Consiglio direttivo

Consiglio direttivo

Presidente

Nome Cognome: Loris CONFORTIN
Sede lavorativa: Ospedale San Giacomo Apostolo - UOSD Diabetologia
Indirizzo: Via dei Carpani 16/Z- CASTELFRANCO VENETO
Tel: 0423732560
Fax 0423732562
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Predidente eletto

Nome Cognome: Daniela BRUTTOMESSO
Sede lavorativa: Dipartimento di Medicina - DIMED
Indirizzo: Via Giustiniani 2 – PADOVA
Tel: 0498212183
Fax  
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Past President

Nome Cognome: Enzo BONORA
Sede lavorativa: Ospedale Maggiore - Div.Endocrinologia-Malattie Metabolismo
Indirizzo: Piazzale Stefani 1 VERONA
Tel: 0458123110
Fax 0458027314
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Consigliere

Nome Cognome: Giuseppe BAX
Sede lavorativa: II Cattedra di Malattie del Metabolismo dell'Università di padova
Indirizzo: Via Ospedale 18 - CASTELFRANCO VENETO
Tel: 0498276266
Fax  
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Consigliere

Nome Cognome: Paola GELISIO
Sede lavorativa: Ospedale dell'Angelo
Indirizzo: Via Paccagnella- ZELARINO
Tel: 0412607608
Fax 0412607614
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Consigliere

Nome Cognome: Massimo ORRASCH
Sede lavorativa: ASL 9 Ospedale Regionale Ca' Foncello Centro Antidiabetico
Indirizzo: Piazza Ospedale 1 - TREVISO
Tel: 0422322516
Fax 0422322703
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Leggi e documenti regionali

Leggi

VENETO

COMMISSIONE DIABETOLOGICA REGIONALE
Documento 2.12
L.R. 24 novembre 2003 n. 36: “Istituzione della Commissione Regionale per le
attività diabetologiche”.

Commenti: la LR identifica le finalità e le funzioni della Commissione con indicazioni dirette
sull'organizzazione e il periodico rinnovo (novellando la precedente D.G.R. 22 ottobre
2004 n.3284: avente per oggetto “Nomina della Commissione regionale per le attività
diabetologiche”).
Pregi: la Commissione deve redigere annualmente una relazione sull'attività svolta al
Consiglio Regionale, indicando i criteri di nomina e le categorie di appartenenza, nonché il
ruolo delle società scientifiche partecipanti. Viene stabilito il periodo di durata in carica e la
cadenza bimensile degli incontri; vengono definiti i ruoli dei medici di medicina generale e
degli specialisti diabetologi. Vengono altresì precisati i costi di gestione della Commissione
e stanziato il relativo fondo di copertura.
Criticità: Il governo della Commissione è delegato all'Assessore alla Sanità (presidente
politica ad un organismo consultivo tecnico). Alla legge regionale dovrà far seguito un
provvedimento amministrativo per garantirne l’effettiva operatività.
Osservazioni: per il raggiungimento degli scopi previsti dalla presente legge il medico di
medicina generale, o il pediatra di libera scelta e le strutture specialistiche di diabetologia
si avvalgono della collaborazione e dell'aiuto delle associazioni di volontariato nelle forme
e nei limiti previsti dall'articolo 45 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 e successive
modifiche ed integrazioni.

EDUCAZIONE
Documento 3,5
D.G.R. 17 novembre 2009 n 3485: “Approvazione progetto obiettivo di prevenzione,
diagnosi e cura del diabete mellito”.

Commenti: nell'ambito del Progetto Obiettivo sul diabete del 2009 la Regione Veneto ha
dedicato un paragrafo all'Educazione Terapeutica visto come elemento essenziale per la
cura.
Pregi: viene riconosciuto un ruolo centrale, nella cura del diabete e all’interno del team
multiprofessionale, della figura dell'infermiere dedicato e formato all'uso delle tecniche
motivazionali per l’educazione all’autocontrollo.
Criticità: pur riconoscendo l'importanza dell'educazione, il paragrafo si limita ad
un'enunciazione di principi e ribadisce “...(omissis)...l'attività educativa, che costituisce un
momento fondamentale dell'assistenza al diabetico e un elemento irrinunciabile della cura,
deve avere una sua dignità nella allocazione delle risorse ...(omissis)...”.
Osservazioni: nella delibera viene considerato anche il ruolo del personale infermieristico
riconosciuto come l’operatore sanitario più adatto ad educare il paziente all’uso di
glucometri, pungidito, penne e siringhe per l’iniezione dell’insulina, alle modalità di
riconoscimento e correzione dell’ipoglicemia, alle norme per l’igiene del piede, alla
gestione delle varie problematiche connesse con la malattia. attraverso un approccio bio-
psico-sociale personalizzando la presa in carico del paziente e dei suoi bisogni per il
miglioramento della qualità della vita e per il mantenimento dell’autonomia. La D.G.R.
precisa che “...un ovvio e valido contributo all’attività educativa deve essere svolto anche
dallo specialista diabetologo...”.

