Cardiovascular risk following metformin treatment in patients with type 2 diabetes mellitus: results from meta-analysis

A cura di Cristina Bianchi

Diabetes Research and Clinical Practice

Razionale: La terapia farmacologica per il diabete mellito tipo 2 ha ben documentato i benefici del miglioramento del controllo glicemico sulle complicanze microvascolari, mentre l’impatto sulle complicanze cardiovascolari è stato documentato solo recentemente e solo per alcune classi di farmaci. Il ruolo del trattamento con metformina sugli eventi cardiovascolari è attualmente meno evidente.
Obiettivo: L'obiettivo di questa meta-analisi è stimare il rischio cardiovascolare associato alla terapia con metformina nei pazienti con diabete mellito tipo 2, rispetto ad altro tipo di trattamento.
Metodi: E’ stata effettuata un ricerca su PubMed, EMBASE e CNKI per identificare studi di associazione fra rischio cardiovascolare e terapia con metformina pubblicati fra il 1980 e il 2019.
Risultati: Sono stati inclusi nell'analisi 16 pubblicazioni, che coinvolgono 1160254 pazienti trattati con altre terapie (25 confronti) e 701843 pazienti trattati con metformina. L’analisi evidenzia una significativa riduzione del rischio cardiovascolare associato al trattamento con metformina (OR 0.57; 95%IC: 0.48-0.68), con riduzione sia della mortalità (OR 0.44; 95%IC: 0.34-0.57) che degli eventi (OR 0.73; 95%IC: 0.59-0.90). Nell’analisi di sottogruppo che confronta il trattamento con metformina rispetto a quello con sulfonilurea, si conferma il beneficio della metformina sul rischio cardiovascolare globale (OR 0.50; 95%IC: 0.38-0.64), sulla mortalità (OR 0.34; 95%IC: 0.17-0.67) e sugli eventi (OR 0.70; 95%IC: 0.55-0.89).
Conclusioni: I risultati di questa meta-analisi indicano che il trattamento con metformina nei pazienti con diabete mellito tipo 2 si associa ad una riduzione del rischio cardiovascolare, sia in termini di mortalità che di incidenza degli eventi.
Commento: Il diabete, è ben noto, si associa ad un aumentato rischio di eventi cardiovascolari e questi rappresentano la principale causa di morte per le persone con diabete. Nel corso degli anni vari studi hanno documentato come il miglioramento del controllo glicemico si associ a benefici in termici di complicanze microvascolari, mentre incerti e talvolta contradditori sono stati i risultati relativi agli eventi cardiovascolari e, in questo, il ruolo dei differenti farmaci utilizzati è stato ipotizzato come responsabile dei risultati, tanto da richiedere studi di sicurezza cardiovascolare per ogni nuova molecola immessa in commercio per il controllo della glicemia. Gli studi che si sono susseguiti negli ultimi anni, hanno portato alla ribalta il ruolo cardio-protettivo di alcune molecole, in particolar modo degli SGLT2-inibitori e degli agonisti recettoriali del GLP-1. Tali evidenze hanno portato molte società scientifiche a raccomandare l’uso di questi farmaci nel trattamento del diabete, subito dopo il fallimento alla metformina. In tempi ancora più recenti, le linee guida ESC/EASD hanno addirittura posto questi nuovi farmaci in prima linea nel trattamento del diabete nei pazienti con patologia cardiovascolare, ponendo quindi in secondo piano il trattamento con metformina, il cui ruolo di protezione cardiovascolare non appare così chiaro. I risultati di questa meta-analisi suggeriscono, invece, che la metformina rappresenta un farmaco cardio-protettivo, dato che riduce il rischio cardiovascolare globale, così come la mortalità e gli eventi.  Sembra, quindi, che il ruolo di “prima donna” spetti ancora alla metformina e che i tempi per soppiantarla non siano ancora giunti!

A cura di Cristina Bianchi

Zhang K, Yang W, Dai H, Deng Z. Cardiovascular risk following metformin treatment in patients with type 2 diabetes mellitus: results from meta-analysis. Diabetes Res Clin Pract. 2020 Jan 3;160:108001. doi:10.1016/j.diabres.2020.108001