Consiglio direttivo

Consiglio direttivo

 

Presidente

 
Nome Cognome: Giuseppe Lepore
Sede lavorativa: USC Malattie Endocrine e Diabetologia - A.O. Papa Giovanni XXIII Bergamo
Indirizzo Piazza OMS, 1 - 24127 Bergamo
Tel: 035 2673392
Fax  
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Presidente eletto

 
Nome Cognome: Elisabetta Lovati
Sede lavorativa: Clinica Medica I, Ambulatorio di Endocrinologia e Diabetologia , Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo
Indirizzo Viale Golgi, 19 - 27100 Pavia
Tel: 0382502566 - 0382502578
Fax 0382501815
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Consigliere

 
Nome Cognome: Giancarla Meregalli
Sede lavorativa: UOC  Malattie Endocrine e Centro Regionale per il Diabete Mellito, ASST Bergamo Ovest
Indirizzo P.le Ospedale 1 - 24047 Treviglio (BG)
Tel: 0363424385
Fax 0363424447
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Consigliere

 
Nome Cognome: Lorenzo Piemonti
Sede lavorativa: Deputy Director
Diabetes Research Institute (DRI)
IRCCS San Raffaele Scientific Institute
Indirizzo Via Olgettina 60 20132 Milano
Tel: 0226432706 – 0226433960
Fax 09613647192
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Consigliere

 
Nome Cognome: Veronica Resi
Sede lavorativa: Servizio di Diabete e Malattie Metaboliche
Fondazione Ca’ Granda IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico Di Milano
Indirizzo Via F. Sforza 35-20122 Milano
Tel: 0255033332
Fax  
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Tesoriere

 
Nome Cognome: Federico Bertuzzi
Sede lavorativa: SSD Diabetologia,  ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
Indirizzo Piazza Ospedale Maggiore, 3 – 20162 Milano   (MI)
Tel: 0264442464
Fax  
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Segretario

 
Nome Cognome: Cristiana Scaranna
Sede lavorativa: USC Malattie Endocrine-Diabetologia ASST Papa Giovanni XXIII
Indirizzo Piazza OMS 1 – 24127 Bergamo 
Tel: 0352673392
Fax 0352674961
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Past Presidente

 
Nome Cognome: Gianluca Perseghin
Sede lavorativa: Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute Università degli Studi di Milano
& Medicina Metabolica, Policlinico di Monza
Indirizzo via Amati 111, 20900 Monza MB
Tel: 039 2810430
Fax  
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Curriculum Vitae  

 

 

 

Attività

Attività 2011

Tipologia Caratteristiche organizzative Data
Tipo Argomenti trattati In associazione con: Partecipanti
 
         
         

Riepilogo Attività 2010

Tipologia Caratteristiche organizzative Data
Tipo Argomenti trattati In associazione con: Partecipanti
 
 

Convegno Regionale

I Convegno regionale interassociativo
AMD-SID

AMD
Plurisponsor

 

22-23 Ottobre 2010

Congresso Regionale

Malattie cardiovascolari, dislipidemia e diabete

AMD
SID
SISA
Plurisponsor

 

13 Marzo 2010

Congresso Regionale

IX Convegno nazionale
Diabete-Obesità

AMD
SIE
ANDID
SIO
SIMG
OSDI
Plurisponsor

 

01Aprile
2010

Congresso Regionale

Diabete, sistema cardiovascolare e altro

Plurisponsor

 

06 Maggio
2010

Congresso Regionale

Workshop AMD-SID Lombardia

AMD
Monosponsor

 

17-18
Settembre
2010

Congresso Regionale

Diabete e gravidanza: nuovi criteri diagnostici, innovazioni terapeutiche e follow-up

Plurisponsor

 

09 Ottobre
2010

Congresso Regionale

Le nuove tecnologie nella gestione del diabete in gravidanza

AMD
Monosponsor

 

15-16
Ottobre
2010

Congresso

Giornate diabetologiche del nord Italia. Le terapie del diabete mellito: il futuro presente, il futuro che verrà

SID
Plurisponsor

 

3-4
Dicembre
2010

Congresso Regionale

Le nuove tecnologie nella gestione del diabete in gravidanza

AMD
SLOG
Plurisponsor

 

10 Dicembre
2010

Borse di studio

Per follow-up, screening e controlli nell’ambito dello studio TOSCA

Ammontare annuo € 12.000

   

Giornata Mondiale del Diabete

 

Plurisponsor

   

 

Convegni e corsi

Convegni e corsi

 

Leggi e documenti regionali

Leggi

LOMBARDIA

GESTIONE INTEGRATA
Documento 4.7
D.G.R. 30 novembre 2005 n. 1258: “Prevenzione attiva del DM e delle sue
complicanze”.

