Diabetes Research and Clinical Practice

Introduzione: La CAN (Cardiovascular Autonomic Neuropathy) è una insidiosa e sottostimata complicanza del diabete associata ad una elevata morbosità e mortalità cardiovascolare (CV). L’analisi spettrale della variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability), espressione della bilancia simpato-vagale a livello cardiaco, consente di identificare gli stadi precoci della CAN. In generale, le alterazioni della HRV sono state associate agli eventi CV. Gli autori del presente studio hanno valutato l’associazione tra le diverse forme di alterata HRV (variazioni nel dominio del tempo e della frequenza) e gli eventi CV in soggetti con diabete di tipo 2.
Metodi: 1043 soggetti con età compresa tra 25-69 anni sono stati reclutati e sottoposti ai test di valutazione della CAN (HRV e batteria di Ewing), a valutazione della retinopatia diabetica e determinazione della microalbuminuria. Per quanto riguarda i test tradizionali di Ewing, i soggetti sono stati classificati come senza CAN, con CAN precoce (1 test anormale) e con CAN confermata (2 test anormali). Per quanto riguarda l’analisi spettrale le variabili misurate (SDNN, RMSSD, TP, LF, HF) sono state analizzate come variabili continue. L’end-point primario dello studio erano eventi CV cardiaci e cerebrali fatali e non.
Risultati: Dei 1043 soggetti reclutati, 655 rispettavano i criteri di inclusione e 508 completavano lo studio. Di questi, 49 (9,6%) sviluppavano un evento CV in un tempo mediano di osservazione di 7,8 anni (10,6 eventi/1000 persone/anno). La prevalenza di CAN, valutata con test di Ewing, era maggiore tra coloro che sviluppavano un evento CV, mentre nessuna differenza statisticamente significativa si riscontrava confrontando i risultati dell’analisi della HRV tra coloro che avevano o non avevano avuto l’evento. L’analisi di regressione multipla tuttavia mostrava un rischio aumentato di avere un evento CV (da 2 a 2,8 volte maggiore in base al test) in coloro che si collocavano nel 10° percentile più basso delle variabili della HRV rispetto a coloro che si collocavano nei percentili >10°.
Discussione e commenti: gli autori dimostrano una associazione tra bassi valori di HRV nel dominio del tempo e della frequenza ed eventi CV incidenti indipendentemente da diversi fattori inclusa la CAN valutata in maniera tradizionale. Pur rimanendo solido il dato della associazione significativa tra CAN valutata in maniera tradizionale e patologia CV, la inclusione nella valutazione della neuropatia autonomica cardiaca della HRV potrebbe essere utile per identificare soggetti con CAN precoce e ad elevato rischio CV. I meccanismi patogenetici che associano la HRV e malattia CV devono essere ancora completamente chiariti. Rimane ancora il limite della ampia applicabilità del metodo, della sua standardizzazione, così come degli intervalli di riferimento.
La scelta di commentare questo lavoro nasce non solo dalla opportunità di aggiungere nuovi dati al complesso mondo della CAN ma anche perché consente di ricordare l’impegno del Prof. Guido Menzinger nella ricerca sulla CAN e sul suo ruolo centrale predittivo su eventi CV e non solo. Pioniere nella dimostrazione del ruolo della perdita del ritmo circadiano dell’attività simpatovagale, misurata con l’analisi spettrale della HRV, nel fenomeno del nondipping notturno della pressione arteriosa, oltre che dell’impatto della neuropatia autonomica sulla funzione renale.

A cura di Concetta Irace

Cha SA, Park YM, Yun JS, Lee SH, Ahn YB, Kim SR, Ko SH. Time- and frequency-domain measures of heart rate variability predict cardiovascular outcome in patients with type 2 diabetes. Diabetes Research and Clinical Practice 2018; 143: 159–169


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