GESTIONE INTEGRATA
Documento 4.19
D.G.R. 17 novembre 2009 n 3485: “Approvazione progetto obiettivo di prevenzione,
diagnosi e cura del diabete mellito”.

Commenti: nell'ambito del Progetto Obiettivo del 2009 per la prevenzione, diagnosi è cura
del diabete mellito si fa riferimento più volte all'integrazione delle attività tra M.M.G. e
specialisti diabetologi.
Pregi: al problema della gestione integrata viene riservato un paragrafo specifico del
documento.
Criticità: il Progetto Obiettivo si limita ad esporre le linee di principio su cui deve svilupparsi
la Gestione Integrata rimandando alle singole Aziende Sanitarie Locali la realizzazione di
progetti specifici ed alla Commissione Regionale il compito di monitorare i progetti
sviluppati in sede locale decentrata. Le funzioni e le competenze del M.M.G. e del team
multi professionale diabetologico sono elencate a parte e non come elementi costitutivi per
la Gestione Integrata.
Osservazioni: la Gestione Integrata viene valutata come una necessità di gestione
efficace, appropriata ed efficiente del paziente diabetico mediante la condivisione di
protocolli partecipati tra M.M.G. e specialisti diabetologi.

MICROINFUSORI
Documento 5.8
D.G.R. 27 settembre 2005 n. 2782: “Definizione dei percorsi attuativi del Centro
Regionale di Riferimento sui microinfusori per pazienti diabetici di cui alla D.G.R. 30
luglio 2004 n.2305”.

Commenti: con il provvedimento viene identificato un solo Centro di Riferimento a livello
regionale che dovrà gestire tutte le prescrizioni di microinfusori per i pazienti della
Regione.
Pregi: viene inserito e previsto un protocollo di trasferimento dei pazienti trattati con
microinfusori dai Centri pediatrici ai Centri per l'adulto. La selezione dei pazienti, la
formazione dei medesimi (tecnica terapeutica, autocontrollo, ivi compreso un corso di
alimentazione e conta dei carboidrati) e di gestione è affidata ad un unico Centro
Regionale così come l'acquisto, mentre è demandato alle singole AA.SS.LL. di
provenienza dei pazienti l’acquisto e la distribuzione dei materiali di consumo. E’ prevista
la compensazione nei flussi della mobilità sanitaria dell’erogazione di microinfusori a
pazienti residenti fuori regione. Vengono individuati analiticamente i costi di rimborso per
le spese sostenute dal Centro Regionale di Riferimento.
Criticità: la deliberazione individuando un unico Centro Regionale con una competenza
esclusiva in materia di prescrizione dei microinfusori, dove tra l’altro è stabilito un tetto
massimo di n. 200 strumenti/anno, non consente una diffusione capillare a livello
territoriale di questa possibilità terapeutica, sfavorendo di fatto il paziente che è costretto
ad appoggiarsi ad un unico Centro di Riferimento in tutta la Regione e privando gli
operatori sanitari di ciascuna A.S.L. della competenza per l’utilizzo di questo strumento
terapeutico.
Osservazioni: il provvedimento, una volta che ha individuato i costi con precisione e le
relative remunerazioni al Centro Regionale di Riferimento che impiega risorse (umane, di
know how e di attrezzature e servizi) dedicate a questa attività, dovrebbe consentire anche
un’ottimizzazione dei costi.

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI
Documento 6.28

D.G.R. 17 novembre 2009 n 3485: “Approvazione progetto obiettivo di prevenzione,
diagnosi e cura del diabete mellito”.

