DIABETICMedicine

Razionale: E’ dimostrato che l’educazione terapeutica, sviluppando le conoscenze e la capacità di autogestione dei pazienti diabetici, ha un ruolo preminente nel migliorare sia la qualità della vita sia i risultati clinici, con un rapporto benefici/costi favorevole anche dal punto di vista economico. Tuttavia i programmi di educazione sono ancora offerti a una minoranza molto esigua di pazienti e molti di questi, in percentuali dal 30 al 93 % nei diversi studi, non frequentano con regolarità i corsi. Questa è la prima review focalizzata sui pazienti e sulle ragioni da essi espresse della scarsa risposta all’offerta di educazione.
Obiettivi: Indagare le ragioni riportate dai pazienti della scarsa partecipazione alle proposte di educazione, per migliorare le modalità di reclutamento ed aumentare le opportunità di usufruire dell’attività educativa.
Metodi: Review sistematica della letteratura secondo le linee guida PRISMA, esaminando 5 database elettronici per il periodo 2005-2015 alla ricerca di studi in lingua inglese, nei quali i pazienti diabetici esprimevano i motivi per cui non volevano o potevano partecipare a iniziative di educazione strutturata. Erano esclusi studi che riportavano solo le caratteristiche demografiche dei pazienti non aderenti, o che indagavano le ragioni della scarsa partecipazione percepite dagli operatori sanitari, o che presentavano dati su frequanza parziale e/o drop out.
Risultati: Rispondevano ai criteri di inclusione in totale 12 studi, che utilizzavano metodi quantitativi o qualitativi, pubblicati in diversi Paesi. Le ragioni espresse sono state raggruppate in 2 grosse categorie: 1) pazienti che non potevano partecipare per mancanza di tempo, difficoltà di spostamento o problemi economici; 2) pazienti che non intendevano partecipare perché non percepivano benefici, ritenevano di avere già sufficienti conoscenze o abilità oppure presentavano problemi emotivi o culturali (atteggiamenti di negazione, volontà di non rivelare ad altri la malattia, disagio a interagire in gruppo, timore di non essere all’altezza per basso livello di istruzione).
Conclusioni: Gli autori concludono che le ragioni indicate dai pazienti diabetici sono più varie e complesse di quanto si poteva prevedere, e tuttavia risultano simili in tutte le parti del mondo da cui provengono gli studi. Piuttosto che focalizzarsi sui contenuti dei programmi e su standard di qualità che possono risultare avulsi dalla vita reale dei pazienti, appare necessario sviluppare metodi innovativi di educazione per venire incontro alle esigenze e superare gli ostacoli anche pratici che tante volte impediscono la diffusione dell’attività educativa.
Commento: Nonostante i limiti di alcuni degli studi selezionati (numerosità del campione, qualche imperfezione nella metodologia qualitativa) è particolarmente interessante l’approccio di esplorazione del punto di vista del paziente e il suggerimento di tentare nuove modalità di offerta dell’educazione terapeutica, quali sms, siti internet, email, smartphone, video che possono essere più adatte a determinati tipi di pazienti, avere maggiore diffusione e in alcuni studi si sono dimostrate efficaci ed economicamente vantaggiose. Forse però l’elemento più stimolante di questo lavoro è il richiamo a sviluppare una capacità di “marketing” dell’educazione terapeutica: anche in Italia, malgrado la quantità di documenti scientifici e legislativi, nazionali e regionali, si stenta a vedere riconosciuto il ruolo primario dell’educazione nella cura del diabete (per esempio, in molti ambiti ancora si confonde l’educazione terapeutica con l’educazione sanitaria) e la recente indagine svolta a livello nazionale dal gruppo GISED ha mostrato che l’implementazione di questa attività nelle strutture diabetologiche presenta ancora molte difficoltà. E’ necessario quindi migliorare l’informazione e la comunicazione sia verso il mondo scientifico e istituzionale sia verso i pazienti.

A cura di Giovanni Careddu

Horigan G, Davies M, Findlay-White F, Chaney D, Coates V. Reasons why patients referred to diabetes education programmes choose not to attend: a systematic review. Diabet. Med. 2017; 34: 14-26. DOI: 10.1111/dme.13120

Fai il login per vedere l'articolo originale

Cookie

Il sito Siditalia.it utilizza esclusivamente cookie tecnici (propri o di terze parti) che non raccolgono dati di profilazione durante la navigazione.
Continuando la navigazione del sito o cliccando su "Chiudi" acconsenti all'uso dei cookie