Associations of objectively measured physical activity, sedentary time and cardiorespiratory fitness with adipose tissue insulin resistance and ectopic fat

A cura di Jonida Haxhi

International Journal of Obesity

Introduzione e scopo dello studio: Attività fisica insufficiente, eccesso di adiposità e insulinoresistenza aumentano il rischio cardiometabolico. Questo studio ha valutato le associazioni dell’attività fisica moderato-vigorosa (MVPA), tempo sedentario e fitness cardiorespiratorio (CRF), con l’insulinoresistenza del tessuto adiposo e l’accumulo di tessuto adiposo ectopico.
Metodi: Sono stati combinati i dati di due studi sperimentali su una coorte totale di 141 volontari sani (60% maschi, mediana di età 37 anni, BMI 26.1 kg·m-2. L’insulinoresistenza del tessuto adiposo è stata valutata tramite l’indice Adipo-IR, un surrogato semplice e poco costoso calcolato dal livello basale di NEFA e insulinemia che correla bene con misure derivate da clamp e misure in vitro di azione insulinica negli adipociti. Il tessuto adiposo epatico, viscerale (VAT) e sottocutaneo (ScAT), sono stati misurati con la risonanza magnetica (MRI). Il tempo sedentario e la MVPA sono state misurate con accelerometri ActiGraph GT3X+. Le associazioni di interesse sono state valutate usando modelli lineari generalizzati. Inoltre, è stato valutato l’effetto moderatore di fattori come età, sesso, BMI e CRF.
Risultati: Dopo aver aggiustato per BMI e variabili cardiometaboliche, il tempo sedentario risultava proporzionalmente associato a Adipo-IR (β = 0.68 AU [95%CI = 0.27 to 1.10], P < 0.001). Questa associazione era moderata dall’età, CRF e BMI, significando che era più forte in individui anziani, con CRF più basso e BMI più elevato. Il tempo sedentario risultava associato anche al VAT (β = 0.05 L [95%CI = 0.01 to 0.08], P = 0.005), associazione che era più forte nelle donne rispetto agli uomini. La CRF si associava inversamente al VAT (β = −0.02 L [95%CI = −0.04 to −0.01], P = 0.003), maggiormente negli uomini, e ScAT (β = −0.10 L [95% CI = −0.13 to −0.06], P < 0.001), maggiormente se BMI elevato.
Conclusioni e commento editoriale: Livelli elevati di tempo sedentario si associano a livelli elevati di grasso viscerale (VAT) e ad una più elevata insulinoresistenza del tessuto adiposo (Adipo-IR). Inoltre, bassi livelli di fitness (CRF) determinano un accumulo di grasso centrale, sia viscerale che sottocutaneo. L’azione dell’insulina nel tessuto adiposo regola la lipogenesi e la lipolisi. Pertanto, il tessuto adiposo insulinoresistente, come nella persona sedentaria, specialmente se anziana e sovrappeso, risulta deficitario nella capacità di sopprimere la lipolisi e/o promuovere la lipogenesi, favorendo in questo modo l’accumulo di grasso ectopico. L’accumulo di grasso, specialmente quello viscerale, è un fattore di rischio critico per le malattie cardiometaboliche. Pertanto, la riduzione della sedentarietà e il miglioramento della fitness si confermano essere indispensabili anche per preservare la salute del tessuto adiposo.

A cura di Jonida Haxhi

Malaikah S et al. Associations of objectively measured physical activity, sedentary time and cardiorespiratory fitness with adipose tissue insulin resistance and ectopic fat. International Journal of Obesity (2023) 47:1000 – 1007. Doi: doi.org/10.1038/s41366-023-01350-0