Commenti: il presente provvedimento da vita al “Piano Regionale di dettaglio della
Prevenzione Attiva del Diabete Mellito e delle sue complicanze”.
Pregi: per valutare l'efficacia degli interventi è stata adottata l'analisi della Task Force on
Community Preventive Service (CDC Atlanta).
Criticità: l'analisi dell'efficacia sull'assistenza fornita ai pazienti diabetici si basa su
parametri statunitensi e non sulla peculiarità della realtà nazionale/regionale
italiana/lombarda.
Osservazioni: l'analisi della Task Force on Community Preventive Service indica come
fortemente raccomandabili la Gestione Integrata e l'approccio multifattoriale con il sistema
del case management della malattia per ottenere un miglioramento del compenso
metabolico.

Documento 4.8
D.G.R. 9 aprile 2002 n. 8678: “Definizione delle procedure per la gestione integrata
del paziente diabetico”.

Commenti: deliberazione redatta da un gruppo di lavoro ed allegato all’atto legislativo
come «La gestione integrata del paziente diabetico». Tale documento prevede un modello
assistenziale che garantisce la continuità assistenziale tra le strutture tecnico funzionali
quali il Presidio Ospedaliero e il Territorio, comportando una collaborazione tra l’A.S.L. e la
struttura specialistica.
Pregi: il provvedimento individua all’interno di ciascuna A.S.L. un referente per la Gestione
Integrata che faciliti il coordinamento dei rapporti tra Presidio Ospedaliero e Territorio,
favorendo lo sviluppo del modello assistenziale relativo comprendente la realizzazione di
un Libretto del paziente diabetico, da mettere a disposizione dell’assistito;
Osservazioni: la Regione Lombardia con D.G.R. 21 febbraio 2000 n. 6/48301, ha definito
gli indirizzi funzionali ed organizzativi per la prevenzione e la cura del diabete mellito, sulla
base del documento tecnico licenziato dal Gruppo di lavoro e ha adottato il Disease
Management come strumento di analisi del percorso assistenziale. Con il medesimo
provvedimento si dava mandato alle AA.SS.LL. di sviluppare progetti di Gestione Integrata
del paziente diabetico dove il paziente assume un ruolo attivo e partecipativo per
migliorare l’efficacia e l’efficienza delle cure. Nel presente documento si presenta un
modello assistenziale di Gestione Integrata con un forte impulso di integrazione tra
struttura specialistica e territoriale, indicando chiaramente compiti, metodi, progammi e
obiettivi per tutti i soggetti coinvolti. Il modello assistenziale, improntato a una logica di
miglioramento continuo, potrà determinare, in ambito clinico, un aumento dell’efficacia
delle terapie ed in ambito economico, una razionalizzazione delle risorse con una
proporzionale riduzione della spesa laddove il paziente diabetico riuscirà a raggiungere
un miglioramento della qualità della vita.

MICROINFUSORI
Documento 5.3

D.G.R. 9 aprile 2002 n. 8678: “Definizione delle procedure per la gestione integrata
del paziente diabetico”.

Commenti: i microinfusori sono considerati presidi concedibili in prestito d'uso.
Pregi: sono indicati i pazienti per i quali l'uso del microinfusore potrebbe fornire
miglioramenti dell’equilibrio glicemico. I centri che prescrivono il microinfusore devono
garantire percorsi di formazione/istruzione e monitoraggio dei pazienti, nonchè di un
servizio di pronta disponibilità.
Criticità: non sono descritti criteri e parametri di verifica dell'efficacia terapeutica e della
capacità di autogestione.
Osservazioni: i microinfusori possono essere prescritti da ogni struttura in grado di
garantire la formazione e l'istruzione del paziente diabetico, questi apparecchi sono
concessi sulla valutazione discrezionale dello specialista diabetologo e non sono forniti
elementi tassativi per valutarne l'efficacia.

