Consiglio direttivo

Consiglio direttivo

 

Presidente

 
Nome Cognome: Paolo FORNENGO
Sede lavorativa: SCDU Medicina Interna 3
Indirizzo

AOU Città della Salute e della Scienza- Presidio Molinette - TORINO

Tel: 0116335543
Fax 0116335401
EMail:

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Curriculum Vitae  

 

Presidente eletto

 
Nome Cognome: Fabio BROGLIO
Sede lavorativa: SCDU Endocrinologia, Diabetologia e Mallatie del Metabolismo
Indirizzo Dipartimento Scienze Mediche Università di Torino
Tel: 0119026312
Fax 0116647421
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Consigliere

 
Nome Cognome: Aurora Fiorina GRASSI
Sede lavorativa:

Ospedale Mauriziano - Div. di Endocrinologia

Indirizzo

Largo Turati 62 - TORINO

Tel: 0115082400
Fax

 

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Consigliere

 
Nome Cognome: Jaele BELLONE
Sede lavorativa:

ASL TO 1

Indirizzo

Via San Secondo, 29 TORINO

Tel: 01170953518
Fax

 

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Consigliere

massucco paola  
Nome Cognome: Paola MASSUCCO
Sede lavorativa:

Ospedale S. Luigi Gonzaga – Divisione Diabetologia

Indirizzo

Via Regione Gonzole,  10 - ORBASSANO

Tel: 0119026312
Fax

0119038630

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Tesoriere

 
Nome Cognome: Milena TAGLIABUE
Sede lavorativa:

SCDU Endocrinologia Diabetologia e Malattie del Metabolismo

Indirizzo

AOUD Città della Salute e della Scienza - Presidio Molinette - TORINO

Tel: 0116336101
Fax

0116647421

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Segretario

Elena Gamarra  
Nome Cognome: Elena GAMARRA
Sede lavorativa: AOU Città della Salute e della Scienza di Torino
Indirizzo Corso Bramante, 88, 10126 TORINO
Tel: 0116335543
Fax 0116335401
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Attività

Leggi e documenti regionali

Leggi

Commenti: nella L.R. n. 34/2000 la Regione Piemonte istituisce la Commissione diabetologica
Regionale al fine di “...(omissis)... verificare in tutto il territorio regionale il rispetto dei
principi e delle disposizioni normative vigenti, nonchè per garantire interventi omogenei e
qualificati e per il coordinamento delle attività per la prevenzione e cura del diabete mellito
...(omissis)...”.Con il presente atto vengono nominati i componenti senza stabilire i criteri di
scelta. La Commissione è periodicamente rinominata (in merito si ricordano D.G.R. del 23
marzo 2009 n.15/11064: Rinnovo Commissione diabetologica regionale di cui alla legge
regionale 7 aprile 2000 n. 34, inerente "Nuove norme per l'attuazione dell'assistenza
diabetologica").
Pregi: il provvedimento determinata la durata del mandato della Commissione e la
composizione, sono presenti i M.M.G., gli specialisti, gli universitari e i pediatri e dal 2009,
anche i rappresentanti delle Associazioni di volontariato.
Criticità: nel mandato di nomina non sono esplicitati i criteri di scelta dei componenti.
Osservazioni: la Commissione Regionale è un organismo di tutela per le persone affette
da diabete mellito, le quali possono segnalare inadempienze od omissioni nei loro
confronti per fatti che ledano i diritti riconosciuti dai principi costituzionali e dalle vigenti
disposizioni di legge nazionali e regionali in materia. La Commissione opera elaborando
protocolli diagnostici terapeutici e linee guida per l’organizzazione della rete assistenziale
sul diabete, vigilando sullo stato di attuazione delle normative e promuovendo iniziative di
aggiornamento professionale del personale sanitario.

GESTIONE INTEGRATA
Documento 4.11
DD 30 aprile 2008 n. 176: “Piano Nazionale della Prevenzione 2005-
2007:Prevenzione
dellecomplicanze
del
Diabete
tipo
2.
Approvazione
documentazione attuativa del progetto”.

