Consiglio direttivo

Presidente

 
Nome Cognome: Riccardo BONADONNA
Sede lavorativa: Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale Univ di Parma
Indirizzo

Via Gramsci 14 – PARMA

Tel: 0516363189
Fax 0516363864
EMail:

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Presidente eletto

 
Nome Cognome: Giulio MARCHESINI REGGIANI
Sede lavorativa:

Policlinico S.Orsola - Malpighi Unità di Malattie del Metabolismo

Indirizzo

Via Massarenti, 9 – Bologna

Tel: 0516364889
Fax

0516364502

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Past President

 
Nome Cognome: Gabriele FORLANI
Sede lavorativa:

Policlinico S.Orsola - Malpighi Unità di Malattie del Metabolismo

Indirizzo

Via Massarenti, 9 – Bologna

Tel: 0516364189
Fax

 

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Consigliere

 
Nome Cognome: Giovanna SANTACROCE
Sede lavorativa:

UO Diabetologia Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi

Indirizzo

Via Massarenti 9 – BOLOGNA

Tel: 0516364826
Fax

 

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Consigliere

 
Nome Cognome: Rossella D'URSO
Sede lavorativa:

 

Indirizzo

 

Tel:  
Fax

 

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Consigliere

 
Nome Cognome: Francesca PELLICANO
Sede lavorativa:

U.O. Diabetologia Dipartimento di Medicina AUSL RA

Indirizzo

Via F. Montone Abbandonato,134 - Ravenna

Tel: 0544286330
Fax

0544286327

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Attività

Leggi e documenti regionali

Leggi

EMILIA ROMAGNA

GESTIONE INTEGRATA
Documento 4.4
CeVEAS 5 settembre 2003: “Linee guida clinico-organizzative per il management del
diabete mellito”.

Commenti: il documento molto articolato proposto all'Assessorato della Sanità dal
CeVEAS (Centro per la Valutazione e l’Efficacia dell’Assistenza Sanitaria) è composto da
due part: la prima di queste dedicata alla Gestione Integrata. Questo atto supera un atto
analogo presentato nel dicembre del 2001.
Pregi: le linee guida dichiarano, nelle premesse, la metodologia applicata e forniscono una
sintesi riepilogativa dei risultati. Il documento sancisce che la gestione integrata è
“…(omissis)…una partecipazione che coniuga …(omissis)… in un programma stabilito
d'assistenza…(omissis)…in cui lo scambio d'informazioni…(omissis)…avviene da
entrambe le parti e con il consenso informato del paziente…(omissis)…”. La
“…(omissis)…componente più importante del team: il paziente…(omissis)…” ha la
responsabilità di una (auto)gestione consapevole della malattia e di sottoporre la propria
condizione clinica ad un monitoraggio continuo.
Criticità: si tratta di un ampio documento complesso ed articolato che evidenzia quanto sia
“indispensabile” una raccolta sistematica dei dati.
Osservazioni: le linee guida propongono al legislatore regionale gli strumenti idonei ad
implementare la Gestione Integrata. del diabete elencando funzioni e compiti delle varie
strutture, gli obiettivi, gli indicatori e la metodologia di lavoro; ogni proposta è supportata
dalle evidenze scientifiche disponibili in letteratura. Nel settembre 2009 sono stati
pubblicati gli ultimi aggiornamenti in ordine di tempo delle -Linee Guida Regionali per la
gestione integrata del diabete mellito tipo 2 - aggiornamento dell’implementazione - con un
documento elaborato in seguito alla formazione regionale sul campo attivata per
l’applicazione di un modello comune e condiviso su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna.
Gli obiettivi dell'aggiornamento sono stati:la verifica dell’evoluzione dell’applicazione delle
Linee Guida relative alla Gestione Integrata del paziente con diabete mellito di tipo 2, la
ricerca di punti di scostamento dalle raccomandazioni regionali e la definizione condivisa
delle scelte da assumere e diffondere nelle diverse realtà della Regione. Nel Documento
di programmazione politica Economico-Finanziaria per l’anno 2010, varato dalla Regione
nel dicembre 2009, viene espressa l'intenzione di estendere il programma di Gestione
Integrata al 100% degli operatori del settore.

ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI
Documento 6.8
CeVEAS: analisi comparata delle linee guida e dei rapporti di thecnology
assessment: Novembre 2001

Commenti: documento commissionato dall'Agenzia Sanitaria Regionale della Regione
Emilia Romagna al Centro per la Valutazione dell'Efficacia dell'Assistenza Sanitaria
(CeVEAS) per fornire una valutazione metodologica ed una sintesi delle principali linee
guida disponibili sul management del diabete.
Pregi: il documento contiene la revisione sistematica di tutte le linee guida internazionali e
nazionali sul diabete reperibili dal 1995 fino alla data di pubblicazione del documento
stesso e fornisce pannelli sinottici esplicativi per tutti gli argomenti trattati.

Criticità: il documento attualmente appare superato dagli “standard di cura italiani” sul
diabete di recente ristampa.
Osservazioni: ampia analisi variegata e complessiva che ha il grande merito di proporre un
confronto le linee guide prodotte da autorevoli istituzioni internazionali e nazionali,
riuscendone a mettere in evidenza le differenze interpretative. Documenti come il presente
rappresentano il compendio base per intraprendere una qualsiasi iniziativa in ambito di
protocolli di intervento o di schemi di organizzazione sanitaria, pur necessitando di costanti
e puntuali aggiornamenti.

Documento 6.9
CeVEAS 5 settembre 2003: “Linee guida clinico-organizzative per il management del
diabete mellito”.

Commenti: è un documento prodotto dal CeVEAS (Centro per la Valutazione e l’Efficacia
dell’Assistenza Sanitaria) approvato dalla Commissione Diabetologica Regionale e diffuso
con la circolare del 5 settembre 2003 (prot. 32604) n. 14 della Direzione Generale Sanità e
Politiche Sociali
Pregi: il documento definisce con precisione obiettivi, attori, funzioni ed indicatori della
gestione del diabete, determinando il modello di valutazione della letteratura scientifica e
confrontando esperienze diverse anche a livello internazionale.
Criticità: documento complesso, articolato ma attualmente appare superato dagli “standard
di cura italiani” sul diabete di recente ristampa.
Osservazioni: nel documento è contenuto un approfondimento molto equilibrato delle
indicazioni della letteratura internazionale sulla gestione del diabete.

PRESIDI
Documento 10.3
Circolare 22 settembre 1996 n.35 (n. prot. 3700/BAS): “Concessione dei presidi ai
diabetici in Emilia Romagna”.

Commenti: la fornitura dei presidi per i pazienti diabetici viene organizzata da ciascuna
ASL in modo autonomo, con fornitura diretta o indiretta, tramite le farmacie convenzionate
con il S.S.R.
Pregi: viene rilevata la distinzione tra i “reflettometri” e gli “impedenziometri” lasciando al
medico diabetologo la discrezionalità di scelta nella prescrizione.
Criticità: per le strisce reattive sono indicati i quantitativi massimi prescrivibili e la circolare
regionale compie un generico riferimento a periodi “di tempo limitato”.
Osservazioni: la circolare prevede che i glucometri siano concessi, previo acquisto da
parte delle AA.SS.LL. e sempre su prescrizione del medico diabetologo, che dovrà tenere
un registro dei pazienti a cui è stato fornito.

CONCLUSIONI

La Regione Emilia Romagna ha trovato nel Centro per la Valutazione e l’Efficacia
dell’Assistenza Sanitaria (CeVEAS) un importante e qualificato interlocutore. Le analisi
proposte dal CeVEAS sono sempre molto ben documentate e dettagliate anche nella
ricerca delle fonti, però richiedono un grande sforzo di analisi che deve essere condiviso e
aggiornato. Questo sforzo deve avere un respiro più ampio ed è quanto le società di
diabetologia, SID e AMD, hanno inteso proponendo gli Standard di Cura Italiani per il
Diabete. Molto sviluppata ed approfondita la disamina sulla Gestione Integrata con
programmi specifici e soprattutto con revisione degli stessi ed analisi dei risultati.

