Consiglio direttivo

Consiglio direttivo

Presidente

Nome Cognome: Roberto ANICHINI
Sede lavorativa: Sezione autonoma di diabetologia Pistoia
Indirizzo: Viale Matteotti - PISTOIA
Tel: 057.3352453
Fax  
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Presidente eletto

Nome Cognome: Stefano GIANNINI
Sede lavorativa: Unità Endocrinologia Servizio Diabetologia Mal. del Ricambio
Indirizzo: Viale Pieraccini 6 - FIRENZE
Tel: 0554279960
Fax  
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Past President

Nome Cognome: Alberto PIAGGESI
Sede lavorativa: U.O. Malattie del matabolismo e diabetologia Az.Osp. Pisana
Indirizzo: Via Paradisa 2 - PISA
Tel: 050.995114
Fax 050.99114
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Segretario

Nome Cognome: Valerio VALLINI
Sede lavorativa: U.O. Malattie Metaboliche e Diabetologia
Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo
Indirizzo: Via Paradisa 2 - PISA
Tel: 050995103
Fax 050541521
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Consigliere

Nome Cognome: Matteo MONAMI
Sede lavorativa: Istituto di Geriatria Area critica medico chirurgia
Indirizzo: Via delle Oblate, 4 - FIRENZE
Tel: 0557.949598
Fax 0557949660
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Consigliere

Nome Cognome: Monica NANNIPIERI
Sede lavorativa: Università di Pisa Dip. Medicina Interna Gen 3 ad indirizzo  Metabolico
Indirizzo: Via Roma, 67 - PISA
Tel: 050993491
Fax  
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Consigliere

Nome Cognome: Giuseppe PENNO
Sede lavorativa: Dipartimento di Endocrinologia e Metabolismo
Indirizzo: Via Paradisa, 2 - PISA
Tel: 050995137
Fax  
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Attività

Attività 2011

Tipologia Caratteristiche organizzative Data
Tipo Argomenti trattati In associazione con: Partecipanti
 
         
         

Riepilogo Attività 2010

Tipologia Caratteristiche organizzative Data
Tipo Argomenti trattati In associazione con: Partecipanti
 
         
         

 

Leggi e documenti regionali

Leggi

 

 

TOSCANA

ATTIVITA' FISICA
Documento 1,2
Nota del 16 marzo 2001 n.105/9832: “Rilascio della certificazione di idoneità allo
sport agonistico a soggetti diabetici”.

Commenti: il documento riporta il modulo da compilare per il rilascio dell'idoneità sportiva
agonistica da parte dei servizi di diabetologia.
Pregi: il format per il rilascio dell’idoneità sportiva agonistica è il frutto di una precedente
fase sperimentale. La nota precisa che l'E.C.G. da sforzo e/o l'ecoardiogramma
eventualmente eseguito dal servizio di diabetologia deve essere allegato e può non essere
ripetuto. La competenza riconosciuta allo specialista diabetologo in questo ambito
favorisce la pratica sportiva delle persone con diabete, in quanto anticipa le inevitabili
richieste di consulenza da parte del medico sportivo.
Criticità: il modulo redatto dallo specialista diabetologo deve essere consegnato al medico
sportivo integrando ma non sostituendo il certificato di quest'ultimo. La nota regionale non
norma l'attività sportiva nel paziente diabetico.
Osservazioni: la richiesta di specifici accertamenti propedeutici al rilascio del certificato di
idoneità sportiva rappresenta spesso un ostacolo allo svolgimento dell'attività fisica
agonistica da parte della persona con diabete, mentre l'iter proposto dal documento facilità
l’ottenimento dell'idoneità.

COMMISSIONE DIABETOLOGICA REGIONALE
Documento 2,10
D.G.R. 14 maggio 2007 n. 2226: “Commissione per le Attività Diabetologiche:
definizione, funzioni e nomina componenti”.