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI
Documento 6.13
L.R. 30 dicembre 2009 n. 33. “Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità”.

Commenti: la Regione Lombardia integra in un Testo Unico (T.U.) tutte le disposizioni in
materia sanitaria abrogando le precedenti disposizioni come per esempio la L.R. 2 marzo
1992 n.8 avente per oggetto la “Prevenzione e cura del diabete mellito”. Con la vigente
legge è stato istituito un sistema di prevenzione e cura del diabete mellito, in attuazione
della legge n.115/1987. Il sistema previsto dal T.U. persegue le seguenti finalità:
prevenzione e diagnosi precoce della malattia diabetica; qualificazione delle metodologie
di cura e di prevenzione delle complicanze; inserimento delle persone con diabete nelle
attività scolastiche, lavorative, ricreative e sportive, nonché il reinserimento sociale dei
soggetti colpiti da gravi complicanze post-diabetiche.
Pregi: il T.U. identifica quattro livelli di intervento: 1) il Centro Regionale di riferimento per
la malattia diabetica in età adulta e pediatrica; 2) l’Unità Operativa di Diabetologia
dell’A.S.L.; 3) le Sezioni specialistiche di diabetologia e 4) le Cure Primarie a livello
distrettuale.
Criticità: a differenza della legge abrogata, il T.U. non determina le dotazioni organiche
delle strutture dedicate all’assistenza diabetologica ne i criteri per definire i livelli delle
strutture.
Osservazioni: la valenza di coordinamento e raccordo delle fonti in ambito sanitario
regionale racchiuse nel T.U. semplifica la riorganizzazione di tutta la normativa sanitaria
regionale (due gli articoli dedicati al diabete n. 45 e 46). Nel vigente testo è andato perso
ogni riferimento alla Commissione Diabetologica Regionale istituita dalla previdente L.R. n.
8/1992. Tuttavia nel D.c.r. del 17 dicembre 2009 prot.n. VIII/938 relativo al T.U. si prevede
che la Giunta Regionale proceda a sviluppare ulteriormente questa parte della legge per
rispondere ai nuovi fabbisogni di cura e prestazioni richieste dalla patologia diabetica
tenendo conto delle esperienze pregresse e le sperimentazioni e i programmi di Gestione
Integrata attuati dalle AA.SS.LL. lombarde negli ultimi anni, favorendo inoltre la
promozione della collaborazione ed il supporto delle Associazioni di Volontariato.

Documento 6.14
D.G.R. 27 giugno 2005 n. 217: “Allegato al Piano di Prevenzione attiva delle
complicanze del diabete 2005-2007”.

Commenti: il Piano di Prevenzione attiva per gli anni 2005-2007 riprende quanto esposto
nel programma presentato nel biennio precedente e riformula alcune linee generali di
intervento.
Pregi: l'analisi compiuta in premessa della deliberazione evidenzia le criticità
dell'assistenza diabetologica in Lombardia quali a mero titolo esemplificativo: la non
perfetta collaborazione tra i diversi soggetti attori della rete assistenziale, la scarsa
presenza di team diabetologici operanti e funzionanti, la difficoltà di condivisione e
adozione di uniformi percorsi diagnostico-terapeutici e ricoveri ospedalieri impropri.
Criticità: rimanda ad ogni singola AA.SS.LL. la responsabilità di colamre le carenze e
disfunzioni sopra elencate.
Osservazioni: i costi del diabete sono elevati: una razionalizzazione dell’organizzazione
del processo a rete di cura e assistenza ridurrebbe il rischio di deterioramento della salute
delle persone con diabete con una proporzionale riduzione dei costi diretti ed indiretti (ivi
compresi i costi sociali) a carico del S.S.R..

PATENTE
Documento 7.1
Nota prot. n. H1.2004,003,4873 del 21 luglio 2006 :”Diabete mellito e guida
autoveicoli”.

