Diabetes Care

Razionale: Valutare le traiettorie dei fattori di rischio cardiometabolici (in termini di livelli e variazioni nel tempo) che precedono la polineuropatia diabetica (DPN), 13 anni dalla diagnosi di diabete di tipo 2 ottenuta mediante screening.
Metodi: In uno studio caso-controllo nidificato di 452 partecipanti del braccio danese dello studio ADDITION, sono state stimate con modelli di regressione lineare le traiettorie dei fattori di rischio per DPN durante 13 anni. Il rischio di DPN è stato stimato mediante modelli di regressione logistica multivariata dell’intercetta e pendenza della traiettoria di ciascun fattore di rischio, e aggiustando per sesso, età, durata del diabete, altezza, e gruppo di randomizzazione del trial.
Risultati: Risultavano associati allo sviluppo di DPN livelli basali più elevati di HbA1c [odds ratio (OR) 1.76 e 1.68 per 1% e 10 mmol/mol, rispettivamente], e suoi incrementi più ripidi nel tempo (OR 1.66 e 1.59 per aumenti durante 10 anni di 1% e 10 mmol/mol, rispettivamente), così come livelli basali più elevati di peso (OR 1.20 per 5 Kg), circonferenza vita (OR 1.27 per 5 cm), e BMI (OR 1.24 per 2 Kg/m2).
Conclusione: Sia livelli più alti sia pendenze maggiori delle traiettorie di HbA1c risultavano associate alla DPN dopo 13 anni. Questi dati indicano che in aggiunta agli effetti dei livelli di HbA1c, il tasso di incremento della HbA1c influenza lo sviluppo della DPN. Inoltre, lo studio dà sostegno al ruolo dell’obesità come fattore di rischio per DPN.
Commento editoriale: L’ADDITION è il trial di 6 anni che non ha confermato nel diabete di tipo 2 l’efficacia preventiva sulla DPN dell’intervento intensivo multifattoriale dimostrata dallo STENO2. Nell’ADDITION la diagnosi era ottenuta mediante screening e quindi precoce, la gestione del diabete affidata ai medici di medicina generale con randomizzazione ad approccio di routine o intensivo multifattoriale, ma con una intensità di trattamento alla fine del trial simile tra i due gruppi (a questo veniva attribuito l’insuccesso). Dopo la chiusura del trial, il follow-up è proseguito a 13 anni. Una prima pubblicazione sull’intero braccio danese dell’ADDITION ha documentato il ruolo predittivo sulla DPN (diagnosticata solo in base ai sintomi) di valori basali di peso, BMI, vita, e HDL (ma non della HbA1c) (Diabetes Care 2018;41:1068-1075). Il presente studio include solo i partecipanti valutati fino a 13 anni, utilizza una diagnosi confermata di DPN con conduzione nervosa del nervo surale, e valuta l’andamento temporale dei fattori di rischio con il metodo delle traiettorie. Così emerge il ruolo della HbA1c, dei suoi livelli e anche del suo andamento nel tempo, con un aumento del 66% del rischio per un aumento di 1% in 10 anni. Quindi il controllo glicemico e la sua stabilità nel tempo sembrano proteggere dalla DPN nel diabete di tipo 2, anche per piccole variazioni di HbA1c e in un ambito di buon controllo (mediane 6.3-6.8%), mentre i livelli basali di obesità ne favorirebbero l’insorgenza.

A cura di Vincenza Spallone

Andersen ST, Witte DR, Andersen H, Bjerg L, Bruun NH, Jørgensen ME, Finnerup NB, Lauritzen T, Jensen TS, Tankisi H, Charles M. Risk-Factor Trajectories Preceding Diabetic Polyneuropathy: ADDITION-Denmark. Diabetes Care. 2018 Sep;41(9):1955-1962. doi: 10.2337/dc18-0392


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