Commenti: nell'ambito del Progetto Obiettivo sul diabete del 2009 la programmazione
regionale tiene conto delle indicazioni proposte dalla Conferenza Regionale sul Diabete
per migliorare l'assistenza a tutti i pazienti affetti da diabete.
Pregi: il Progetto Obiettivo mette in evidenza con chiarezza quali sono le aree di possibile
miglioramento ed in particolare la necessità di un miglior controllo glicemico nei pazienti
ricoverati per altra patologia o in persone ricoverate presso strutture assistenziali. La rete
diabetologica è descritta nel dettaglio indicando i livelli di competenza delle strutture che vi
afferiscono
Criticità: sovrapposizione con documenti nazionali proposti dalle società scientifiche a cui
si potrebbe far riferimento (Standard di Cura SID, AMD).
Osservazioni: documento completo che analizza le dimensioni del problema a livello
regionale e presenta gli standard di cura coinvolgendo tutti gli operatori sanitari.

PEDIATRIA E TRANSIZIONE
Documento 8,12
D.G.R. 17 novembre 2009 n 3485: “Approvazione progetto obiettivo di prevenzione,
diagnosi e cura del diabete mellito”.

Commenti: nell'ambito del Progetto Obiettivo sul diabete del 2009 nella Regione Veneto
ha dedicato un’intera sezione all'”Assistenza alla persona con diabete nell'età evolutiva”.
Pregi: il Progetto Obiettivo riconosce la presenza di peculiarità specifiche del diabete in età
pediatrica che lo distinguono dalle altre fasce d’età della patologia e come tale richiede il
riconoscimento dell'area pediatrica diabetologica.
Criticità: aspetti importanti per la gestione del bambino diabetico come la scuola, i campi
scuola, l'idoneità sportiva e la transizione dalle strutture pediatriche a quelle dell'adulto
sono unicamente menzionate senza la dovuta operatività nel concreto al fine di una rapida
attuazione.
Osservazioni: il diabete dell'età evolutiva è riconosciuto come una fase della patologia che
richiede una competenza specialistica estremamente complessa ed il Progetto Obiettivo
affronta tutti gli aspetti di gestione prevedendo obiettivi e risorse, anche se taluni aspetti,
non marginali, non vengono sviluppati adeguatamente.

PIEDE
Documento 9.6
D.G.R. 17 novembre 2009 n 3485: “Approvazione progetto obiettivo di prevenzione,
diagnosi e cura del diabete mellito”.

Commenti: nell'ambito del Progetto Obiettivo regionale per la prevenzione, diagnosi e cura
del diabete è dedicato anche un paragrafo sulla “cura del Piede Diabetico”.
Pregi: il documento prevede la divisione delle attività secondo un modello di progressione
di complessità delle lesioni a cui corrisponde un livello di competenza specialistica.
Criticità: per la cura di lesioni severe fa riferimento ad un approccio interdisciplinare e non
prevede la creazione di centri diabetologici specializzati (di alto livello) al trattamento di
questa grave complicanza.
Osservazioni: il problema del “piede diabetico” è affrontato nella sua complessità e il
Progetto Obiettivo lo riconosce tra le complicanze “(omissis) a maggior impatto
sociosanitario (omissis)”.

PRESIDI
Documento 10.17
D.G.R. 16 giugno 2009 n. 1798: “Erogazione di dispositivi per l'autocontrollo e
l'autogestione di soggetti affetti da diabete mellito”.

Commenti: la deliberazione cerca di ovviare ad alcune difficoltà di gestione derivanti da
precedenti atti legislativi ed in particolare migliora le modalità di prescrizione delle strisce
reattive. Una nota dell’Assessorato alla Sanità precedente (prot. n. 6265/202/40 del 21
aprile 2000 avente per oggetto “Modalità di prescrizione ed erogazione dei presidi destinati
ai pazienti diabetici”) richiedeva la prescrizione mensile con quantità esigue di presidi
indipendentemente dal tipo di diabete con acquisto dei glucometri a carico del paziente.
Pregi: aumenta la durata temporale, da uno a due mesi, del programma di cura
personalizzato del paziente redatto dal medico diabetologo curante ed aumenta la quantità
dei presidi prescrivibili (es.: siringhe fino a n. 240 per mese per i pazienti DM 1). La
delibera fa un particolare riferimento alle donne diabetiche, non insulino trattate, in
gravidanza per le quali è concesso l'uso di strisce reattive sino a 100 al bimestre.
Criticità: si stabilisce un unico prezzo di rimborsabilità per ogni presidio (siringhe monouso
pari ad € 0,13 per siringa, aghi pari ad € 0,17 per ago, strisce reattive pari ad € 0,85 euro
ciascuna striscia, lancette pungidito pari ad € 0,12 euro per lancetta). I pazienti con
diabete non insulino-trattato hanno diritto fino ad un massimo di. 200 strisce ogni anno
secondo il programma di cura redatto dal medico curante.
Osservazioni. Se il diabetologo è convenzionato redige un programma di cura e la
prescrizione è a carico dei M.M.G. con prescrizioni di validità bimestrale e ciò vale anche
per gli aghi da utilizzare per la somministrazione delle incretine; per i pazienti con DM 2 il
monitoraggio glicemico sarà attuato in analogia al diabetico insulino-trattato.

