
The Lancet
Background e obiettivo del lavoro: C’è una causalità nella relazione tra ipertensione e diabete? Questa elegante meta-analisi, arricchita da studi di randomizzazione mendeliana conclude chiaramente sulla causalità e reversibilità di tale relazione: trattare bene l’ipertensione riduce il rischio di diabete.
Metodi e risultati principali: Gli autori di questo maestoso lavoro hanno condotto una meta-analisi con dati individuali da 22 trial clinici randomizzati differenti con l’obiettivo di valutare se gli interventi per ridurre la pressione arteriosa fossero in grado di ridurre anche l’incidenza di diabete. Complessivamente sono quindi stati analizzati i dati di 145.939 partecipanti senza una storia pregressa di diabete. Lo studio ha evidenziato come la riduzione di 5 mm Hg di pressione sistolica si associava ad una riduzione del rischio di diabete dell’11% (intervallo di confidenza 5-16%). Tali risultati sono stati confermati e validati in numerosi analisi di sensibilità e con grande attenzione ai rischi di bias (ossia di errori sistematici a volte nascosti negli studi). Inoltre, il dato, già estremamente forte in quanto ottenuto nel contesto di trial clinici randomizzati, è stato poi rafforzato dal risultato dell’analisi genetica di randomizzazione mendeliana. Analisi basata sull’identificazione di varianti genetiche che si associano a rischio di ipertensione e che sfrutta la “randomizzazione naturale” che porta ad ereditare la variante “buona” o “cattiva” in maniera appunto random (casuale). Anche tale analisi ha mostrato come una riduzione di 5 mmHg della pressione sistolica geneticamente indotta si associava ad un 12 % di riduzione del rischio di sviluppare diabete. Infine gli autori hanno condotto una sotto-analisi (Bayesian network meta-analysis) per valutare le differenze tra le 5 principali classi di farmaci antipertensivi (ACE-inibitori, Sartani, Calcio-antagonisti, Beta-Bloccanti e diuretici-tiazidici) e hanno identificato come, rispetto al placebo, gli ACE-inibitori e Sartani erano quelli associati a maggior riduzione del rischio, mentre i calcio-antagonisti avevano effetto complessivamente neutro (informazioni poi nuovamente confermati delle analisi di randomizzazione mendeliana). Al contrario i beta-bloccanti e i diuretici-tiazidici si associavano a rischio aumentato di sviluppare diabete rispetto al placebo (in quest’ultimo caso tuttavia con evidenze genetiche non completamente concordi).
Conclusioni e commento editoriale: Il controllo dell’ipertensione arteriosa è un metodo efficace per ridurre il rischio di diabete tipo 2. Inoltre, questo studio conferma come l’indicazione a favorire in prima linea ACE-inibitori e Sartani sia la scelta migliore non solo dal punto di vista cardiovascolare ma anche metabolico.
A cura di Mario Luca Morieri e Ilaria Dicembrini
Nazarzadeh M, Bidel Z, Canoy D, Copland E, Wamil M, Majert J, Smith Byrne K, Sundström J, Teo K, Davis BR, Chalmers J, Pepine CJ, Dehghan A, Bennett DA, Smith GD, Rahimi K. Blood Pressure Lowering Treatment Trialists’ Collaboration. Blood pressure lowering and risk of new-onset type 2 diabetes: an individual participant data meta-analysis. Lancet. 2021 Nov 13;398(10313):1803-1810. doi: 10.1016/S0140-6736(21)01920-6. PMID: 34774144; PMCID: PMC8585669
Graphical Abstract