Commenti: la Regione Lombardia prende atto dell'ultima circolare ministeriale sulla
patente di guida.

PIEDE
Documento 9.2
D.G.R. 2 agosto 2007 n. 5237: “Determinazioni in ordine alla gestione del servizio
socio sanitario regionale per l'esercizio 2007 – II provvedimento 2007”.

Commenti: nell'ambito della definizione delle prestazioni ambulatoriali la deliberazione
regionale si preoccupa di fornire l'esatta codifica di alcune prestazioni ambulatoriali come
l'ossimetria transcutanea e le medicazioni avanzate.
Pregi: la deliberazione aggiorna le tariffe rispetto al Nomenclatore Tariffario Nazionale e
definisce le prestazioni altrimenti non classificabili come le medicazioni cavitarie, la
vacuumterapia e la neuromodulazione.
Criticità: queste prestazioni frequentemente utilizzate in ambito diabetologico rimangono
relegate nella branca “altre prestazioni”.
Osservazioni: la deliberazione rappresenta comunque un importante contributo al
riconoscimento di prestazioni ambulatoriali fornite ai pazienti diabetici con lesioni cutanee
che permette di classificare ed ottenere un rimborso specifico ad hoc senza il rischio di
interpretazioni/travisazioni unilaterali e soggettive.

PRESIDI
Documento 10.6
D.G.R. 9 aprile 2002 n. 8678: “Definizione delle procedure per la gestione integrata
del paziente diabetico”.

Commenti: la deliberazione disciplina le modalità di erogazione e l'elenco dei presidi
concedibili gratuitamente (glucometri, strisce reattive, aghi, siringhe, microinfusori con
relativi set per la somministrazione di insulina, pile etc.).
Pregi: la delibera prevede anche la fornitura di strisce reagenti per la determinazione della

glicosuria/chetonuria per bambini con diabete fino a 5 anni di età e per gli adulti con
diabete instabile e per pazienti in terapia dietetica (DM tipo 2). Il piano terapeutico annuale
è redatto dal medico prescrittore (M.M.G. e/o specialista diabetologo) per i pazienti con
diritto all’esenzione ticket per patologia. Sono individuati quantitativi massimi consigliati ed
in caso di superamento dei “tetti” è necessaria una relazione con motivazioni medico
cliniche a giustificazione dell’ulteriore fabbisogno con una validità trimestrale. Le
prescrizioni sono a carico del medico del Distretto.
Criticità: elemento anacronistico nel moderno panorama degli ausili e dei presidi per la
cura del diabete, la deliberazione in oggetto afferma che le penne per la somministrazione
di insulina non sono prescrivibili “...(omissis)... in quanto non sono uno strumento
indispensabile per la somministrazione del farmaco ...(omissis)... ”.
Osservazioni: i piani di prescrizione sono dettagliati e prevedono solo la segnalazione
delle caratteristiche tecniche/terapeutiche senza alcuna indicazione di tipo commerciale. Il
fabbisogno e la relativa prescrizione è controllata “a monte”dal medico prescrittore del
Distretto, garantendo così un controllo quali-quantitativo delle somministrazioni al paziente
con diabete.

SCUOLA
Documento 13.2
Circolare n.30/SAN del 12 luglio 2005: “Linee guida sul diabete giovanile per favorire
l’inserimento del bambino diabetico in ambito scolastico”.

