The Cochrane Collaboration
Razionale
Il DCCT e l’UKPDS avevano dimostrato come il controllo intensivo dei valori glicemici fosse in grado di prevenire l’insorgenza e rallentare l’evoluzione delle complicanze microvascolari precoci rispettivamente nel diabete tipo 1 e 2. Tuttavia, una metanalisi più recente aveva evidenziato come il controllo intensivo (HbA1c < 7%) non si associ, nel diabete tipo 2, a riduzione di mortalità e di eventi cardiovascolari, bensì ad un tasso maggiore di ipoglicemie. In tale metanalisi si confermava peraltro il beneficio sulla sola prevenzione primaria delle complicanze microvascolari con l’approccio intensivo1.
Obiettivo
Il presente lavoro2 colma la lacuna di evidenze in merito al confronto tra trattamento intensivo e convenzionale della glicemia nel diabete tipo 1.
Metodi
In questa metanalisi Cochrane2, sono stati analizzati 12 RCTs condotti fino al dicembre 2012, per un totale di 2230 partecipanti, con una durata di follow-up variabile tra 1 e 6,5 anni.
Risultati
Viene confermata l’efficacia della strategia intensiva per la prevenzione primaria delle complicanze microvascolari. Nella retinopatia ad esempio si assiste ad un successivo sviluppo di lesioni nel 6,3% del gruppo a controllo intensivo rispetto al 23,2% di quello convenzionale. Effetti molto minori si osservano invece sulla progressione della retinopatia già presente, se non addirittura assenti sulla progressione della nefropatia, con dati insufficienti per la neuropatia. Riguardo agli eventi cardiovascolari maggiori (MI e stroke), questi sono stati talmente scarsi in entrambi i gruppi da non poter fornire alcuna evidenza in merito. Le ipoglicemie sono mediamente maggiori nel gruppo a controllo intensivo, ma solo in coloro che presentano all’esordio valori glicemici già modesti (HbA1c < 9%), e comunque basandosi sui risultati di un solo grosso studio. Infine non vi sono sufficienti evidenze in merito alla riduzione di mortalità globale e al miglioramento della qualità di vita mentre dal punto di vista economico l’approccio intensivo appare altamente costo-efficace.
Commento editoriale
Concludendo, ancora una volta si rende necessario ribadire al clinico la necessità di impostare un trattamento individualizzato, date le persistenti contrastanti evidenze sui benefici del trattamento insulinico intensivo, specialmente nei pazienti meno giovani o con danno microvascolare già instaurato.
A cura di Massimo Porta
1. Hemmingsen B, Lund SS, Gluud C, Vaag A, Almdal TP, Hemmingsen C, Wetterslev J, Targeting intensive glycaemic control versus targeting conventional glycaemic control for type 2 diabetes mellitus. Cochrane Database Syst Rev. 11:11. doi: 10.1002/14651858.
2. Fullerton B, Jeitler K, Seitz M, Horvath K, Berghold A, Siebenhofer A. Cochrane Database Syst Rev. Feb 2014; 14:2. doi: 10.1002/14651858


