renale simile alla popolazione controllo. All’analisi di regressione multipla, l’RRI è risultato come fattore indipendentemente associato alla PWV.
Conclusioni e commento editoriale: Lo studio mostra come i soggetti con DKD, anche in assenza di albuminuria, presentino un elevato rischio di sviluppare una patologia cardiovascolare. Come elemento di originalità, anche l’RRI sembra avere un ruolo predittivo nello sviluppo di complicanze cardiovascolari. Lo studio ha quindi il pregio di sottolineare come l’eGFR abbia un ruolo centrale nella definizione del profilo di rischio cardiovascolare del soggetto con diabete. Tuttavia, la natura cross-sectional dello studio e l’eterogeneità dei gruppi a confronto per quanto concerne alcune variabili, limitano la generalizzabilità dei risultati.

A cura di Raffaele Galiero

Di Marco M, Scilletta S et al. Cardiovascular risk and renal injury profile in subjects with type 2 diabetes and non-albuminuric diabetic kidney disease. Cardiovascular Diabetology; doi: 10.1186/s12933-023-02065-2

Graphical abstract

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