Impact of Age of Onset, Puberty, and Glycemic Control Followed From Diagnosis on Incidence of Retinopathy in Type 1 Diabetes: the VISS Study

A cura di Paolo Fornengo e Massimo Porta

Diabetes Care

Razionale ed obiettivo: valutare sesso, età alla diagnosi di diabete, pubertà ed HbA1c come fattori di rischio per lo sviluppo di retinopatia diabetica non- proliferante in pazienti seguiti dalla diagnosi e in differenti periodi della loro vita.
Disegno e metodi: studio osservazionale di popolazione del sud della Svezia. In 451 pazienti con diagnosi di diabete di tipo 1 prima dei 35 anni tra il 1983 ed il 1987 è stata dosata l’HbA1c; i soggetti sono stati seguiti per 18-24 anni. È stata calcolata la HbA1c media pesata (wHbA1c). La retinopatia è stata diagnosticata con fotografie del fondo oculare e analizzata in relazione ai livelli di wHbA1c.
Risultati: livelli più bassi di wHbA1c, l’insorgenza di diabete ad una età inferiore ai 5 anni e l’insorgenza di diabete prima della pubertà erano associati ad un più lungo tempo libero dall’insorgenza di retinopatia pre-proliferante. Non si rileva associazione con il sesso. Lo sviluppo di retinopatia proliferante risultava associato unicamente con la wHbA1c. Il tempo libero da qualsivoglia tipo di retinopatia si riduce con il crescere della wHbA1c. Livelli più bassi di wHbA1c dopo 5 anni di diabete erano associati con un’insorgenza più tardiva di retinopatia pre-proliferante, non di quella proliferante. Con il tempo la maggior parte dei pazienti ha sviluppato retinopatia non proliferante, tranne quelli con una wHbA1c < 50 mmol/mol (6.7%), nell’ambito dei quali 20 su 36 non presentavano retinopatia al termine del follow-up rispetto a nessuno dei 49 con una wHbA1c > 80 mmol/mol (9.5%)
Conclusioni: l’insorgenza di diabete prima dei 5 anni di età ed un valore più basso di wHbA1c nei primi 5 anni dopo la diagnosi si associano con un tempo più lungo prima dello sviluppo di retinopatia non proliferante. Si evidenzia una forte associazione tra il valore medio a lungo termine di HbA1c sino a 20 anni dalla diagnosi e l’insorgenza di entrambe le forme di retinopatia.
Commento editoriale: lo studio è caratterizzato da un follow-up molto lungo (18-24 anni) dalla diagnosi di diabete di tipo 1. L’evidenza più significativa è rappresentata dal forte impatto che l’emoglobina glicata pesata ha sullo sviluppo di retinopatia non proliferante, confermando quanto riportato nella coorte del DCCT. È importante sottolineare che non sembra esistere un livello di glicemia al di sotto del quale il rischio di progressione della retinopatia viene eliminato, considerando anche che il livello di glicemia con cui viene posta la diagnosi corrisponde a quello in cui si sviluppano le complicanze microangiopatiche.
Lo studio rafforza l’evidenza che per la completa eliminazione della retinopatia nei diabetici di tipo 1 sia necessario uno strettissimo controllo glicemico, difficile da raggiungere anche in relazione al rischio elevato di gravi ipoglicemie. Va considerato però che la forma proliferante non compare nei soggetti con glicata a lungo termine < 7.6%, laddove la forma non proliferante non determina alterazioni visive.
L’età di insorgenza del diabete rimane un fattore determinate nel rischio di sviluppare la retinopatia e probabilmente la pubertà stessa può essere un fattore di rischio aggiuntivo.

A cura di Paolo Fornengo e Massimo Porta per il Gruppo di Studio Complicanze Oculari del Diabete

Nordwall M, Fredriksson M, Ludvigsson J, Arnqvist HJ. Impact of Age of Onset, Puberty, and Glycemic Control Followed From Diagnosis on Incidence of Retinopathy in Type 1 Diabetes: the VISS Study. Diabetes Care 2019; 42: 609-616. doi.org/10.2337/dc18.1950