Commenti: la circolare affronta la rilevanza del problema generale del bambino con
diabete in età scolare.
Pregi: è presente una analisi della letteratura ed una analisi epidemiologica, e viene
enfatizzata l'importanza del coinvolgimento di tutti gli attori; devono essere individuati i
referenti della ”educazione alla salute” all'interno di ogni collegio docenti. Sono indicate le
modalità di utilizzazione dei fondi che permettono alle AA.SS.LL. di pagare il servizio
(procedura ad evidenza pubblica, voucher socio-sanitario ecc.. con riferimenti legislativi).
Nel testo si precisa inoltre che il personale dell’A.S.L. addetto alla somministrazione
dell'insulina dovrà attenersi scrupolosamente alle prescrizioni riportate sull'apposita
scheda, nella quale dovranno essere annotate le eventuali variazioni della terapia
insulinica in rapporto al controllo glicemico effettuato.
Criticità: la circolare rimanda alle singole AA.SS.LL. l'individuazione del personale addetto
all’assistenza sanitaria in ambito diabete, senza contemplare in via generale un supporto
stabile a sostegno degli insegnanti. I docenti non sono autorizzati alla somministrazione di
insulina, se non su base volontaria e con assunzione di responsabilità personale
nell'ambito del rapporto fiduciario tra docente e discente, e previa adeguata formazione. Di
norma comunque la terapia insulinica è “demandata ai genitori e/o a servizi esterni
organizzati dall'A.S.L.
Osservazioni: la circolare affronta il problema in modo completo, fornendo negli allegati,
informazioni utili alla formazione del corpo docente e linee di comportamento da adottare
nelle situazioni più comuni e frequenti nella patologia diabetica quali: iper e ipoglicemia,
terapia, alimentazione; e nella vita in ambiente scolastico quali l’attività fisica, le feste, il
gioco etc…Meno approfondite e pregnanti sono invece le indicazioni a supporto
dell’eventuale somministrazione quotidiana della terapia insulinica da parte degli
insegnanti a propri alunni con diabete; è pur vero che i casi sono poco frequenti, stante
l’assunzione di responsabilità diretta e personale dell’insegnante che somministra
l’insulina, ma è altrettanto vero che, in un ottica solidaristica di incentivazione di
comportamenti virtuosi e collaborativi nel favorire il giovane con diabete, anche questo
aspetto avrebbe potuto essere maggiormente disciplinato.

ALTRO
Documento 14.4
D.G.R. 26 ottobre 2006 n. VIII/257: “Piano Socio Sanitario 2007-2009”.

Commenti: nell'ambito del Piano Socio Sanitario della Regione Lombardia il diabete rientra
tra le malattie croniche degenerative ad ampio impatto sociale.
Pregi: l'interazione tra le diverse professionalità impegnate nella cura del diabete,
compresi i M.M.G., viene indicata come prioritaria ed essenziale.
Osservazioni: ancora una volta il diabete è annoverato tra le malattie croniche
degenerative quale esempio paradigmatico di riferimento per l’implementazione di una
rete di servizi alla persona e l'adozione di programmi di Gestione Integrata . Tale ideale è
ulteriormente rimarcato nelle DD.GG.RR. 13 dicembre 2006 n. 8/3776 e 26 novembre
2008 n. 8/8501, dove, in relazione alla “rete dei servizi” organizzata secondo diversi livelli
di intensità di cura, si ribadisce che “...(omissis)... i network per patologia, per percorsi, per
aree prioritarie ...(diabete..) ...(omissis)...saranno costituiti da esperti ...(omissis)... che
hanno già sperimentato soluzioni di riconosciuta validità, in grado di fornire supporto
tecnico professionale alle altre realtà in ambito ospedaliero e territoriale e di promuovere il
confronto scientifico e quindi la ricerca ed il miglioramento continuo ...(omissis)... ”.

CONCLUSIONI

La Regione Lombardia dimostra sensibilità ed attenzione normativa-istituzionale
relativamente alla patologia diabetica, con atti e provvedimenti legislativi a carattere di
indirizzo e programmazione come ad esempio la D.G.R. del 17 dicembre 2009 - n.
VIII/938 avente per oggetto “Ordine del giorno concernente il testo unico delle leggi
regionali in materia di sanità: aggiornamento delle disposizioni relative alla prevenzione e
cura del diabete mellito”, che impegna la Giunta Regionale a procedere, una volta
approvato il Testo Unico, a novellare la parte della legge riguardante la gestione del
diabete per rispondere a nuovi fabbisogni di cura e prestazioni richieste dalle innovazioni
terapeutiche di tale patologia, tenendo conto di tutte le esperienze e le sperimentazioni e i
programmi di gestione integrata attuati dalle AA.SS.LL. lombarde negli ultimi anni,
favorendo la promozione di una maggiore sinergia con le associazioni di volontariato.

