Changes in Visual Impairment due to Diabetic Retinopathy During 1980–2019 Based on Nationwide Register Data

A cura di Roberto Perilli e Paolo Fornengo

Diabetes Care

Background ed obiettivo del lavoro: Come è cambiato l’impatto della Retinopatia Diabetica sull’ipovisione? La Finlandia ci dimostra che incidenza e prevalenza di questa negli ultimi 40 anni si sono molto ridotte (soprattutto per pazienti con forma non proliferante) e spostate avanti quanto ad età di insorgenza... prevenire aiuta sempre a combattere meno e meglio!
Metodi e risultati principali: Analisi dei dati dei registri della Previdenza Sociale finlandese per il periodo 1986-2019, concentrata su ipovedenti di varia gravità e ciechi civili per retinopatia diabetica (RD, isolata o prevalente rispetto ad altre patologie retiniche compresenti), di cui 2.490 (73% donne) con forma non proliferante (NPDR) e 2.026 (53% donne) con proliferante (PDR).
L’ipovisione lieve da RD è divenuta più frequente nei 40 anni esaminati, mentre la forma grave  si è ridotta. Nei pazienti con diabete in trattamento (DT), l’incidenza annuale di ipovisione da NPDR è passata da 102.3/100.000 pazienti negli anni ’90 a 5.5 nella seconda decade del terzo millennio, quella da PDR da 39.9% a 7.4%; nella popolazione generale (PG, ipovisione anche per altre patologie), da 22.8/1.000.000 a 3.0 in presenza di NPDR, e da 8.9 a 4.1 con PDR.
L’incidenza di ipovisione è decresciuta in presenza di NPDR dal 1996 e di PDR dal 2007, sia nei DT che nella PG, con una lieve prevalenza delle donne negli anni ’80 e ’90. La prevalenza è diminuita: per la NPDR, dal 1996 nei DT e dal 2000 nella PG; per la PDR dal 1998 per i DT e dal 2007 per la PG. Le donne hanno mantenuto per i 40 anni (meno nell’ultima decade) il primato in presenza di NPDR ma non di PDR. L’età media all’insorgenza si è progressivamente spostata in avanti, soprattutto nella PDR (di quasi 20 anni), così come l’età media al decesso. Le donne sono arrivate all’ipovisione ed al decesso più tardi rispetto agli uomini. Il numero di anni atteso con disabilità visiva è rimasto pressoché costante e basso rispetto all’aspettativa di vita (compreso grosso modo tra 6 e 8 anni per entrambi i sessi per ogni decade).
E’ stato riscontrato, infine, un aumento delle diagnosi di tipo 1 e delle complicanze in tipo 1, in costanza delle diagnosi di tipo 2; i trattamenti laser e chirurgici sono aumentati negli anni ’80 e ’90, la terapia intravitreale verso la fine dei ’90, con sostanziale stabilità o lieve decrescita successivamente.
Conclusioni e commento editoriale: Diagnosticare di più significa avere meno ipovisione; oggi (e domani) ci si aspettano meno forme gravi, un’età più avanzata al reperto, e parità tra i sessi. L’intensificarsi negli anni ’90 del trattamento del diabete, così come di screening e trattamento della RD, sono stati fattori di sicuro impatto.
E anche i Finnici hanno impiantato, a casa loro, indovinate cosa?... un programma nazionale di screening fotografico! (in Italia fa troppo caldo per averlo?). E se altri Autori hanno riportato che in altri Paesi ad alto reddito la cecità da diabete è rimasta sostanzialmente invariata tra il 1990 ed il 2010, per i Paesi virtuosi, oltre all’azione sui fattori di rischio, il successo è merito della prevenzione più organizzata e capillare, sia per le complicanze retiniche che per le comorbidità (cataratta e glaucoma); e nella prevenzione, la fotografia del fondo fa sempre la parte del leone...(questa mi sembra di averla già sentita!)...

A cura di Roberto Perilli e Paolo Fornengo per il Gruppo di Studio delle Complicanze Oculari del Diabete

Purola PKM, Ojamo MUI, Gissler M, Uusitalo HMT. Changes in Visual Impairment due to Diabetic Retinopathy During 1980–2019 Based on Nationwide Register Data. Diabetes Care 2022;45(9):2020–2027. DOI: doi.org/10.2337/dc21-2369