Commenti: Determina Dirigenziale Assessorato alla Sanità che approva i documenti costituenti
la base per l'implementazione del progetto prevenzione delle complicanze del diabete di tipo 2
che sono singolarmente classificati in 4 documenti distinti ed allegati:1) Livelli Essenziali di
Assistenza diabetologica che le AA.SS.LL. della Regione Piemonte devono erogare a tutti i
soggetti con diabete; 2) Linee Guida di riferimento per la realizzazione delle attività
diabetologiche nell’ambito della gestione integrata; 3) indicatori per la valutazione delle attività
diabetologiche svolte nell’ambito della Gestione Integrata; 4) modello di Gestione Integrata del
diabete di tipo 2.
Pregi: gli allegati forniscono tutti gli elementi utili allo svolgimento dell'intero processo con
individuazione dei presupposti scientifici a sostegno della medicina basata sull’evidenza di prove
di efficacia.
Criticità: almeno per la fase di avvio, vengono adottati strumenti non informatizzati, costituiti da
una scheda di segnalazione per il Servizio Diabetologico delle attività svolte dal M.M.G. e un
referto strutturato per il M.M.G. sulle attività svolte dal Servizio Diabetologico.
Osservazioni: per valutare le attività diabetologiche nell’ambito del progetto di Gestione
Integrata del diabete tipo 2, in Regione Piemonte viene adottata una serie di indicatori di
processo e di risultato intermedi rispetto ai quali saranno misurate le performance
dell’assistenza diabetologica di ciascuna A.S.L.. Per la valutazione delle attività relative alla
nefropatia e alla retinopatia diabetica vengono adottate le indicazioni fornite dal Diabetes Quality
Improvement Project. Il corretto funzionamento di questo modello organizzativo presuppone
una sinergia d’ intenti ed obiettivi, dove è auspicabile che i M.M.G. e gli operatori dei Servizi di
Diabetologia si incontrino, stabiliscano obiettivi comuni, scambino reciproche esperienze e si
impegnino ad una cooperazione coordinata e sinergica. A tale scopo i Direttori Generali delle
AA.SS.LL. istituiscono all’interno di ciascuna Azienda un Comitato Diabetologico costituito da
rappresentanti di tutti gli operatori coinvolti (Responsabili dei Servizi di Diabetologia, Medici di
Medicina Generale, Responsabili dei Distretti Sanitari). Il Comitato ha il compito di tradurre a
livello locale il protocollo di Gestione Integrata, predisponendo e aggiornando un Piano della
Qualità dell’assistenza diabetologica sulla base di un modello standard. Il Piano della Qualità
deve tener conto anche degli altri elementi previsti dal Piano Nazionale di Prevenzione, fra i
quali i livelli essenziali di assistenza diabetologica, le Linee Guida sanitarie di riferimento e gli
indicatori per la valutazione delle attività. Con la D.G.R. n. 40-9920/2008 avente per oggetto
Accordo della Medicina Generale sulla gestione integrata del diabete. Riparto e assegnazione
delle somme spettanti alle AA.SS.LL pari ad ¬ 5.800.000,00 vengono distribuiti i primi fondi
relativi all'accordo con i M.M.G. .

Documento 4.12
D.G.R. 4 agosto 2009 n. 36/11958: Rete informatica per la gestione integrata del diabete.
Affidamento, ex art. 23 L.R. n. 18/2007, all'A.S.L. del Verbano Cusio Ossola (VCO),
dell'attività di coordinamento sovrazonale .

Commenti: la delibera assegna all'A.S.L. V.C.O. la funzione di coordinamento sovrazonale con
riferimento a tutte le AA.SS.LL. regionali utilizzando uno strumento informatico unico.
Pregi: l'ASL V.C.O. ha adottato una procedure informatizzata con i requisiti richiesti per essere
collegata alle altre reti regionali; il provvedimento opera affinché tale soluzione sia estesa a tutte
le AA.SS.LL. della Regione.
Criticità: la presenza di più sistemi informatici regionali (Archivio Unico Regionale Assistiti;
Registro Regionale Diabetici, programma Sistema Integrato Regionale di Sanità Elettronica,
progetto Fascicolo Sanitario Elettronico) crea alcune difficoltà di interconnessione in un progetto
di rete coordinato.
Osservazioni: il sistema dovrebbe permettere di assegnare ad ogni medico il punteggio L.A.P.
(Livelli Appropriati di Performance) raggiunto ogni anno.