Commenti: l'articolo 2 della L.R. 12 agosto 1989 n. 49 avente per oggetto “Norme
concernenti la prevenzione e la cura del diabete mellito” istituiva la Commissione
Diabetologica, prevedendone le sue funzioni e la sua composizione. La L.R. n. 49 è stata
abrogata e l'attuale D.G.R. n. 2226/2007 nomina i componenti della Commissione
Diabetologica nel solco dei precedenti atti normativi del 1999 e 2002.
Pregi: sono definiti i criteri per l'individuazione dei componenti (rappresentanti delle
associazioni di volontariato, farmacisti, infermieri, dietisti, diabetologi, cardiologi, medici
internisti, pediatri, M.M.G., nefrologi, difensore civico); è nominato un presidente ed una
segreteria e viene stabilito il mandato in carica ed è previsto un rimborso spese per i
componenti.
Criticità: organismo consultivo forse troppo nutrito nella composizione (36 membri) e non
si fa riferimento all’organizzazione di una segreteria stabile. La delibera nomina
direttamente gli esperti, non esplicitando i criteri di selezione.
Osservazioni: con il Decreto 5 ottobre 2009 n. 4813/CSR recante come oggetto
“Commissione per le attività diabetologiche: sostituzione componenti”, sono stati nominati i
nuovi componenti.

EDUCAZIONE
Documento 3.3
D.G.R. 25 marzo 2002 n. 304: “Percorso di indirizzo per l'educazione sanitaria al
paziente con diabete in età adulta. Allegato A”.

Pregi: l’allegato A alla delibera indica gli argomenti e fornisce per ognuno: destinatari,
obiettivi, contenuti, modalità e strumenti di verifica.
Criticità: non viene fatto accenno alcuno ai modelli di Educazione Terapeutica strutturata e
non fornisce elementi utili ad una analisi economica dei costi.
Osservazioni: indagine conoscitiva e che definisce gli argomenti ma non può essere
considerata uno strumento per la gestione dell'educazione terapeutica.

Documento 3.4
D.G.R. 1 dicembre 2003 1275: “Piano Sanitario Regionale 2002/2004”: Programma
per la formazione del “diabetico guida”.

Commenti: la delibera regionale non si dedica all'Educazione Terapeutica ma istituisce la
figura del “diabetico guida” e si preoccupa della sua formazione definendolo quale,
“...(omissis)...operatore volontario che svolge attività d'educazione sanitaria rivolte in
particolare all'autocontrollo e all'autogestione della malattia ...(omissis)...”.
Pregi: il provvedimento indica il personale delle Associazioni di volontariato quale bacino
per il reclutamento di questa figura, debitamente formato ed in grado di occuparsi
attivamente dell'autogestione del diabete e di fornire un importante sostegno psicologico ai
pazienti di nuova insorgenza; il provvedimento prosegue nel dettagliare le competenze dei
volontari e il loro programma di formazione.
Criticità: non sono previste azioni di sostegno in favore delle Associazioni di Volontariato.
Osservazioni: interessante programma che sperimenta l'integrazione e la sinergia tra
operatori sanitari e volontari esperti a supporto dell’attività educativa sanitaria,
permettendo, se ben formati, anche economie di gestione.

GESTIONE INTEGRATA
Documento 4,15
D.G.R. 20 giugno 2000 n.662: “Approvazione linee organizzative dell'attività
diabetologia e percorso assistenziale per il paziente con il diabete”.

Commenti: il P.S.R. prevede azioni programmate inerenti la lotta delle malattie
metaboliche ed in particolare del diabete sia in età adulta che in età evolutiva, la
deliberazione affida compiti e funzioni in modo preciso a tutti gli attori dell'assitenza
diabetologica nella fase di transizione dall’età pediatrica a quella adulta, rilevando le
dimensioni del problema e le azioni attuative che si rendono necessarie.
Pregi: l'allegato che costituisce parte integrante e sostanziale alla delibera, elaborato dalla
Commissione Diabetologica, considera il M.M.G. strategico nella gestione del paziente
diabetico soprattutto in ambito preventivo, diagnostico e terapeutico per “...(omissis)... la
sua conoscenza peculiare del paziente con diabete nella sua interezza ...(omissis)...” e
che l’assistenza al paziente con diabete venga gestita in modo paritetico ed integrato dal
M.M.G. e dallo Specialista Diabetologo.
Criticità: è previsto che la dotazione del M.M.G. possa comprendere anche: diapason,
oftalmoscopio, elettrocardiografo e doppler. Dotazioni sicuramente utili alla gestione dei
pazienti in generale ma che difficilmente potranno avere una diffusione capillare. Sono
previsti genericamente periodici aggiornamenti dell’allegato senza indicarne una scadenza
vera e propria.
Osservazioni: l’allegato declara con dovizia di particolari funzioni, compiti e competenze di
tutti gli attori coinvolti nella Gestione Integrata dell'assistenza diabetologica: dai M.M.G.
alle Associazioni di Volontariato agli specialisti diabetologi. Per ogni struttura sanitaria
sono indicate le risorse umane, le attrezzature e le dotazioni, le funzioni e la frequenza dei
controlli. La delibera 3 giugno 2009 n. 467 avente per oggetto “Approvazione schema di

