Cari Amici e Colleghi,

si sono appena spente le luci e, letteralmente, gli altoparlanti del 26° Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia con un successo di critica e di stampa grazie all’opera infaticabile del Prof. Enzo Bonora, supportata con grande impegno e passione dal Consiglio Direttivo, dai Comitati e, in particolare, da quello Scientifico, dallo staff di Segreteria e dalla agenzia I&C. Il successo dell’evento è testimoniato dalla presenza assidua nelle aule del Palazzo dei Congressi di Rimini dei 1700 partecipanti e dagli apprezzamenti ricevuti per l’alto profilo scientifico e formativo dell’evento. Il tutto condito da un’atmosfera cordiale, amichevole, familiare insomma in una parola “rock” (vedere video “virale” sul web). Desidero ringraziare ancora una volta l’amico Enzo Bonora per i successi conseguiti durante il suo mandato e per la disponibilità a continuare a lavorare in SID con altro prestigioso incarico.

Ma la SID non può vivere sugli allori dei successi e a me e ai membri del Consiglio Direttivo vecchi e nuovi, a quest’ultimi formulo il mio personale benvenuto, spetta il compito di continuare e, se possibile implementare, l’opera del Consiglio Direttivo uscente per il biennio 2016-2018 nel desiderio di poter ottenere il vostro apprezzamento e quello di tanti altri operatori nel campo della Diabetologia che ancora non sono soci SID. Desidero in particolare, formulare i migliori auguri di buon lavoro al mio cario amico Prof. Francesco Purrello che è stato designato dal Consiglio Direttivo Presidente Eletto della SID.

Desidero mettere a disposizione di tutti voi l’esperienza maturata in molti anni di attività sul piano clinico, scientifico, formativo, gestionale, istituzionale e societario per proseguire nell’azione di sviluppo della Diabetologia Italiana e di valorizzazione del ruolo del Diabetologo. Sono certo che le competenze acquisite sul campo e la forte motivazione a concorrere alla crescita della Società potranno essere un patrimonio da investire in seno al Consiglio Direttivo per il rafforzamento della missione scientifico-culturale, formativa e clinica della SID.

Sebbene la Comunità Diabetologica Italiana abbia raggiunto un consolidato prestigio nazionale e internazionale nel campo clinico e scientifico e nonostante la malattia diabetica sia riconosciuta da organismi internazionali quali l’ONU, Unione Europea e OMS come un’emergenza sotto l’aspetto epidemiologico e dell’impiego di risorse economiche, è esperienza comune come decisori politici e amministratori della sanitàpoco lungimiranti stiano compromettendo quel patrimonio rappresentato dal modello clinico-assistenziale basato sui team diabetologici. E’ quindi fondamentale intraprendere, in sinergia con altre associazioni di medici e con le associazioni dei pazienti, tutte le iniziative atte a difendere e implementare il modello assistenziale basato sui team diabetologici.

Non meno importanti sono le missioni della nostra Società nel campo della formazione e della ricerca a cui dedicherò grande impegno con l’intento di valorizzare un folto gruppo di giovani impegnati nella ricerca e nella cura del diabete. A tale scopo è già partita l’iniziativa della creazione del gruppo Giovani Diabetologi della Società Italiana di Diabetologia SID (GID) a cui tengo molto perché essi costituiscono il futuro della Diabetologica Italiana.

La costante crescita della SID nel campo della formazione è testimoniata da una ricca offerta di eventi formativi residenziali e a distanza che hanno trovato l’apprezzamento dei professionisti impegnati nella cura del diabete. Sarà mio impegno concorrere a un’ulteriore crescita dell’offerta formativa anche grazie a formati innovativi e interattivi che utilizzino al meglio le nuove tecnologie multimediali.

La ricerca non solo costituisce una missione per la SID ma direi che è parte integrante del suo “DNA”. La SID ha promosso e sostenuto importanti progetti quali il NIRAD, GENFIEV, MIND-IT, RIACE, TOSCA, ARNO i cui risultati sono stati e sono tuttora oggetto di pubblicazioni sulle più prestigiose riviste internazionali. A fronte di questi sforzi coronati da successo, è triste dovere costatare come gli investimenti pubblici e privati nel campo della ricerca, in generale, e nel campo del diabete, in particolare, siano ridottissimi. Quest’osservazione è ancora più amara se si considera che gli indici citazionali (che indicano la qualità di un articolo scientifico) delle pubblicazioni prodotte in Italia nel campo del diabete e delle malattie metaboliche collocano il nostro Paese al terzo posto nel mondo davanti a Nazioni che investono molto in ricerca quali Canada, Germania, Giappone, Francia, Svezia, Australia. Malgrado le difficoltà congiunturali e la spending review che colpisce anche gli investimenti in ricerca, è mia ferma intenzione promuovere la ricerca scientifica cercando forme di finanziamento e promuovendo nuovi progetti attraverso il Centro Studi e Ricerche.  

La SID è stata per me un vero e proprio “gymnasium” scientifico e umano perché mi ha consentito di conoscere nel corso degli anni tanti amici, prima che colleghi, che hanno influito sulla mia crescita culturale e con i quali ho avuto il piacere di condividere idee, progetti e successi. Sebbene le attività della SID nel campo della ricerca e della formazione siano molto cresciute, grazie al competente lavoro dei Presidenti e dei Consigli Direttivi che si sono succeduti nel corso degli anni, ritengo fondamentale mantenere quello spirito di collaborazione, collegialità e di forte spinta emozionale, un po’ “rock”, che ha animato la mia generazione e che ha portato la Diabetologia Italiana ai vertici scientifici internazionali.

Colgo l’occasione per inviarVi i miei più cordiali saluti e spero di incontraVi numerosi ai prossimi eventi formativi e congressuali nazionali e regionali della SID.

 

Giorgio Sesti

 

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