CONCLUSIONI

La Regione Veneto solo di recente ha posto rimedio ad una “pigrizia” istituzionale,
legislastiva ed amministrativa nei confronti della patologia diabetica, in controtendenza
rispetto ad una consolidata tradizione scientifica di ricerca universitaria, di cura e di
educazione delle persone con diabete assicurate con elevati standards qualitativi dalle
AA.SS.LL. del Veneto. E’stato quindi elaborato un articolato e complesso Progetto
Obiettivo che affronta e disciplina organicamente molti aspetti della gestione del diabete.
Come per molte altre realtà regionali, anche in Veneto è mancata una legge quadro
regionale di attuazione della legge n.115/1987 e quindi un’organizzazione del sistema
assistenziale adattato alle peculiarità socio-sanitarie, economiche, culturali della
popolazione residente. Il Progetto Obiettivo rappresenta l’atto di indirizzo più completo,
articolato ed aggiornato e che fornisce elementi pratici e linee di principio. Gli altri atti
normativi precedenti avevano affrontato aspetti marginali oppure anche più rilevanti ma in
modo parziale e frazionato.

TRENTINO ALTO ADIGE

COMMISSIONE DIABETOLOGICA REGIONALE
Documento 2,11
D.G.P. 1 dicembre 2008 n. 4560: “Le linee organizzative dell’attività diabetologica
(etá adulta) nella provincia autonoma di Bolzano”.

Commenti: il provvedimento prevede la costituzione di un Comitato Guida provinciale di
riferimento per la malattia diabetica per l’età adulta.
Pregi: sono indicati la composizione e gli obiettivi.
Criticità: non sono indicate modalità operative di funzionamento.
Osservazioni: il documento riconosce l'importanza di un gruppo di lavoro che possa fornire
elementi specifici per assicurare l’assistenza ai pazienti diabetici e renderla omogenea su
tutto il territorio provinciale promuovendo l’implementazione delle linee organizzative e la
raccolta sistematica dei dati. Per quanto riguarda la Provincia Autonoma di Trento la
Commissione provinciale è stata istituita con D.G.P. 19 settembre 1997 n. 10270 recante
“Ricostituzione della Commissione provinciale per lo studio del diabete mellito”.

GESTIONE INTEGRATA
Documento 4.17
D.G.P. 1 dicembre 2008 n. 4560: “Le linee organizzative dell’attività diabetologica
(etá adulta) nella provincia autonoma di Bolzano”.

Commenti: il provvedimento della Provincia Autonoma dell’Altoadige ribadisce il concetto
di un’assistenza al paziente con diabete basata sull’integrazione e la collaborazione
sinergica e coordinata tra M.M.G. e specialista diabetologo, per un interscambio reciproco
di conoscenze che portino a risultati concreti nell'interesse del paziente con diabete.
Pregi: la deliberazione insiste sull'opportunità che la Gestione Integrata non si limita al
semplice aspetto diagnostico-terapeutico, ma deve essere completata da un'azione di
informazione formazione dei pazienti e più in generale della società nel suo complesso per
consentire un miglior controllo della malattia stessa ed un'efficace opera di prevenzione
primaria. Sono riconosciuti tutti i soggetti attori comprimari nella rete assistenziale della
Gestione Integrata: dal M.M.G., allo specialista diabetologo, al medico del Distretto per
finire alla partecipazione attiva dei pazienti.
Criticità: il provvedimento è carente sotto l’aspetto degli strumenti di comunicazione tra
M.M.G. Servizio Diabetologico.
Osservazioni: il contenuto della deliberazione è l’attuazione parziale delle previsioni del
Piano Nazionale di Prevenzione Attiva, dove un gruppo di lavoro ha individuato vari aspetti
della Gestione Integrata fornendo indicazioni operative di comportamento.