Documento 4.13
D.D. 19 marzo 2009 n. 979: “Approvazione del Protocollo operativo per la Gestione
Integrata del diabete mellito tipo 2 dell’adulto in Piemonte, in attuazione
dell’accordo regionale di cui alla D.G.R. 19 marzo 2009 n. 40”.

Commenti: determina che approva il protocollo protocollo operativo per la Gestione Integrata del
diabete mellito tipo 2 dell_ adulto nella Regione Piemonte e sostituisce il precedente (approvato
con D.G.R. n. 40/9920 Approvazione dell’ accordo regionale dei Medici di Medicina Generale
per la Gestione Integrata del diabete mellito tipo 2 ).
Pregi: condivide con i servizi di diabetologia l opportunità di inserire il paziente nel programma
di Gestione Integrata quando il diabete è già noto e dirotta al servizio diabetologico tutti i
pazienti di prima diagnosi.
Criticità: viene confermata la validità triennale del protocollo così come già sancito dalla
precedente D.G.R. n. 40/9920.
Osservazioni: il provvedimento tutela i pazienti diabetici di nuova insorgenza a cui deve essere
richiesta ed effettuata una visita diabetologica specialistica e permette ai M.M.G. ed ai medici
diabetologi di concordare quali pazienti possono essere gestiti in regime di Gestione Integrata.

MICROINFUSORI
Documento 5.5
Nota regionale del 25 gennaio 2001 n. 1485/29: Fornitura di microinfusori per insulina e
relativo materiale d'uso.

Commenti: nella Regione Piemonte la fornitura di microinfusori per insulina alle persone
affette da diabete mellito è stata regolamentata già con direttiva n. 19156/132/B del 6
agosto 1981 ove si definiva che “...(omissis)... l’idoneità del paziente all’uso
dell’apparecchio deve essere attentamente valutata e che pertanto la richiesta deve
essere sempre corredata da ampia e esauriente documentazione clinica rilasciata da un
Centro antidiabetico che abbia sottoposto il paziente ad un periodo di trattamento di
almeno un mese per obiettivare il miglior compenso metabolico e per sincerarsi sull’
accettazione continuativa dell’apparecchio ...(omissis)...”.
Pregi: con largo anticipo sui tempi la Regione Piemonte ha disciplinato la fornitura di questi
presidi precorrendo la legge n. 115/1987.
Criticità: le spese di gestione del materiale sono a carico delle singole AA.SS.LL. di residenza
dei pazienti e non dal Centro prescrittore.
Osservazioni: i microinfusori sono forniti in comodato d'uso ai pazienti con diabete di tipo 1 e
l'erogazione del materiale di consumo rimane a carico di ogni singola AA.SS.LL. di residenza
del paziente. La fornitura è subordinata ad una valutazione e scelta clinica e non solo sulla
volontà del paziente dove deve essere oggetto di una relazione che documenti sia il beneficio
clinico ottenuto con miglioramento del controllo metabolico che il grado di autogestione.

ORGANIZZAZIONE
Documento 6.18
L.R. 7 aprile 2000 n. 34:
diabetologica”.

Commenti: questa legge regionale integra e completa la L.R. 10 luglio 1989 n. 40 in attuazione
della legge n. 115/1987 avente per oggetto. Predisposizione della rete dei servizi per la
prevenzione e la cura del diabete mellito, dove vengono definiti gli standard operativi ed
organizzativi della rete assistenziale regionale.

“Nuove norme per l'attuazione dell'assistenza

Pregi: istituisce presso ogni singola A.S.L. una Unità Operativa specialistica di Malattie
Metaboliche e Diabetologia collocata in Ospedale e con valenza dipartimentale (Unità Operativa
Semplice). Nelle AA.SS.LL. con più Presidi Ospedalieri viene istituita un’ unica Unità Operativa
a valenza dipartimentale. Tali Unita Opertive Semplici assorbono anche l assitenza a livello
territoriale.
Criticità: la dotazione organica è calcolata sul bacino d'utenza ma non sono specificati i criteri di
valutazione del rapporto tra popolazione e numero di operatori sanitari.
Osservazioni: la leggere regionale n. 34/2000 emancipa le vecchie unità operative non autonome
specialistiche previste dalla legge regionale n.40/1989 in Unità Operative Semplici di
primo livello dotate di personale dedicato.

Documento 6.19
D.G.R. 22 marzo 2010 n. 61/13646: Percorsi assistenziali appropriati per i pazienti affetti
da diabete mellito e da patologia con eziologia reumatologica ed aggiornamento nomenclatore
tariffario regionale delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale.