Accordo tra Regione Toscana e organizzazioni sindacali rappresentative della Medicina
Generale sul ruolo della Medicina Generale nell'attuazione del PSR 2008-2010”, atteso
che il P.S.R. prevede l'organizzazione e la programmazione assistenziale per cinque
patologie croniche tra cui il diabete, approva gli indicatori concordati tra le parti per la
valutazione delle attività della Medicina Generale rispetto agli obiettivi regionali individuati
per la fase di avvio della sanità d’iniziativa (obiettivi per diabete mellito) e ne quantifica
l’impatto economico conseguente.

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI
Documento 6.25
L.R. 22 marzo 1999 n. 14: “Disposizioni per la prevenzione e cura del diabete
mellito”.
Commenti: la Regione Toscana riconosce il diabete mellito come patologia “di alto
interesse sociale” e si propone di attuare interventi rivolti alla prevenzione, alla diagnosi
precoce e all'adeguata terapia del diabete e delle sue complicanze. Con la L.R. 22/1999
viene abrogata la precedente L.R. 12 agosto 1989 n. 49 avente per oggetto “Norme
concernenti la prevenzione e la cura del diabete mellito”.
Pregi: la L.R. n. 22/1999 provvede alla definizione di una organizzazione idonea ad assicurare al
paziente con diabete un percorso assistenziale certo e coordinato su tutto il territorio regionale (di
cui alla L.R. 30 settembre 1998 n. 72 avente per oggetto "Norme sulle procedure e gli strumenti
della programmazione sanitaria e sull'organizzazione del servizio sanitario regionale_ ).
Criticità: il documento allegato alla LR .49 (analisi delle dimensioni del problema, il
percorso assistenziale e strumenti di lavoro) non è rinnovato.
Osservazioni: la L.R. n. 22/1999 ribadisce l'importanza della prevenzione e diagnosi
precoce del diabete e del monitoraggio epidemiologico. La D.G.R. 23 febbraio 2004 n. 159
recante norme per l’“Assistenza sanitaria ai soggetti affetti da diabete mellito” completa il
quadro preventivo contemplando l’esenzione per patologia dalla compartecipazione alla
spesa sanitaria dei pazienti con diabete (codice esenzione 013.250) per la fruizione della
prestazione di “Terapia educazionale” e con successiva D.G.R. 26 giugno 2006 n. 465
recante norme per l’”Assistenza sanitaria ai soggetti affetti da diabete mellito” viene
parimenti prevista l’esenzione per patologia dalla compartecipazione alla spesa sanitaria
dei pazienti con diabete per le prestazioni di velocità di conduzione nervosa motoria e
sensitiva e per la determinazione del C-peptide basale.

Documento 6.26
D.G.R. 20 giugno 2000 n.662: “Approvazione linee organizzative dell'attività
diabetologia e percorso assistenziale per il paziente con il diabete”.

Commenti: la Struttura Specialistica di Diabetologia e Malattie Metaboliche ha carattere di
struttura specialistica di II° livello ed effettua indagini e prestazioni clinico-strumentali ai
pazienti con diabete inviati dai M.M.G. che necessitano di una valutazione di metabolica e
clinica. Inoltre la Struttura Specialistica effettuerà un'azione di tipo diagnostico-preventiva
per la ricerca ed il controllo periodico delle eventuali complicanze secondarie nei confronti
di tutti i pazienti con diabete. All’uopo il provvedimento prevede una adeguata dotazione
organica del personale medico e non medico (infermiere, dietista, psicologo, podologo
etc.), di adeguata supporto tecnico-strumentale di laboratorio e deve poter disporre
dell'integrazione di consulenze specialistiche di altre discipline presenti nel Presidio
Ospedaliero, preferibilmente in regime di day-hospital.
Pregi: definisce con precisione le dotazioni e i percorsi diagnostici a cui deve essere
sottoposto il paziente e riconosce, ai fini di una corretta ed ottimale gestione della
patologia diabetica, il ruolo srategico del M.M.G. la cui funzione è importante a livello