PATENTE
Documento 7.4
Delibera Direttore Generale dell’A.S.L. Provinciale del 10 aprile 2002 n. 501/2002:
“Modalita' organizzative per il rilascio della certificazione medica di idoneita' alla
guida al soggetti affetti da diabete mellito (patenti di guida delle categorie A, B, BE e
sottocategorie)”.

Commenti: la Provincia di Trento regola il rilascio della certificazione medica di idoneità
alla guida a soggetti affetti da diabete con valutazione del Medico appartenente alle Unità
Operative di Assistenza Territoriale dei Distretti Sanitari sulla scorta di un certificato del

medico specialista diabetologo e delle malattie del ricambio dell'Azienda Sanitaria
attestante il tipo di trattamento, il grado di compenso metabolico e l'eventuale presenza di
complicanze d'organo legate alla patologia diabetica.
Pregi: l'emissione del certificato, previa relazione medica del medico specialista
diabetologo curante, avviene ad opera dei medici di Distretto Sanitario che operano
presso strutture dotate del necessario supporto amministrativo e di procedure collaudate
per l'emissione dei certificati per la patente (acquisizione della documentazione
necessaria, invio delle comunicazioni al Ministero dei Trasporti, archiviazione delle
pratiche, etc.) con indubbi vantaggi organizzativi.
Criticità: il legislatore ritiene di difficile attuazione l'istituzione di ambulatori presso i Servizi
di diabetologia specificatamente dedicati all'attività di certificazione medica di idoneità alla
guida.
Osservazioni: il provvedimento adotta le norme nazionali sul rilascio della patente ai
pazienti diabetici e si preoccupa di ridurre al minimo il passaggio in diverse strutture
medicoamministrative.

PRESIDI
Documento 10.13
D.G.P. 14 marzo 2005 n. 809: “Erogazione del materiale di medicazione e dei presidi
terapeutici”.

Commenti: delibera della giunta provinciale che stabilisce criteri e modalità di prescrizione
dei presidi.
Pregi: la procedura è stata elaborata nell’ottica di agevolare al massimo il paziente
semplificando l’iter e prevedendo un’unica prescrizione annuale (durata massima fino a 12
mesi); il paziente può ritirare direttamente in farmacia il materiale prescritto, ed il
farmacista erogatore stacca un bollino dalla prescrizione annuale relativo al mese e si fa
sottoscrivere dal paziente un modulo di ricevuta del materiale consegnato. Stranieri e non
residenti nel territorio hanno diritto alla fornitura dopo apposizione di un timbro
autorizzativo alla spesa apposto dalla Azienda Sanitaria competente. E' previsto
l'aggiornamento annuale dei presidi concedibili. L'inserimento di un nuovo presidio è
regolato da precisi criteri. E' prevista una rendicontazione economica trimestrale della
spesa.
Criticità: il documento accomuna la prescrizione di presidi anche per pazienti non diabetici.
Osservazioni: iter prescrittivo e di erogazione diretta, l'elenco dei presidi è stato
recentemente aggiornato con la D.G.P. 28 settembre 2009 n. 2408 avente per oggetto
“Approvazione dell’elenco aggiornato delle strisce reattive per la determinazione della
glicemia nel sangue per diabetici”.

REGISTRO DIABETE
Documento 11.7
D.G.P. 1 dicembre 2008 n. 4560: “Le linee organizzative dell’attività diabetologica
(etá adulta) nella provincia autonoma di Bolzano”.

Commenti: a partire dal 1° marzo 2009 è istituito il Registro Provinciale del Diabete, quale
strumento per il monitoraggio epidemiologico del diabete mellito e delle sue complicanze.
Il Registro è attivato, per fasce d’età, quale strumento per la ricerca epidemiologica,
l’analisi dell’incidenza e della prevalenza del diabete e delle sue complicanze croniche, i
costi diretti e indiretti, l’analisi del diabete in gravidanza, la presenza di altri fattori di rischio
per le malattie cardiovascolari.
Pregi: tracciabilità dei dati e gestione unitaria del sistema di registro.

Osservazioni: il Registro del diabete (gestito dall'Osservatorio Epidemiologico Provinciale)
è basato su una moderna rete informativa costituisce l'elemento cardine di una possibile
Gestione Assistenziale Integrata basata sul collegamento continuo tra l’utenza ed servizi
volti all’assistenza sanitaria.

CONCLUSIONI

La limitata competenza territoriale della potestà legislativa ed amministrativa delle
Province Autonome di Trento e Bolzano frazionano e moltiplicano necessariamente
l’intervento del legislatore in materia di diabete rispetto al resto d'Italia. A differenza della
Provincia Autonoma di Trento, Bolzano ha prodotto delle linee guida in ambito di Gestione
Integrata.

