Cognitive function may be a predictor of retinopathy progression in patients with type 2 diabetes

A cura di Marina Trento e Massimo Porta

Eur J Ophthalmol

Razionale: Il deterioramento cognitivo non è elencato tra le complicanze “classiche” della patologia diabetica anche se l’attuale letteratura mostra possibili correlazioni. A tal fine sempre più viene sottolineata l’esigenza di comprenderne i meccanismi per rilevare possibili legami.
Obiettivo: In questo studio, osservazionale e prospettico, di una coorte di 498 pazienti con diabete tipo 2 seguiti per 8 anni, oltre a rilevare i livelli di ansia e depressione si era voluto verificare anche il deterioramento cognitivo con l’obiettivo di individuare possibili predittori di progressione della retinopatia diabetica.
Metodi: Dei pazienti studiati, 249 erano Non Insulino Trattati e 249 Insulino Trattati. Erano stati raccolti età, sesso, durata di diabete, scolarità, occupazione, stato civile, fumo, automonitoraggio della glicemia, ipertensione, glicemia a digiuno, HbA1c, BMI, colesterolo totale ed HDL, trigliceridi, retinopatia diabetica, ulcere del piede. La retinopatia diabetica era stata classificata secondo le linee guida italiane in base all’esame delle fotografie ottenute in corso di screening. Per la verifica delle dimensioni psicologiche sono stati utilizzati tre questionari per depressione, ansia e funzione cognitiva: Zung Self-Rating Anxiety Scale, Zung Self-Rating Depression Scale e Minimal Mental State Examination.
Risultati: Dei 477 pazienti per i quali era disponibile al basale la valutazione del fundus, 240 non avevano retinopatia, 110 avevano una retinopatia lieve e 127 moderata o grave. Dopo 8 anni sono rimasti 279 pazienti, di cui 181 con retinopatia assente o lieve e 98 con retinopatia moderata o grave. I pazienti con retinopatia moderata o grave al basale non sono stati inclusi nelle analisi. All’analisi multivariata, essere Insulino Trattati e avere al basale una retinopatia diabetica assente invece che lieve era associato alla progressione della retinopatia verso stadi moderati o gravi. Il sesso maschile e una migliore funzione cognitiva risultavano protettivi. Nessuna delle altre variabili al basale era associata alla progressione della retinopatia.
Conclusioni: Questo studio mostra che un basso punteggio al Minimal Mental State Examination può rappresentare un fattore di rischio indipendente per la progressione della retinopatia, a dimostrare che la microangiopatia potrebbe svilupparsi a livello sia cerebrale sia retinico e manifestarsi con deterioramento cognitivo e retinopatia diabetica.
Commento Editoriale: Per interpretare questi dati possiamo rifarci alla recente letteratura che mostra la presenza di associazione tra deterioramento cognitivo e retinopatia diabetica. Questo studio di follow-up conferma che le persone con diabete tipo 2 richiedono una specifica assistenza oltre che percorsi dedicati per la cura e la prevenzione delle complicanze. La locuzione latina Mens sana in corpore sano appartiene a Giovenale (Satire, X, 356) e ci ricorda che una cura di sé è importante sia per il corpo sia per la mente e che non va trascurata la salute di nessuno dei due.

A cura di Marina Trento e Massimo Porta per il Gruppo di Studio Complicanze Oculari del Diabete

Trento M, Charrier L, Salassa M, Merlo S, Passera P, Baltatescu A, Cavallo F, Porta M. Cognitive function may be a predictor of retinopathy progression in patients with type 2 diabetes. Eur J Ophthalmol. 2017;27:278-280