preventivo, di diagnosi precoce e nella conduzione della terapia. Il M.M.G. “...(omissis)...
dovrà mantenere un rapporto continuativo di collaborazione con le strutture specialistiche
ai diversi livelli per l'assistenza al paziente con diabete ...(omissis)...”.
Criticità: è ancora prevista la cartella clinica cartacea.
Osservazioni: il documento fornisce con i suoi allegati precise indicazioni
sull'organizzazione delle strutture e la gestione delle cure riconoscendo al M.M.G. un ruolo
attivo e centrale nella gestione del paziente diabetico.

PATENTE
Documento 7.3
D.G.R. 20 maggio 2002 n. 490: “Linee guida per il conseguimento, la revisione o la
conferma delle patenti di categoria A, B, BE e sotto-categorie ai soggetti affetti da
diabete mellito”.

Commenti: deliberazione di recepimento della circolare ministeriale
Pregi: specifica compiti e funzioni dello specialista estendendo la competenza prescrittiva
anche ai servizi di diabetologia pediatrica per il rilascio/rinnovo dei patentini e per il rilascio
della patente ai pazienti in età evolutiva.
Osservazioni: le persone con diabete che presentano patologie coesistenti (che non si
identificano con le complicanze proprie del diabete) tali da compromettere, a giudizio dello
specialista diabetologo, in varia misura la capacità di guida, o che necessitano di
rilascio/rinnovo di patente C,D,CE, DE e sottocategorie, devono prenotare la visita presso
la Commissione Medica Provinciale (con sede presso l’A.S.L. capoluogo) dove verrà
effettuata la valutazione finale per il rilascio/rinnovo, previa esibizione di un certificato
medico redatto dallo specialista diabetologo,non antecedente ai tre mesi rispetto
all’effettuazione della visita presso la Commissione.I Servizi di Diabetologia e Malattie
Metaboliche e di Diabetologia Pediatrica, cui è demandato il compito di rilascio/rinnovo
della patente di guida ai sensi della vigente normativa, dovranno organizzare percorsi
diagnostici per i diabetici, ai sensi della D.G.R. 20 giugno 2000 n. 662, in modo tale da
evitare duplicazione di accertamenti e inutili sovrapposizioni.

PEDIATRIA E TRANSIZIONE
Documento 8.10
D.G.R. 20 giugno 2000 n.662: “Approvazione linee organizzative dell'attività
diabetologia e percorso assistenziale per il paziente con il diabete”.

Commenti: il Piano Sanitario Regionale prevede azioni programmate inerenti la gestione
del diabete in età evolutiva. La deliberazione tratteggia le dimensioni del fenomeno
analizzando gli attori, le azioni per lo sviluppo di un progetto assistenziale per le persone
con diabete.
Pregi: è previsto un percorso integrato che accompagni i ragazzi con diabete in età
pediatrica ed i loro genitori dal pediatra curante ai servizi diabetologici per l’età adulta.
Criticità: manca una descrizione dettagliata della fase di transizione.
Osservazioni: la deliberazione affida compiti e funzioni in modo preciso a tutti gli attori
dell'assistenza diabetologica nella fase di transizione dall’età pediatrica a quella adulta.

Documento 8.11
D.G.R. 13 aprile 2001 n. 390: “Integrazione D.G.R. 20 giugno 2000 n. 662 recante per
oggetto "Approvazione linee organizzative dell'attività diabetologica e percorso
assistenziale per il paziente con il diabete": Percorso assistenziale per il bambino-

adolescente con diabete dal Centro di riferimento per l'età evolutiva al Centro di
Riferimento per adulti”.

Commenti: la delibera, integra la precedente D.G.R. n. 662/2000, precisando il percorso
assistenziale dal Centro di riferimento per l’età evolutiva al. Centro di Riferimento per l’età
adulta della persona con diabete in età evolutiva/adolescenziale.
Pregi: il provvedimento descrive strumenti, metodologie ed obiettivi per favorire questa
delicata fase nella vita del giovane diabetico.
Osservazioni: la finalità del provvedimento conferma la necessità di programmare fin
dall’età pediatrica, di concerto con il paziente, i suoi familiari ed in raccordo con il team
multiprofessionale un processo graduale di “transizione”.