Commenti: il P.S.R. 2007-2010 prevede che siano sviluppate azioni positive per la crescita
complessiva del sistema. In questo contesto sono stati individuati percorsi diagnostico-
terapeutici per pazienti affetti da diabete; l'atto deliberativo prevede anche una
rivalutazione di alcune voci del Nomenclatore Tariffario Regionale vigente.
Pregi: la sperimentazione di tale percorso riguarda i pazienti diabetici nel suo complesso,
senza distinzione per la tipologia nosografica, mirando alla riqualificazione dell’assistenza
specialistica diabetologica erogata a livello regionale attraverso un processo atto a
migliorare l’appropriatezza delle prestazioni ambulatoriali, con riduzione dei ricoveri
ospedalieri impropri.
Criticità: tale riorganizzazione si concentra soprattutto sugli aspetti amministrativi e di una
valorizzazione economica della prestazioni sanitarie di assistenza diabetologica erogate in
regime ambulatoriale preoccupandosi del relativo riconoscimento nel Nomenclatore Tariffario
Regionale. Si rileva come le prestazioni di esami strumentali, di laboratorio o ambulatoriali che
ancora ora sono gravate dalla compartecipazione alla spesa sanitaria come la consulenza
dietologica non sono ancora inserite nel Nomenclatore Tariffario Regionale.
Osservazioni: il percorso delineato dalla deliberazione in esame individua, sulla base degli
Standard minimi assistenziali diabetologici nazionali ed internazionali, le attività che devono
essere realizzate per assicurare a tutte le persone con diabete, o a rischio di sviluppare la malattia
diabetica, la valutazione specialistica in ciascuna A.S.L. della Regione Piemonte. Il percorso
diagnostico terapeutico assistenziale descritto prevede l'invio del paziente in appositi Centri di
accoglienza, di indirizzo e supporto al percorso diagnostico/terapeutico assistenziale del diabete
mellito (CA PDTA DM) che provvederanno a tutti i bisogni assistenziali del paziente diabetico.

Documento 6.20
D.G.R. 18 settembre 2003 n. 14-10073 “Linee guida per la gestione dell’accesso alle
prestazioni di ricovero elettivo e alle prestazioni specialistiche ambulatoriali della
Regione Piemonte”.

Commenti: il tema “liste d’attesa” è uno degli aspetti più critici messi in evidenza dall'ultimo
PSR in quanto rappresenta uno dei parametri sentinella della capacità di risposta ai
bisogni di salute della popolazione. La Regione Piemonte ha avviato con questo
provvedimento un percorso organizzativo per graduare l’accesso alle prestazioni
ambulatoriali sulla base di una preventiva valutazione di priorità clinica.

Pregi: il decreto stabilisce precisi livelli di intervento utilizzabili come strumento per
affermare il carattere di equità nel trattamento sanitario e garantire all’utente l’accesso al
servizio sanitario in base alla rilevanza clinica.
Criticità: rischio di ulteriore burocratizzazione nel rapporto tra MMG e specialisti.
Conclusioni: la D.G.R definisce come “prima visita o primo accertamento diagnostico” ogni
prestazione specialistica richiesta per un evento di nuova insorgenza nella storia
anamnestica del paziente anche quando inerente ad una patologia già nota. La definizione
di prima visita o primo accertamento diagnostico deve essere fatta dal medico prescrittore
e nel caso di “ pazienti con patologia già nota” sono da considerarsi prima visita solo
quelle effettuate nei casi in cui si presenti una fase di riacutizzazione. In tutti gli altri casi si
parla di visite o di altra prestazioni successive alla prima. Per le urgenze è definito un
grading (3 classi) che richiedono la risposta specialistica in tempi definiti (2,15 e 30 giorni
rispettivamente).

PATENTE
Documento 7.2
Linee guida per l’accertamento e la valutazione della capacità alla guida di soggetti affetti
da diabete per il conseguimento, la revisione o la conferma delle patenti di categoria A, B,
C, E del 4 maggio 2006.

Osservazioni: il documento prende atto della circolare ministeriale.