 

Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) regionale per la gestione integrata della persona con Diabete Tipo 2

La Storia

La storia

La Sezione Veneto-Trentino-Alto Adige della Società Italiana di Diabetologia si è costituita formalmente nel 1970 grazie all’impegno delle due Scuole mediche padovane (quella del prof. Patrassi e quella del prof. Austoni) e al ruolo di iniziatore del prof. Gaetano Crepaldi di Padova.

La Sezione per 25 anni ha incluso il Friuli-Venezia Giulia. I soci dalle poche decine iniziali sono diventati 70 nel 1994 e 143 nel 2012, su una popolazione di circa 6.000.000 di abitanti. Membri attivi della sezione sono stati Scandellari e i giovani Tiengo, Enzi, Muggeo, Federspil, Fedele che furono il nucleo della Scuola diabetologica padovana, poi gemmata agli inizi degli anni Ottanta con la Scuola diabetologica veronese.

Nella Sezione hanno sempre svolto ruoli di spicco vari eminenti ospedalieri come Erle di Vicenza, pioniere dell’educazione terapeutica, Monesi di Rovigo, Virgili di Mestre, Devidè di Treviso, Donadon di Pordenone, Noacco di Udine e Marchesi di Bolzano. Allora si aprivano numerose strutture diabetologiche, dove si sentiva forte l’esigenza di interagire alla ricerca di sinergie clinico-scientifiche e politiche.

L’azione politica, sostenuta da risultati di carattere clinico ottenuti in Veneto, Trentino- Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, ha aumentato la visibilità e il prestigio della Diabetologia del Nord-Est d’Italia e alimentato la crescita della rete diabetologica con acquisizione di ulteriori risorse umane e strumentali e ciò fu di esempio per altre regioni.

Nella Sezione sono sempre stati organizzati eventi di formazione e aggiornamento (es. i Seminari endocrino-metabolici veronesi), gli annuali Convegni regionali, poi diventati Convegni congiunti SID-AMD, con presentazione delle ricerche condotte negli ospedali e nelle sedi universitarie e assegnazione di premi alle migliori presentazioni di giovani, in anni più recenti affiancate da letture, tavole rotonde, simposi. Tutto ciò ha alimentato nei giovani la passione per la ricerca e ne ha incoraggiato la partecipazione.

Più recentemente il convegno SID-AMD si è allargato ad altre figure professionali del team diabetologico, quali infermieri, dietisti, psicologi, podologi e anche alle Associazioni dei pazienti.

Accanto ai Convegni annuali della Sezione sono stati organizzati frequentemente Corsi e Convegni su vari aspetti della cura del diabete. Fra questi si ricordano i Corsi sull’educazione terapeutica, con il contributo di Erle e di Muggeo (che fu coordinatore nazionale del GISED), sull’autocontrollo glicemico domiciliare e sui microinfusori, ad opera di Tiengo e Bruttomesso di Padova, sulla neuropatia e la gravidanza nel diabete, curati in particolare da Fedele, da Bellavere e da Lapolla di Padova. Altri convegni hanno focalizzato le alterazioni patogenetiche e fisiopatologiche della malattia (disfunzione beta-cellulare e insulino-resistenza) ad opera di Del Prato, Nosadini, Tessari e Avogaro a Padova, di Bonora, Bonadonna e Moghetti a Verona e di altri più giovani ricercatori sia di centri universitari (Zoppini, Targher, Trevisan, Vigili de Kreutzenberg, Bax, ecc.) che di centri ospedalieri (Inchiostro, Strazzabosco, Mollo, Calcaterra, Lombardi, Confortin, Moro, Gelisio, Marchetto, Fattor, ecc.).

Membri della Sezione hanno collaborato molto strettamente con l’Assessorato alla Sanità del Veneto, fornendo supporto tecnico nelle numerose commissioni, prima fra tutte la Commissione Regionale Diabete, istituita nel 2003, che in anni più recenti ha contribuito alla redazione di un Progetto Obiettivo Regionale sulla malattia diabetica (novembre 2009), ponendo le basi per la successiva specifica Legge Regionale su “Prevenzione, diagnosi e cura del diabete” (novembre 2011). Queste iniziative di carattere legislativo sono state un punto di riferimento importante per il recente Piano Nazionale Diabete, deliberato dal Ministero della Salute nel novembre 2012.

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