PIEDE
Documento 9,5
D.G.R. 9 dicembre 2003 n. 1304: “Linee guida per la gestione del piede diabetico”.

Commenti: considerando il “piede diabetico” tra le complicanze croniche più invalidanti del
diabete mellito, la Regione Toscana adotta le linee guida proposte dalla Commissione
Regionale che sono parte integrante della delibera come allegato.
Pregi: il provvedimento individua i livelli di intervento, le dotazioni strumentali e le strategie
idonee al singolo livello di intervento e le finalità che l’azione legislativa si propone.
Criticità: la deliberazione provvede a precisare risorse umane, strumentali e di beni per il
funzionamento dei centro di riferimento che dovrebbero essere presenti sul territorio
regionale senza peraltro affrontare l’aspetto economico-finanziario ed il conseguente
impegno di spesa .
Osservazioni: il documento contiene elementi per l’identificazione e la classificazione delle
ulcere diabetiche e sono previsti diversi livelli di intervento terapeutico che rispecchiano le
linee guida medico-scientifiche internazionali e nazionali. Con successiva D.G.R. 23
giugno 2008 n.484 avente per oggetto ”Assistenza sanitaria ai soggetti affetti dal diabete
mellito”, il legislatore regionale toscano estende l'esenzione per patologia (diabetica) alla
compartecipazione alla spesa sanitaria per prestazioni assai rilevanti per la prevenzione e
la cura delle ulcere dei pazienti diabetici rendendo applicabili procedure terapeutiche e
preventive che coinvolgono spesso fasce di popolazione a basso reddito (rx piede in due
proiezioni, couretage unghia e matrice, cheratolisi, RMN piede con MdC, ecocolordoppler
arti inferiori, angio-RMN arti inferiori, Monitoraggio TcPO2 e TcPC02, prelievo
microbiologico-tampone o aspirato, medicazione semplice o avanzata, fasciatura semplice
e bendaggio elastico, elettroterapia antalgica, biopsia cute e sottocute, applicazione e
rimozione gesso stivale, iniezione di anestetico in n. periferico, incisione e drenaggio
ascesso, asportazione lesione fasce tendinee, sutura, desutura).

PRESIDI
Documento 10.11
D.G.R. 4 agosto 2008 n. 647: “Approvazione elenco Ausili Medici previsto dallo
schema di Protocollo d’Intesa di cui alla D.G.R. N 113/2006”.

Commenti: aggiorna il costo per le confezioni delle strisce reattive senza specificare i
singoli prodotti.
Pregi: mantiene un basso valore di rimborsabilità (€ 0,384 per striscia).
Criticità: su questo documento non sono riportati i parametri di rimborsabilità o le quantità

Osservazioni: la D.G.R. testimonia un tentativo di contenimento della spesa farmaceutica
per i presidi ma non è chiaro se il paziente possa integrare l'eventuale differenza di
prezzo.

Documento 10.12
D.G.R. 23 dicembre 2009 n. 6739: “Consiglio Sanitario Regionale - Commissione per
le Attività Diabetologiche – indicazioni del Automonitoraggio glicemico”.

Commenti: le prescrizioni per i presidi sanitari ai pazienti affetti da diabete dalle strutture
specialistiche di diabetologia e malattie metaboliche e/o dagli ambulatori dei Medici di
Medicina Generale debbono essere redatte secondo modelli di comportamento prescrittivi
in accordo con le raccomandazioni allegate.
Pregi: riconosce l'importanza dell'autocontrollo glicemico anche in pazienti in trattamento
con sola dieta o con farmaci non secretagoghi, purchè inseriti in programmi di educazione
terapeutica.
Criticità: non viene affrontato l’aspetto economico-finanziario ed il conseguente impegno di
spesa da porre in bilancio.
Osservazioni: il provvedimento enfatizza l'importanza dell'autocontrollo glicemico che deve
essere sempre inserito all’interno di un percorso educativo del paziente.
L’automonitoraggio glicemico deve servire non solo ad ottimizzare il regime terapeutico
ma deve anche stimolare il paziente a controllare il proprio regime dietetico sulla base di
risultati diretti. Il numero di controlli giornaliero è in genere più elevato all’inizio della
terapia o in occasione delle variazioni terapeutiche e tende a diminuire nel tempo con il
raggiungimento del compenso desiderato e la stabilizzazione dei valori glicemici; è
comunque desiderabile che non sia inferiore a un profilo settimanale su quattro punti con
incrementi dettati da particolari situazioni cliniche.