PEDIATRIA
Documento 8.7
Documento preparatorio (per Deliberazione di Giunta Regionale) del 1 marzo 2010 n.
21-13415: “Linee guida per l'organizzazione e la conduzione di soggiorni educativo
terapeutici (campi scuola) per bambini ed adolescenti affetti da diabete”.

Commenti: la Commissione Regionale per il diabete ha ritenuto essenziale definire le linee guida
per l'organizzazione dei campi scuola e conseguentemente la Regione Piemonte ha fatto sue tali
osservazioni riportate nel documento preparatorio.
Pregi: individua le fasce di età e per ognuna di esse propone un modello organizzativo
specificando gli obiettivi sociali e psico-pedagogici dell'esperienza formativa. Sancisce che la
partecipazione ai campi è un diritto del bambino e dell'adolescente diabetico e limita l'accesso
a due esperienze per ciascun paziente. I partecipanti possono accedere ai campi su segnalazione
del Servizio di Pediatria presso cui sono seguiti ma l'accettazione delle richieste è affidata al
Responsabile del campo.
Criticità: si tratta di una bozza non ancora approvata dalla Giunta Regionale
Osservazioni: documento molto articolato che mette in evidenza il valore educativo del campo
scuola, si preoccupa di tutelare la sicurezza degli ospiti e fornisce la copertura finanziaria al
progetto.

PIEDE
Documento 9.3
D.G.R. 4 ottobre 2004 n. 48/13557: “Piano terapeutico per il trattamento locale delle
ulcere”.

Commenti: delibera di approvazione dell'elenco del materiale di medicazione per le ulcere
periferiche comprese le lesioni diabetiche. Il documento è stato recentemente aggiornato con la
D.G.R. 4 giugno 2009 n. 22/11426 (Aggiornamento elenco materiale di medicazione avanzata.
Revoca della D.G.R. n. 48/13557) e con successiva D.G.R. 22 giugno 2009 n. 21/11426

(Aggiornamento elenco materiale di medicazione avanzata. Revoca della D.G.R. 4 ottobre 2004
n. 48/13557: integrazione nota prot. 20825/DB2007 del 04 giugno 2009), dove la Regione ha
provveduto ad aggiornare l'elenco del materiale di medicazione e cambiare, nella forma ma non
nella sostanza, la scheda del Piano Terapeutico. La nuova delibera utilizza la classificazione
nazionale dispositivi medici (C.N.D.).
Pregi: il provvedimento prevede la compilazione di un piano terapeutico che consenta al paziente
di usufruire gratuitamente di tutti i presidi per medicazioni. Le medicazioni sono tipizzate in
semplici ed avanzate. La prescrizione per le medicazioni semplici avviene direttamente su
ricettario regionale da parte del M.M.G. senza piano terapeutico mentre le medicazioni avanzate
sono prescritte dallo specialista su un apposito piano terapeutico. Il piano terapeutico contiene
(nella prima parte) semplici informazioni relative al medico prescrittore, al soggetto utilizzatore
(paziente) e al tipo e caratteristiche dell'ulcera; queste informazioni potranno essere utilizzate per
una analisi epidemiologica e di efficacia/appropriatezza. La seconda parte del piano terapeutico
riproduce la classificazione C.N.D. limitando l’utilizzo alle categorie di prodotti vagliati da una
apposita commissione regionale.
Criticità: l'iter prescrittivo rimane comunque articolato e complesso (tramite autorizzazione della
A.S.L. e preventivo del farmacista) e particolarmente penalizzante per il paziente con lesioni
diabetiche che possono essere soggette a frequenti variazioni prescrittive. Non sono ben definiti i
criteri per identificare i prescrittori e la prescrizione è prevista ancora su modulo cartaceo.
Osservazioni: il provvedimento consente ai pazienti diabetici di usufruire del materiale di
medicazione senza aggravio di spese. La presenza di una scheda di raccolta dati (il piano
terapeutico) dovrebbe permettere un puntuale monitoraggio del consumo dei materiali e
provvedere ad utili informazioni sugli schemi terapeutici. Nel provvedimento sono altresì
indicate le linee guida internazionali di riferimento. La Regione Piemonte è l'unica realtà
regionale italiana che prevede la gratuità delle medicazioni sin dall’anno 2000. L'elenco del
materiale di medicazione è stato recentemente aggiornato con la D.G.R. del 16 marzo 2010 n.
172 avente ad oggetto. Elenco regionale del materiale di medicazione. Aggiornamento.

