Effect of Financial Incentives and Default Options on Food Choices of Adults With Low Income in Online Retail Settings: A Randomized Clinical Trial

A cura di Ilaria Dicembrini e Mario Luca Morieri

JAMA Network Open

Background: L’alimentazione sana è essenziale nella prevenzione del diabete e delle sue complicanze, ma la consapevolezza spesso non basta. Questo trial clinico valuta quale potrebbe essere la migliore tipologia di supporto economico per favorire una composizione “più sana” del carrello della spesa!
Metodi e risultati principali: L’obiettivo dello studio era di valutare tra diversi aiuti finanziari quali sono più efficaci nel favorire l’acquisto di frutta e verdura. Il trial clinico ha incluso 2744 soggetti (1297 uomini e 1447 donne), in precedenza o attualmente inclusi in programmi di assistenza nutrizionale, e che avevano precedentemente compilato una survey su abitudini alimentari, comorbidità e condizioni socio-economiche. Questi soggetti sono stati esposti, in maniera randomizzata, a 4 tipi di interventi mentre facevano la spesa online (seguendo un link che li portavo ad un negozio appositamente creato per lo studio): 1. Nessun intervento. 2. La presenza di sconti del 50% sull’acquisto di frutta e verdura. 3. Riempimento di default di una parte del carrello con un prodotto di frutta e uno di verdura (tali alimenti potevano comunque essere rimossi in ogni momento). 4. Un mix degli interventi 3 e 4 (alcuni sconti + carrello pre-riempito di default).  Ad ogni partecipante veniva fornito un budget proporzionato alla composizione familiare (stesso range di budget nei 4 gruppi). L’obiettivo primario era la percentuale di dollari spesi in frutta o verdura (al netto degli sconti offerti). Lo studio ha dimostrato che la percentuale di dollari dedicati all’acquisto di prodotti sani a base di frutta e verdura, era significativamente maggiore nei pazienti esposti agli interventi di scontistica [18.7%], carrello pre-riempito di default [21.8%] e soprattutto la combinazione dei due [27.1%], rispetto a chi non aveva nessun tipo di intervento (che spendeva in media il 14% del budget in questi prodotti). Tali effetti erano sovrapponibili nei diversi gruppi stratificati per età, sesso, gruppo etnico.
Conclusioni e commento editoriale: Gli autori concludono che questi interventi (soprattutto in combinazione tra incentivi e carrelli “pre-riempiti”) hanno portato a un significativo aumento dell’acquisto online di frutta e verdura tra gli adulti a basso reddito.
L’impatto delle differenze socio-economiche sulla salute è sempre più evidente, ma non basta misurare il dato, bisogna cominciare a capire come agire al meglio. Tra i meccanismi che collegano le condizioni socio-economiche alla salute vi è anche l’accessibilità a cibi più sani. Questo studio sottolinea quindi come gli investimenti sulla prevenzione e cura delle persone debbano andare anche in direzione non-farmacologiche. Sicuramente i limiti dello studio sono numerosi, a partire dalla breve durata (sarebbe interessante capire come favorire scelte alimentari sane e durature) e dalla ridotta trasferibilità (lo studio è stato condotto negli stati uniti, e nei vari paesi e regioni sicuramente è lecito attendersi risposte o preferenze diverse), sta di fatto che lo studio sottolinea la necessità di maggiori studi in tal senso, con metodologie “gold-standard” (es. trial randomizzati come questo) e magari con un mix di outcome clinici e sociali.

A cura di Mario Luca Morieri e Ilaria Dicembrini

Rummo PE, Roberto CA, Thorpe LE, Troxel AB, Elbel B. Effect of Financial Incentives and Default Options on Food Choices of Adults With Low Income in Online Retail Settings: A Randomized Clinical Trial. JAMA Netw Open. 2023 Mar 1;6(3):e232371. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2023.2371. PMID: 36897592