REGISTRO DIABETE
Documento 11.6
D.G.R. 10 marzo 2004 n. 1344: “Piano Sanitario 2002-2004. Azione programmata
Diabete –Istituzione Registro Diabete. Individuazione gruppo di lavoro”.

Commenti: nell'ambito del P.S.R. 2002-2004 viene nominata la Commissione per
l'Istituzione del Registro del Diabete.
Pregi: il provvedimento riconosce l'importanza del monitoraggio epidemiologico del
diabete.
Criticità: la deliberazione provvede a nominare un gruppo di lavoro ma non l’effettiva
istituzione del Registro.
Osservazioni: la Regione Toscana riconoscendo l'importanza del Registro del Diabete
quale strumento epidemiologico istituisce la Commissione che dovrà provvedere
all'implementazione e alla gestione del sistema informatico.

RICOVERO OSPEDALIERO
Documento 12.1
D.G.R. 19 giugno 2007 n. 447: “Integrazione della D.G.R. 20 giugno 2000 n. 662
recante“Approvazione linee guida organizzative dell'attività diabetologica e
percorso assistenziale per il paziente con diabete durante il ricovero ospedaliero”.

Commenti: integrazione di un precedente documento del 20 giugno 2000 dove
nell'allegato sono normati gli interventi per il paziente diabetico ricoverato sia per il
paziente in età adulta che pediatrica.

Pregi: il provvedimento dichiara esplicitamente che il periodo di ricovero può assumere
una valenza virtuosa per migliorare la cura, l'assistenza diabetologica anche attraverso
l’educazione. Tratta del momento acuto del ricovero del paziente diabetico e di tutti coloro
che scoprono di essere diabetici in occasione di un ricovero. Le linee guida integrate
raccomandano di rapportare la terapia normoglicemizzante, anche nel diabete di tipo 2,
all'orario dei pasti e al regime alimentare. Si raccomandano di eseguire gli interventi
chirurgici e le procedure al mattino presto per limitare le interferenze con la terapia
soprattutto se insulinica e di curare il reinserimento del paziente nel percorso
ambulatoriale dopo l'evento che ha determinato il ricovero stesso.
Criticità: la deliberazione non fornisce alcuna indicazione su schemi di terapia e consiglia
la consulenza specialistica diabetologica pur non strutturando ne organizzando
presupposti per una presenza puntuale ed uniforme dei team specialistici
multiprofessionali in tutte le strutture sanitarie. L’adozione delle linee guida vengono
inseriti tra gli obiettivi di budget delle strutture diabetologiche con l’indicazione dell’utilizzo
di indicatori di processo però non specificati. Infine non viene affrontato l’aspetto
economico-finanziario ed il conseguente impegno di spesa da porre in bilancio in merito
all’adozione delle linee guida prestabilite.
Osservazioni: la delibera fa emergere con tutta la sua forza il problema, reale, del
trattamento del diabete nel paziente ricoverato.

SCUOLA
Documento 13.3
Protocollo del 30 marzo 2009 per la somministrazione dei farmaci a scuola tra
Regione Toscana, Direzione Generale del diritto alla salute e politiche di solidarietà
e Ministero dell'Istruzione – Direzione Generale ufficio scolastico regionale della
Toscana.