Link Sanità Regionale

REGIONE EMILIA ROMAGNA: http://www.saluter.it/

 

Documenti

- Documento regionale di indirizzo per gli usi appropriati di ACE-Inibitori e sartani

- Linee guida terapeutiche - Nuovi farmaci incretino-mimetici per la cura del diabete

- Revisione della scheda di technologu assessment degli analoghi della insulina ad azione prlungata Glargine e Detemir

- Indicatori di aderenza alle raccomandazioni - Nuovi Farmaci incretino-Mimentici per la cura del diabete

- LG per il Management del Diabete Mellito ER2003

- Linee guida regionali per la gestione integrata del diabete tipo 2

- Profili cura e costi DM Emilia Rom 2005-07

- Short Report - Dispositivi Medici Innovativi per il diabete_IT_ott2012 Reg ER

- Circolare Sanità nr. 13 - ott 2015

 

 

La Storia

La storia

{La Sezione Emilia-Romagna della SID è stata istituita nel 1973 e contava 45 soci nel 1994, raggiungendo 107 membri nel 2012, su una popolazione regionale di circa 4.500.000 abitanti.

La Scuola di Specializzazione in Diabetologia, voluta dal prof. Ugo Butturini a Parma, è probabilmente stata una delle prime se non la prima in Europa ed ha illuminato il percorso scientifico della nostra regione fin dagli anni Settanta. Proprio negli stessi anni nasceva la “Scuola Ospedaliera” di Ferrara, diretta dal prof. Mario Morsiani.

In questo quadro si è sviluppata l’eccellenza della Sanità Pubblica nella regione, in particolare riguardo alla assistenza al cittadino con Diabete.

I Centri Diabetologici sono sorti in tutte le Province e, appena è stata varata la legge di Riforma Sanitaria, in tutte le USL è stato applicato il percorso di cura per il diabete, con assolute punte di eccellenza e con programmi di miglioramento e sperimentazione che produssero l’assistenza domiciliare, l’educazione sanitaria, la distribuzione diretta di farmaci e presidi, l’assistenza scolastica e tanti elementi che oggi fanno parte del Disease Management riferito ai modelli di cura per le malattie croniche.

Sotto la Presidenza di Pietro Vannini, i consiglieri Valerio Miselli e Franco Tomasi nel 1986, sotto l’egida del Dipartimento Regionale Studi e Documentazioni, produssero il volume “Il Diabete in Emilia-Romagna” che risulta essere il primo esempio di collaborazione tra Politica Sanitaria e Società Scientifica nella costruzione del nuovo Piano Sanitario Regionale, che vedrà poi approvata la programmazione dei Primariati in Diabetologia e Malattie Metaboliche. Il piano fu sviluppato solo in parte, ma il riconoscimento del valore dei Servizi nella programmazione sanitaria degli ultimi anni è rimasto immutato.

Dalla fine degli anni Ottanta sono iniziate le collaborazioni, prima sporadiche poi organizzate e normate, con la Medicina Generale nei progetti di Gestione Integrata. Con il contributo di Carlo Coscelli e di Giulio Marchesini si sono organizzati progetti di ricerca finalizzata, parzialmente finanziati dalla Regione. Per citarne alcuni: il Dis Ma BO, progetto per la prevenzione del Diabete a Bologna, frutto delle invenzioni e delle intuizioni di Nazario Melchionda, il progetto sulla terapia mirata del DMT2, progetto continuato da Ivana Zavaroni, i tavoli di ricerca sul Diabete gestazionale e sui farmaci ad alto costo discussi con gli specialisti del Ceveas, istituto di ricerca per l’ottimizzazione delle cure.

La Sezione ha partecipato alla stesura di due Piani Sanitari e a tre progetti di Legge regionale in questi anni. Nell’area del Diabete giovanile ha ottenuto da oltre 20 anni un finanziamento annuale per la organizzazione dei Campi Estivi per giovani diabetici, collaborando con la SIEDP. In campo di Educazione Terapeutica sono stati organizzati e pubblicati lavori sulla Group Care per il DMT2, sulle Mappe di Cura, sulla Educazione con strumenti informatici, sulle terapie per gruppi di pazienti con obesità e sindrome metabolica.

Sul piano scientifico non bisogna dimenticare l’organizzazione delle Giornate Scientifiche per giovani ricercatori organizzate a Parma dal prof. Gnudi fin dalla fine degli anni Ottanta. Negli ultimi anni la Diabetologia Regionale sta subendo, come altrove, un difficile ridimensionamento, nonostante abbia contribuito alle innovazioni dell’assistenza alle malattie croniche con modelli tipo il Chronic Care Disease Model. La società scientifica può e continua a produrre idee e ricerca e sta cercando di mantenere un solido legame con le Istituzioni Sanitarie Regionali nella speranza di produrre ancora un progetto di miglioramento a partire dal recentemente approvato Piano Nazionale per il Diabete.

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