PRESIDI
Documento 10.7
Nota Regionale del 31 marzo 2006 n. 4631/29: “Indicazioni attuative della D.G.R. 28
novembre 2005 n. 123/1675 sull’erogazione a carico del SSR dei presidi diagnostici
e terapeutici”.

Commenti: nota regionale ad integrazione della D.G.R. 28 novembre 2005 n. 123/1675 avente ad
Oggetto. Erogazione dei presidi diagnostici e terapeutici per i cittadini diabetici ed interventi per
la qualificazione della spesa relativa . La nota stabilisce i modelli ed i criteri per la compilazione
del piano di autodeterminazione glicemica (P.A.G.) indicando precisi requisiti che devono essere
vagliati dai medici diabetologi o dai M.M.G. . Rimane il prezzo unico regionale.
Pregi: viene eliminato l'obbligo di autorizzazione preventiva dell’ A.S.L. sulle ricette contenenti
la prescrizione di strisce reattive per glucometri. Il Piano di Autodeterminazione Glicemico
(P.A.G.) può essere redatto dallo specialista o dal medico di medicina generale e ha validità
variabile da un mese ad un massimo di un anno. Hanno validità solo i P.A.G. redatti in formato
elettronico; è previsto un monitoraggio delle prescrizioni; le indicazioni regionali definiscono un
prezzo unitaro di rimborso per le strisce reattive indipendentemente dalla tipologia (0,65
centesimi di euro).
Criticità: i P.A.G. vengono redatti dai M.M.G. che potranno (in forma residuale) mantenere
ancora il formato cartaceo; ciò comporterà un ritardo nell'aggiornamento dei registri e un
mancato aggiornamento in tempo reale della spesa sostenuta.
Osservazioni: hanno diritto alla somministrazione i pazienti diabetici iscritti al registro regionale
(R.R.D.) ed in possesso della tessera regionale di patologia "diabete" con codice di esenzione.

La nota regionale descrive dettagliatamente le modalità di prescrizione e fa proprie le
raccomandazioni espresse dalla Commissione Diabetologica Regionale. La spesa per le strisce
reattive rappresenta la maggior parte della spesa sanitaria; il testo dichiara che le strisce reattive
rappresentano l'80-85% della spesa sanitaria regionale con oltre 2,5 milioni di euro al mese. Una
succesiva nota regionale (n° 4631/29 del 31 marzo 2006 avente per oggetto. Indicazioni
attuative della D.G.R. 28 novembre 2005 n. 123/1675 sull_ erogazione a carico del S.S.R. dei
presidi diagnostici e terapeutici ) integra ulteriormente le precedenti discipline regionali in
materia, precisando che ...(omissis)... gli strumenti per il controllo domiciliare della glicemia ...
(omissis)... sono forniti in comodato d'uso ...(omissis)... esclusivamente dalle ASR e non è
consentito ad altri sostituirsi alle ASR in tali attività ...(omissis)... . Il documento riconosce
infine l'aggravio del carico di lavoro amministrativo svolto dai Servizi di diabetologia e dai
Servizi farmaceutici.

REGISTRO
Documento 11.5
L.R. 10 luglio 1989 n. 40: _ Predisposizione della rete dei servizi per la prevenzione e la cura
del diabete mellito nella Regione Piemonte in attuazione della legge 16 marzo 1987 n. 115_ .

Commenti: legge regionale in attuazione della legge 16 marzo 1987 n. 115 del D.M. 7/1/88 n. 23
in base ai quali, è stato istituito tra gli altri, un registro delle persone con diabete e correlato
all’emissione della tessera per i cittadini diabetici; operativo dalla data di entrata in vigore della
legge regionale è attualmente gestito con procedura completamente informatizzata derivante dal
collegamento on linee di tutti i servizi di Diabetologia del territorio regionale.
Pregi: è compito istituzionale per tali servizi effettuare l_ immissione dei dati anagrafici e clinici
informativi. I pazienti sono motivati alla registrazione, perché la tessera rappresenta attestazione
di patologia ufficiale per ottenere l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria ed il
documento necessario per ottenere gratuitamente la fornitura dei presidi diagnostici - terapeutici.
Osservazioni: si precisa che la L.R. n,. 40/1989 è stata successivamente e sostanzialmente
confermata dalla L.R. 7 aprile 2000, n. 34 avente per oggetto. Nuove norme per l'attuazione
dell'assistenza diabetologica .

