Statin use and risk for cataract: a nested case-control study of 2 populations in Canada and the United States

A cura di Massimo Porta e Lorenzo Borio

Canadian Journal of Cardiology

Razionale: le linee guida europee sulla dislipidemia1, indicano target di LDL diversi per le specifiche classi di rischio, raccomandando le statine laddove l’intervento sullo stile di vita non risulti sufficiente. Secondo le linee guida americane2, invece, le statine sono “raccomandate” nei pazienti con pregressi eventi cardiovascolari, diabete o LDL > 190 mg/dl, “proponibili” a chiunque abbia un rischio di almeno il 5% a 10 anni e “valutabili” in base ad altri parametri in pazienti con RR < 5%. La popolazione in terapia con statine sta dunque divenendo sempre più ampia. Tuttavia, se fumo e diabete sono innegabili fattori di rischio per lo sviluppo di cataratta sottocorticale, anche le statine potrebbero contribuirvi. Tra i molti lavori esistenti, anche discordanti a tal proposito, un’analisi3 di due studi retrospettivi ha recentemente sottolineato questo rischio, sulla base di una importante numerosità campionaria,.
Obiettivo: valutare il rischio relativo di cataratta correlato all’assunzione di almeno un anno di statine, analizzando due distinte coorti di pazienti sottoposti a intervento di cataratta a confronto con controlli senza cataratta.
Metodi: lo studio3 analizza due coorti. La prima, canadese, del “British Columbia Ministry of Health database” consiste di 162.501 pazienti d’ambo i sessi sottoposti a chirurgia per cataratta tra il 2000 e il 2007 confrontati con 650.004 controlli appaiati per età e periodo di follow-up. La seconda, statunitense, “IMS LifeLink”, consiste di 45.065 maschi di 40-85 anni sottoposti a chirurgia per cataratta tra il 2001 e il 2011.
Risultati: nella coorte canadese l’uso di statine per almeno un anno risultava in un RR di sviluppare cataratta suscettibile di chirurgia di 1.27 (1.24–1.30), dato statisticamente significativo anche dopo correzione per numerose variabili (età, sesso, periodo di follow-up, diabete, ipertensione, glaucoma, infarto miocardico, stroke, terapia con steroidi o SSRI). Il rischio cresceva dalla lovastatina (RR 1,14) alla rosuvastatina (RR 1,42), sempre mantenendo la significatività. I rischi relativi nella coorte statunitense erano mediamente più bassi: 1,07 volte, sempre mantenendo la significatività statistica. Gli specifici RR per le singole molecole sembrano peraltro opposti a quelli canadesi: da 1,03 (non significativo) per rosuvastatina, fluvastatina e pravastatina, a 1,14 (significativo) per lovastatina, simvastatina e atorvastatina.
Potenziali limiti: come rilevato dallo stesso editoriale di accompagnamento4, nonostante la tecnica dell’appaiamento caso-controllo possa ridurre tale rischio, gli studi retrospettivi possono celare un importante fattore confondente: la relazione tra l’uso di statine e condizioni a rischio di cataratta, tra cui il fumo. Un’analisi prospettica potrebbe auspicabilmente eliminare tale limite.
Conclusioni e commento editoriale: La prevenzione degli eventi cardiovascolari mediante statine è ben documentata ma la scelta prescrittiva non può prescindere dal discutere i potenziali effetti collaterali con il paziente. Se nell’individuo non diabetico il dilemma sta nell’aumentato rischio di diabete a fronte del ridotto rischio di morte, nel paziente diabetico potrebbe ulteriormente aumentare il rischio di chirurgia oculare, un evento che sappiamo aumentare a sua volta il rischio di aggravamento di una retinopatia preesistente. In altri termini, il paladino che dovrebbe proteggere il paziente dai rischi a lungo termine della sua malattia può trasformarsi nell’aggressore che lo invaliderà sui medesimi bersagli. In ogni caso, pur consapevole di questo ulteriore rischio di comorbidità, il medico deve sempre considerare attentamente il vantaggio in termini di sopravvivenza fornito anche nel paziente diabetico dall’introduzione in terapia delle statine.

 A cura di Massimo Porta e Lorenzo Borio

Task force members. ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias. 2011. Eur Heart J. 32:1769–1818
Stone NJ et al. 2013 ACC/AHA guideline on the treatment of blood cholesterol to reduce atherosclerotic cardiovascular risk in adults. Nov 2013. Circulation
Wise SJ, Nathoo NA, Etminan M et al. Statin use and risk for cataract: a nested case-control study of 2 populations in Canada and the United States. Can J Cardiol 2014; 30:1613-9
Gryn SE, Hegele RA. Doctor my eyes: A statin-cataract connection? Can J Cardiol 2014; 30:1508-10