Commenti: Il protocollo indica il percorso di somministrazione della terapia insulinica nel
contesto scolastico delle persone con diabete in età evolutiva; vuole essere di supporto ai
dirigenti scolastici ed è il frutto del lavoro congiunto interistituzionale tra la Regione, le
Istituzioni Scolastiche, la diabetologia (in particolare quella pediatrica) e le Associazioni di
volontariato e si pone la finalità di garantire le migliori condizioni di accoglienza e
permanenza dei giovani diabetici in ambito scolastico rispettando le migliori condizioni di
sicurezza possibili.
Pregi: il protocollo precisa che il soccorso di alunni che esigono la somministrazione di
insulina si configura come attività che non richiede il possesso di cognizioni specialistiche
di tipo sanitario né l'esercizio di discrezionalità tecnica da parte dell'adulto che interviene;
contempla anche l’ipotesi dell'auto-somministrazione.
Criticità: richiede una dichiarazione sanitaria rilasciata dallo specialista diabetologo
curante che attesti che la somministrazione deve necessariamente essere eseguita
durante l'orario scolastico. Non sono indicate le procedure in caso di emergenza facendo
un unico riferimento all'invio in Pronto Soccorso qualora tali misure non si rilevassero
efficaci.
Osservazioni: il documento ha il vantaggio di rendere possibile la somministrazione
dell'insulina da parte di personale non medico (personale scolastico) riconoscendo che
non occorre una specifica formazione.

ALTRO
Documento 14.6

D.G.R. 28 dicembre 2009 n.1266: “Recepimento del Manifesto per i diritti della
persona con diabete" e approvazione dell’attività progettuale dell’A.S.L. n. 10
“Firenze”.

Commenti: documento dall’alto valore ideale atto a tutelare i diritti e garantire la migliore
assistenza alle persone con diabete in ogni ambito di vita: lavorativo, scolastico, sociale,
sanitario, sportivo e strumento di integrazione (è stato tradotto in sette lingue straniere),
coinvolgimento e partecipazione dei pazienti medesimi e delle Associazioni di Volontariato
che li rappresentano in una azione comune di prevenzione e promozione della salute.
Pregi: iniziativa nata dal progetto DAWN, maturato in Italia attraverso una collaborazione
istituzionale con l'International Diabetes Federation, Diabete Italia e le maggiori
Associazioni di Volontariato e documento validato da CEFPAS e Cittadinanzattiva.
Criticità: prevede un cronogramma che si esaurisce nella primavera del 2010.
Osservazioni: il progetto “Conoscere il Diabete: campagna di informazione e di
prevenzione”, presentato dall’Azienda Usl n. 10 di Firenze, prevede una serie di iniziative
per garantire una informazione corretta, chiara, puntuale per conoscere e promuovere stili
di vita migliori e più sani.

Documento 14.7
D.G.R. 16 luglio 2008 n. 53:” Piano sanitario regionale 2008 – 2010”.

Commenti: nel P.S.R. si insiste sulla necessità di implementazione dei registri dinamici di
patologia, almeno nel triennio di vigenza di Piano per patologie croniche quali:
l’ipertensione, il diabete mellito, lo scompenso cardiaco, l’insufficienza respiratoria, il
BPCO e l’ictus. Tale obiettivo si persegue facendo crescere nel territorio e tra gli specialisti
del S.S.R. e gli specialisti convenzionati una comune cultura dell’integrazione.
Pregi: indica tra gli obiettivi del Piano la definizione di percorsi (ex D.G.R. 24 ottobre 2005
n.1038), adattati alle singole realtà territoriali.
Criticità: il modello del Chronic Care Model (C.C.M.) appare poco appropriato in termini di
efficacia a pazienti con pluripatologia, quali per esempio i pazienti diabetici, soprattutto
anziani.
Osservazioni: il P.S.R. prevede un successivo atto di Giunta che dovrà provvedere alla
integrazione con i percorsi Ospedale–Territorio e raccomanda l'applicazione soprattutto
per gestione delle patologie croniche di modelli di gestione strutturati.

CONCLUSIONI

La Regione Toscana è la regione con la più prolifica legislazione specifica in materia di
diabete. Molti sono gli argomenti trattati e grande attenzione è posta agli aspetti pratico
organizzativi come l'ampliamento dell'esenzione per patologia dalla compartecipazione
alla spesa sanitaria per prestazioni terapeutiche frequentemente utilizzate nella cura e
nella diagnosi del diabete e delle sue complicanze. Unico esempio virtuoso e
all’avanguardia per il modello proposto, nel panorama italiano, la fattiva collaborazione tra
operatori del S.S.R. ed Associazioni di Volontariato, tramite la formale istituzione e quindi il
riconoscimento di ruolo, della figura del“diabetico guida” che può affiancare lo specialista
diabetologo, supportandolo, nelle attività di gestione e di educazione dei pazienti con
diabete.