CONCLUSIONI

La produzione normativa della Regione Piemonte risulta molto feconda e attenta al
problema diabete, con una legislazione variegata ricca di contenuti sottesi alla disamina
del problema diabete nel suo complesso. Puntuale, in alcuni settori è all'avanguardia
rispetto al resto d'Italia, ed in particolare per la Gestione Integrata, la prescrivibilità delle
medicazioni per le ulcere diabetiche e per l’istituzione, fin dal 1989, del registro di
patologia. Recentemente è stato approvato un aggiornamento del Nomenclatore Tariffario
Regionale che prevede l'ampliamento e la ridefinizione delle prestazioni erogabili in
regime ambulatoriale da parte dei Centri di Diabetologia. Quest'ultimo atto, pur
riconoscendo l'importanza del primo accesso e dell'accoglienza del paziente diabetico
presso le strutture sanitarie specialistiche, non colma le difficoltà circa la prescrizione di
elementi essenziali alla diagnosi e terapia del diabete (alcune prestazioni rimangono
comunque escluse) a differenza di altre regioni.

VALLE D'AOSTA

PRESIDI
Documento 10.15
D.G.R. 22 maggio 2005 n. 1237: Approvazione delle disposizioni all’Azienda Sanitaria
della Valle d’ Aosta per l’erogazione agli assistiti affetti da diabete mellito di presidi
diagnostici e terapeutici non previsti nel D.M. 8 febbraio 1982. Revoca delle deliberazioni
della Giunta Regionale 10 febbraio 1989 n. 1381 e 29 settembre 1989 n. 8916 .

Commenti: il provvedimento riguarda i microinfusori, le strisce reattive, gli apparecchi per il
monitoraggio continuo della glicemia e i dispositivi per la somministrazione dell'insulina.
Pregi: viene previsto l'uso dei presidi anche presso strutture distrettuali in particolare per
pazienti non residenti come i turisti e non sono previsti tetti massimi di consumo.
Criticità: si fa riferimento a generici registri di dati.
Osservazioni: la delibera regionale individua le procedure per la concessione in comodato
d'uso dei microinfusori ma non regolamenta la quantità del materiale di consumo.

Documento 10.16
L.R. 20 giugno 2006 n. 13: “Approvazione del Piano Regionale per la salute ed il
benessere sociale 2006/2008”.

Commenti: la Regione Valle d'Aosta riconosce il diabete come una delle aree prioritarie
identificate del Piano Socio-Sanitario.
Pregi: si propone di ampliare gli sforzi per uno screening diffuso della patologia diabetica.
Osservazioni: nel grande contenitore del P.S.R. il diabete rappresenta una delle linee di
investimento soprattutto per quanto riguarda lo screening preventivo.

CONCLUSIONI

La Regione Valle d’Aosta nonostante i finanziamenti statali, una popolazione
relativamente esigua ed una organizzazione ideale in quanto facente capo ad un’unica
A.S.L. su tutto il territorio regionale risulta poco attenta al problema diabete con una
legislazione specifica scarna. L'ultimo P.S.R. recupera il tempo perduto riconoscendo al
diabete una posizione centrale nei programmi di prevenzione, ma non sono presenti
provvedimento attuativi con elementi organizzativi e gestionali per l’aggiornamento della
rete assistenziale.

Link Sanità Regionale

REGIONE VALLE D'AOSTA:  http://www.regione.vda.it/sanita/default_i.asp

Documenti

 

La Storia

La storia

La sezione Piemonte-Valle d’Aosta della SID è stata istituita a Torino il 20 giugno 1975 da 28 soci fondatori, molti dei quali appartengono alla storia della Diabetologia italiana. Fra questi erano presenti due futuri presidenti della SID nazionale (il professor Molinatti e il prof. Pagano) ed inoltre il prof. Bruni, il prof. Camanni, il prof. Vitelli e molti altri illustri diabetologi. Il primo Consiglio Direttivo, presieduto dal prof. Gambigliani Zoccoli era costituito dal prof. Battistini, dal dott. Carta, dal prof. Molinatti e dal prof. Vitelli, quest’ultimo con incarico di segretario-tesoriere. Come Presidenti della Sezione si sono succeduti dopo il prof. Gambigliani Zoccoli, il prof. Molinatti, il prof. Pagano, il prof. Camanni, il prof. Cavallo Perin, il prof. Fonzo, il prof. Porta, la prof.ssa Pisu, il dott. Ghia, la prof. ssa Trovati, il dott. Sivieri, il prof. Cerutti, il dott. Alberto Bruno, il dott. Gentile, la prof. ssa Graziella Bruno, fino all’attuale Presidente dott. Quadri.Tre presidenti SID Nazionali (Molinatti, Pagano, Cavallo Perin) sono stati membri della sezione Piemonte-Valle d’Aosta.