Link Sanità Regionale

REGIONE LOMBARDIA:
http://www.sanita.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=DG_Sanita%2FDGHomeLayout&cid=1213277054618&pagename=DG_SANWrapper

La Storia

La storia

Anche se nello Statuto del 1964 si fa cenno alla Istituzione, su richiesta, di sezioni regionali, queste furono previste nello statuto a partire dal 1990. L'Art.29 e l'Art.30 dello Statuto codificano la composizione e le attività delle Sezioni Regionali. La Sezione SID-Lombardia è stata fondata nel 1972 su iniziativa del Prof. Guido Pozza, che nel 1978 iniziò la sua Presidenza Nazionale, dando ulteriore spinta alla nascita dei Gruppi Di Studio sulle complicanze del diabete. La Sezione Lombardia ha visto la nascita di numerosi progetti di ricerca in particolare sulle campagne promozionali di screening sul diabete e sui nuovi approcci tecnologici per la gestione e cura del diabete. in particolare il progetto nato in collaborazione tra il Prof. Pozza e il Prof. Di Carlo sul trapianto di pancreas. La Sezione Lombardia è stata una delle prime a svolgere ricerca applicata sul piede diabetico, settore in cui Enzo Faglia e Carlo Caravaggi hanno prodotto risultati eccellenti. La Sezione si è distinta poi nel tempo anche grazie alle collaborazioni prestigiose internazionali, ricordiamo Boston, Miami, De Fronzo che hanno dato la possibilità a molti ricercatori italiani di poter partecipare a numerosi progetti all'estero che hanno permesso di incrementare le pubblicazioni scientifiche e di consolidare i rapporti tra SID e le varie associazioni internazionali. La Sezione Lombardia si è distinta sempre nel tempo per aver organizzato eventi di aggiornamento e formazione. Annualmente il Congresso SID-AMD si riunisce nelle varie province lombarde portando ogni anno i progressi svolti dai vari gruppi che lavorano all'interno della Sezione. Incontri monotematici su temi di ricerca, socio-sanitari e su aspetti legali sono stati svolti in collaborazione con SISA,SIN, ANMCO,ARCA e SIC in simposi congiunti, pubblicazioni scientifiche e documenti di consenso come ad esempio "Il Documento di visione professionale nel Diabete" redatto da SID-AMD e  il simposio "La cardiopatia ischemica del soggetto diabetico", con la presentazione del documento di Consensus: Screening e Terapia della Cardiopatia Ischemica nel Paziente Diabetico. personaggi illustri che nel tempo hanno saputo dare alla Sezione Lombardia un ruolo importante nel contesto nazionale, con progetti di elevato interesse scientifico come il contributo fornito da Folli, Bosi, Bonifacio, nonchè i lavori di Caviezel sulla secondary failure e sul metabolismo intermedio di Perseghin e Luzi.Senza dimenticare il lavoro sul diabete pediatrico del Prof. Chiumello e di Meschi. Aspetto importante inoltre la collaborazione con la Regione che ha consentito il varo della legge regionale sul diabete e l'attivazione di varie iniziative tra le quali il Gruppo di Approfondimento Tecnico (GAT) e il progetto CReG (Chronic Related Groups) in collaborazione con i Medici di Medicina Generale, il progetto di ricerca finalizzata "Day Service Ambulatoriali", finanziato dal Ministero della Salute e della Regione, il Progetto Giunone portato avanti dal Gruppo di Lavoro Su Diabete e Gravidanza. La sezione si è impegnata negli anni a collaborare in un contesto socio-sanitario con le varie Associazioni sia dei pazienti che degli infermieri coinvolgendo sia gli uni che gli altri nei vari progetti e incontri.  La Sezione Lombardia già nel 1994 contava 103 soci, raggiungendo nel 2012 i 265 iscritti. Il ruolo delle Sezioni Regioni è oramai sempre più attivo sia per quanto riguarda le iniziative che le attività. La Sezione Lombardia, memore della sua storia passata, vede già per i prossimi anni il fiorire di intraprendenze e progetti ambiziosi che, in conformità con i programmi della Società, la vedranno protagonista.

 

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