Journal of Diabetes and Its Complications

Background: La neuropatia autonomica cardiovascolare (CAN) è una grave complicanza del diabete. Essa correla con disfunzioni del microcircolo coronarico, ischemia miocardica silente e si associa ad aumentata mortalità. L’iperglicemia cronica, valutata attraverso il dosaggio della HbA1c, si associa di certo allo sviluppo di CAN che tuttavia si manifesta anche in pazienti con valori di HbA1c a target. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare se le alterazioni glicemiche determinate attraverso il monitoraggio glicemico in continuo (CGM) si associano alla CAN in maniera indipendente da altri fattori di rischio e HbA1c.
Metodi: 81 soggetti con età media di 58 ±11 anni e DM2 di nuova diagnosi (<5 anni), non in terapia insulinica ed in buon compenso glicemico (HbA1c 6,6 ± 0,5%) sono stati reclutati per lo studio. Sono stati sottoposti a tre test di neuropatia autonomica (response to standing, deep breathing e Valsalva maneuver) ed a CGM per tre giorni. La CAN è stata definita come iniziale in presenza di un unico test alterato, e come manifesta in caso di due o più test alterati. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: assenza (CAN -) e presenza di CAN (CAN +).
Risultati: 22 soggetti sono stati classificati come CAN + e 59 con CAN -. Pressione arteriosa, HbA1c, livelli di colesterolo e abitudine tabagica erano confrontabili nei due gruppi. Il picco glicemico post-colazione era significativamente più elevato nei pazienti con CAN (207 vs 176 mg/dL, p =0.009). La media della glicemia notturna ed al risveglio era significativamente più alta nei pazienti CAN + rispetto ad i pazienti CAN- (rispettivamente 134 vs 118 mg/dL, p=0.017; 143 vs 130 mg/dL, p= 0.045, rispettivamente). L’AUC post-prandiale è ugualmente risultata significativamente più alta nei soggetti CAN +.
Conclusione e commento: Lo studio dimostra che i soggetti con diabete di tipo 2 di recente insorgenza, e neuropatia autonomica cardiovascolare, hanno valori di glicemia media notturna e diurna (alba) e l’AUC post-prandiale più alti rispetto ai soggetti senza neuropatia. E’ il primo studio che dimostra l’associazione tra parametri glucometrici non tradizionali e la grave complicanza del diabete. Complicanza che come detto precedente si ritrova spesso in soggetti con buon valore di HbA1c, come il caso del campione arruolato nello studio. I messaggi sono fondamentalmente due: i parametri glucometrici diversi dalla glicata potrebbero aiutare nell’identificazione di soggetti a rischio di o già con neuropatia autonomica; l’utilizzo del CGM dovrebbe essere implementato in modalità holter-like per ottimizzare la terapia ipoglicemizzante in presenza di complicanze. Una riflessione sulla glicemia post-prandiale è necessaria. Come noto la glicemia post-prandiale influenza HbA1c per valori <7,5%; spesso questo dato manca nella valutazione ambulatoriale del paziente con diabete di tipo 2. Alla luce anche di questa evidenza sarebbe opportuno considerare l’ottimale controllo glicemico post-prandiale per una migliore gestione delle complicanze.

A cura di Michela Cavallo e Concetta Irace

Fleischer J, Laugesen E, Cichosz SL, Hoeyem P, Dejgaard TF, Poulsen PL, Tarnow L, Hansen TK. Continuous glucose monitoring adds information beyond HbA1c in well-controlled diabetes patients with early cardiovascular autonomic neuropathy. Journal of Diabetes and Its Complications 31 (2017) 1389–1393

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