La Sezione interregionale è progressivamente cresciuta nel numero degli iscritti che da 70 nel 1994 sono aumentati a 180 nel 2012 su una popolazione di 4.500.000 abitanti.

Nei suoi quasi 40 anni di vita la sezione Piemonte-Valle d’Aosta ha agito in tre ambiti principali:

1) Formazione e aggiornamento (non solo a favore dei Diabetologi, ma anche dei Medici di Famiglia e degli Infermieri operanti in campo diabetologico); 2) Stimolo ed aiuto all’attività di ricerca, soprattutto per i giovani; 3) Rapporti con le istituzioni per garantire la migliore qualità dell’assistenza diabetologica.

Queste attività hanno avuto visibilità nel corso dei Convegni Scientifici annuali che si sono svolti quasi sempre a Torino,ma anche a Novara, Asti e Vercelli. L’attività formativa è stata esplicata anche in varie riunioni scientifiche, fra cui si possono ricordare: le Giornate Diabetologiche di Saint Vincent negli anni Settanta e Ottanta, le riunioni scientifiche monotematiche biennali nel decennio 1990-2000; i Congressi interregionali in collaborazione con le sezioni Lombardia e Liguria; gli incontri annuali sul piede diabetico organizzati dal dott. A. Bruno; gli incontri “Esperienze in Diabetologia e Metabolismo” organizzati dalla prof. Trovati. A questi eventi hanno partecipato vari relatori provenienti da istituti stranieri (quali G.F. Bottazzo, J. Fuller, T. Ledet, H. Schmid-Schoenbein, H. Yki-Jarvinen, G. Viberti, E.M. Kohner, G. Tchobroutsky, H. Keen, J. Koebberling, D. Pyke, M. Lorenzi, J. Yudkin), accanto ai più autorevolii diabetologi italiani.

La promozione dell’attività di ricerca è stata sempre sostenuta nei congressi annuali, incoraggiando la presentazione di contributi da parte dei giovani colleghi anche con l’attribuzione di un premio SID Piemonte-Valle d’Aosta alle migliori comunicazioni. Più recentemente i premi sono stati assegnati agli autori di Tesi di Laurea o di Specializzazione di argomento diabetologico e con i fondi della Sezione sono state finanziate anche borse di studio per giovani ricercatori. Inoltre sono stati istituiti alcuni gruppi di studio su vari argomenti epidemiologici e clinici che hanno prodotto rilevanti risultati pubblicati su importanti riviste internazionali: fra questi merita ricordare il Gruppo di Studio Piemontese per la Neuropatia Diabetica, coordinato da Roberto Sivieri e Massimo Veglio, e il Gruppo di Studio Piemontese per l’Epidemiologia del Diabete, coordinato da Graziella Bruno.

La vivacità scientifica della SID Piemonte-Valle d’Aosta è dimostrata dal fatto che 58 dei 178 membri della Sezione risultavano coautori di lavori citati da Pubmed tra gennaio 2011 e giugno 2012.

Molti esponenti della sezione SID Piemonte-Valle d’Aosta si sono confrontati con le autorità politiche regionali, con le associazioni di pazienti e con altre figure istituzionali, partecipando alla Commissione Diabete dell’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte e occupandosi in particolare dell’applicazione della Legge 115, delle normative sulla prescrizione dei presidi per l’automonitoraggio, dei costi dell’assistenza, della gestione integrata con i Medici di Medicina Generale.

Un ricordo affettuoso e riconoscente è dovuto a quei membri dei direttivi regionali che hanno contribuito alla crescita della nostra Sezione con grande passione e competenza e che ci hanno prematuramente lasciati: in particolare, i Presidenti Roberto Sivieri e Viviano Ghia e il Segretario Giovanni Anfossi.

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