Link Sanità Regionale

REGIONE TOSCANA:  http://www.regione.toscana.it/salute/index.html

La Storia

La storia

La Sezione Toscana della SID si costituì nel 1978 come sezione Tosco-Umbra per iniziativa di alcune figure di spicco come il prof. Gragnoli di Siena, il dr. Bechini di Massa, il dr. Bartolomei di Pistoia, il dr. Fazzi di Lucca e soprattutto il prof. Renzo Navalesi di Pisa. Nel 1994 la sezione Toscana contava 39 soci, ma raggiunse il numero di 117 nel 2012, su una popolazione di 3.750.000 abitanti.

La diabetologia in Toscana, nata come derivazione della Medicina Interna, ha mantenuto sempre la caratteristica di specialità internistica, tanto che, col crescere del numero dei pazienti e della sensibilità al problema del diabete, in strutture universitarie come la Clinica Medica II dell’Università di Pisa e di Siena e in reparti di Medicina Interna Ospedalieri, come quelli di Massa, Pistoia, Grosseto, risorse, personale e letti vennero di fatto assegnati alla diabetologia. Peraltro, già da tempo esisteva nella Regione una rete di ambulatori di diabetologia pubblici, i cosiddetti “centri antidiabetici”, per i quali la Sezione della SID divenne centro di aggregazione e di riferimento.

In quegli anni, anche a livello normativo, si definì una realtà diabetologica specifica, e la Toscana, sempre per iniziativa del prof. Navalesi, cui si associarono i Pediatri del Meyer di Firenze, e le Associazioni dei pazienti, rappresentate dal Sig. Benigni dell’AGDAL di Livorno, fu la prima Regione a recepire la Legge nazionale sul diabete, istituendo una rete assistenziale specificamente dedicata, con unità operative complesse di Diabetologia negli ospedali più importanti e con due Centri di riferimento regionale: uno diretto dal prof. Bartolozzi presso l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze per i bambini, e uno diretto dal prof. Navalesi presso la Diabetologia universitaria di Pisa per gli adulti. Vennero allora realizzate a Firenze e a Grosseto U.O. di Diabetologia, cui ne seguirono pochi anni dopo altre a Massa, a Viareggio, a Prato, e ancora più recentemente ad Arezzo e a Livorno.

Nelle Università furono realizzate Cattedre e Insegnamenti di Diabetologia, con Gragnoli e poi Dotta a Siena, Petruzzi e poi Rotella a Firenze, ed il prof. Navalesi a Pisa, dove nacque la Scuola di Specializzazione in Endocrinologia con indirizzo in Diabetologia e Malattie del Ricambio, che ha formato la grande maggioranza dei diabetologi attualmente nei ruoli del SSN in Toscana. La Scuola Diabetologica Pisana, retta dal prof. Navalesi dalla sua costituzione nel 1987 fino al 2001, anno della sua prematura scomparsa, è ora affidata al prof. Del Prato.

Nel 1990 a Pisa si è svolto il Congresso nazionale della SID, con la partecipazione di oltre duemila soci. La Sezione ha organizzato numerosi Convegni regionali su argomenti rilevanti sul piano scientifico, clinico ed ultimamente anche organizzativo, orientandosi verso il Chronic Care Model, modello assistenziale che la Regione ha previsto per il diabete e per altre patologie croniche ad elevata prevalenza.

La Sezione ha promosso, all’interno della Commissione Regionale per le Attività diabetologiche, linee-guida, protocolli, leggi regionali che hanno come oggetto la gestione del diabete e delle sue complicanze, per cui la Toscana ha il numero più alto di leggi e linee-guida regionali sul diabete che consentono percorsi assistenziali dedicati, quali l’estensione dell’esenzione della quota a carico dell’assistito per tutte le prestazioni inerenti la cura del piede diabetico e il riconoscimento della figura del diabetico-guida.

I rapporti con le Associazioni dei pazienti, rappresentate dal Sig. Cocci della FAND Toscana, e con la sezione dell’AMD sono stati sempre ottimi e collaborativi, consentendo Congressi regionali congiunti ed iniziative di promozione come la Giornata nazionale del diabete che ogni anno vedono una ampia partecipazione.

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