Patient Education and Counseling

Razionale: Perché un paziente aderisca a un intervento sanitario di prevenzione, è necessario che comprenda la sua situazione di rischio e i benefici che derivano dall’intervento, pertanto appare utile stabilire il modo migliore di presentare l’effetto desiderato. Per fare questo si utilizzano di solito RRR (riduzione relativa del rischio), ARR (riduzione assoluta del rischio) e NNT (number needed to treat): si tratta di misure molto utili per confrontare la proporzione di eventi, in termini relativi o assoluti, nei due bracci di un trial, ma sono molto difficili da comprendere per pazienti che devono decidere se accettare o no un intervento proposto.
Obiettivi: Analizzare l’effetto di una nuova misura, DoE (Delay of Events), che esprime l’effetto del trattamento preventivo come tempo libero da eventi, sulla decisione dei pazienti di intraprendere un trattamento di questo tipo.
Metodi: Studio trasversale randomizzato in forma di survey, svolto nella popolazione generale svedese con l’invio di un questionario. 1079 individui, suddivisi in 3 bracci, hanno risposto a domande sulla volontà di sottoporsi a un intervento di prevenzione cardiovascolare (assunzione di una compressa una volta al giorno). Per ognuno dei 3 bracci l’effetto dell’intervento veniva presentato in modo diverso: DoE, RRR o ARR. Mediante analisi univariata e multivariata sono stati confrontati i risultati di ogni braccio: volontà di iniziare il trattamento, percezione dei benefici del trattamento, motivazione, importanza dell’aderenza, disponibilità a pagare per ricevere il trattamento.
Risultati: La percentuale di persone che volevano partecipare al trattamento era 81% nel gruppo in cui l’effetto dell’intervento era descritto come DoE, 83% come RRR e 62,8 % come ARR. DoE e RRR sono risultati associati anche con percezione positiva dei benefici del trattamento, motivazione, importanza dell’aderenza e volontà di pagare per il trattamento.
Conclusioni: Il modo di presentare l’effetto di un trattamento preventivo influisce sull’aderenza al trattamento, e la volontà di partecipare è maggiore se si utilizza l’RRR oppure il DoE, una misura per esprimere l’effetto come intervallo di tempo libero da eventi. Appare interessante studiare questo approccio non solo nella popolazione generale, come in questo studio, ma in una popolazione a rischio elevato oppure affetta da malattie croniche, in cui potrebbe essere ancora più importante la percezione temporale della prevenzione come ritardo della comparsa di eventi patologici.
Commento: Questo lavoro si inserisce in un ambito culturale che valorizza la comunicazione operatore-paziente e l’importanza delle decisioni condivise medico-paziente. I concetti sono affini a quelli degli “health beliefs” e del “locus of control” che da tempo studiano i fattori psicosociali determinanti degli atteggiamenti e dei comportamenti nei confronti della salute. Lo studio fornisce spunti interessanti sulle modalità con cui gli operatori sanitari possono intervenire per migliorare la comunicazione con i pazienti o con le persone a cui si propongono interventi clinici, e favorire le decisioni dei pazienti sulla salute.

A cura di Giovanni Careddu

Berglunda E, Westerlinga R, Sundströmb J, Lytsya P. Treatment effect expressed as the novel Delay of Event measure is associated with high willingness to initiate preventive treatment - A randomized survey experiment comparing effect measures.  Patient Education and Counseling 2016; 99: 2005–2011

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