Acta Diabetologica

Introduzione: Ewing nel 1978 propose una batteria di 5 test per la diagnosi della neuropatia autonomica cardiovascolare (CAN): deep breathing (DB), il lying-to-standing (LS), manovra di Valsalva (VM), ipotensione posturale (PH) e sustained hand grip. Come noto, i primi 3 test indagano le fisiologiche variazioni della FC mentre gli altri le variazioni della PA in risposta a delle manovre standardizzate. L’esecuzione di tutti i test richiede almeno 30 minuti e spesso nei centri per la cura del diabete vengono proposti uno o più test con risposte controverse e confusione diagnostica.
Scopo e Metodi: Lo studio di Bellavere et al. è stato disegnato con lo scopo di stabilire il valore diagnostico di ciascun test o combinazione di 2 test. Sono stati reclutati 334 soggetti che in un vasto gruppo di 3745 diabetici avevano mostrato un valore alterato al DB test (<10° percentile). Tali soggetti hanno ripetuto il DB ed effettuato LS, VM e PH. Come “marker” di disautonomia è stato assunto arbitrariamente il valore di decremento pressorio alla PH pari o superiore a 15 mmHg.
Risultati: VM è risultato il test più sensibile (85%) per la CAN, DB quello meno sensibile (66%) e LS intermedio (70%); la combinazione dei 2 test VM+LS ha mostrato una buona specificità (83%). La associazione VM+DB non è risultata significativa alla curva ROC e, per altro, DB è risultato scarsamente riproducibile. Infatti, solo il 24% dei soggetti ha avuto la riconferma del test alterato quando ripetuto.
Conclusioni e commento: I risultati del presente lavoro dimostrano che tra i test della batteria di Ewing, VM ha la più alta sensibilità e DB la più bassa. L’utilizzo del test VM a scopo di screening sembrerebbe giustificato e la sua positività suggerirebbe la presenza di una ‘possibile’ CAN. La positività di VM+LS può configurare il quadro di ‘verosimile’ CAN e VM+LS+PH CAN ‘certa’. DB non emerge quale test iniziale utile nello screening della CAN come altrove proposto. Lo studio offe la possibilità di valutare diversi gradi di CAN (possibile, probabile o verosimile e certa) con 2/3 test.
Ottimo spunto per ulteriori valutazioni sia osservazionali sia prospettiche che possano agevolare nella pratica clinica lo screening di una complicanza purtroppo trascurata ed aggravata da elevata morbosità e mortalità cardiovascolare.

A cura di Concetta Irace

Bellavere F, Ragazzi E, Chilelli NC, Lapolla A, Bax G. Autonomic testing: which value for each cardiovascular test? An observational study. Acta Diabetologica 2018, doi.org/10.1007/s00592-018-1215-y

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