International Journal for Equity in Health

Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta una importante sfida per le politiche sanitarie e assistenziali in tutti i paesi. Per le persone vivere con una diagnosi di diabete di tipo 2 è difficile perché la malattia e il suo trattamento hanno un effetto considerevole sulla vita quotidiana. Lo scopo di questo studio è stato quello di verificare quali fossero le sfide associate a una diagnosi di diabete di tipo 2, quali la gamma, profondità e complessità delle prospettive soggettive dei pazienti all’interno del sistema sanitario tedesco. A tal fine è stato condotto uno studio di tipo qualitativo con persone con diabete tipo 2. I pazienti sono stati reclutati successivamente presso due servizi di diabetologia, tre ambulatori di medicina generale e due ospedali. Mediante interviste semi-strutturate sono state raccolte, registrate e trascritte le opinioni dei pazienti in merito alla scoperta e diagnosi del diabete. Dai risultati delle interviste appare che le persone affette da diabete mellito di tipo 2 si sentono responsabili della gestione della loro malattia. La ricerca permette di identificare due diverse strategie per far fronte alla diagnosi di malattia: 1) le persone seguono rigorosamente le raccomandazioni dei medici, oppure 2) mostrano di saper gestire sapientemente il loro diabete mellito di tipo 2. E’ interessante poiché la strategia di azione per affrontare la malattia sembra essere influenzata dalla fiducia dei pazienti in se stessi e dalla capacità di far fronte a situazioni difficili. Emerge che le persone con un minor livello di scolarità sono più dipendenti rispetto le decisioni dei sanitari e sembrano porre più enfasi sul rigore e su i divieti e restrizioni senza che questo si traduca in un miglior adattamento alla malattia e più adeguato stile di vita. Al contrario, la consapevolezza di sé, l’adesione alle regole conoscendone il significato, favorisce l’elaborazione e il processo di adattamento alla malattia. Lo studio evidenzia nelle sue conclusioni che i programmi educativi devono considerare le capacità e vissuto delle persone affinchè queste vengano coinvolte nel processo di elaborazione della diagnosi di malattia e successivo percorso di apprendimento di nuove condotte di salute. Emerge ancora una volta la fragilità delle persone con minor scolarità e per questo specifico motivo necessitano di supporto educativo volto a favorire strategie di autocura.
Commento editoriale: Lo studio qualitativo di tipo cross-sectional è stato sviluppato utilizzando la teoria della grounded theory, metodologia che offre la possibilità di costruire categorie analitiche a partire dall’analisi della realtà. I ricercatori di questo studio, parte di un team multiprofessionale, erano antropologi e sociologi e questo particolare sguardo professionale ha permesso di evidenziare quali possano essere le difficoltà ed anche le strategie di resilienza necessarie per affrontare la diagnosi di malattia. In tal senso, come operatori, dobbiamo ricordare quanto sia importante l’atteggiamento che si assume all’atto della diagnosi e riconoscere che per ogni persona esiste un personale stile di apprendimento. Questo processo, essenzialmente pedagogico ed educativo, ridisegna i confini del prendersi cura ed in questo sistema di riferimento il processo educativo riconosce il valore e la possibilità di recupero della persona con diabete, elevandola da oggetto della cura a soggetto protagonista con cui i curanti progettano un piano terapeutico personalizzato.

A cura di Marina Trento, Valeria Grancini, Emanuela Orsi

Fink A, Fach EM, Schröder SL. ‘Learning to shape life’ – a qualitative study on the challenges posed by a diagnosis of diabetes mellitus type 2. Int J Equity Health. 2019 Jan 24;18(1):19. doi: 10.1186/s12939-019-0924-3


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