Carissimi,
recentemente il Consiglio Direttivo della SID ha sanzionato alcuni soci per aver violato il nostro Codice Etico che, come è noto, include anche il rispetto delle regole della comunità scientifica internazionale in tema di svolgimento di una corretta attività di ricerca.   Queste regole includono l’obbligo di non inviare lo stesso articolo contemporaneamente a più riviste al fine di aumentarne la possibilità di pubblicazione e di non replicare la stessa pubblicazione più volte per espandere la propria pubblicistica . Per la violazione di entrambe queste regole alcuni soci della nostra Società sono stati sospesi per 3 anni.

Uno dei soci sanzionati si è giustificato sottolineando il fatto che il suo nominativo è stato incluso a sua insaputa nella lista degli autori degli articoli oggetto di doppia sottomissione e/o multipla pubblicazione. Per quanto sia arduo comprendere come questo possa essere accaduto e soprattutto come si possa dimostrarlo, a questo socio è stata offerta la possibilità di documentare in maniera inequivocabile il suo coinvolgimento inconsapevole nella vicenda. Se le prove prodotte a proprio discarico saranno convincenti e inconfutabili, il Consiglio Direttivo sarà certo lieto di scagionarlo.

Nella circostanza il Consiglio Direttivo ha deliberato di scrivere questa nota a tutti i soci della SID per richiamare l’attenzione sul fatto che essere co-autori di un lavoro scientifico, quale che sia la posizione in una lista di molteplici nomi, implica una totale condivisione dei suoi contenuti e una piena assunzione di responsabilità che i dati presentati siano tutti veritieri e originali (cioè mai pubblicati). L’aver conferito dati veritieri a qualcuno che poi aggiunge dati falsi non affranca il co-autore da una corresponsabilità. E’ di sua competenza la doverosa verifica che l’intera impresa sia basata sull’integrità scientifica. Il fatto che una persona con cui si collabora e a cui si conferiscono dati pubblichi più volte i medesimi insieme ai propri e a quelli di altri non affranca da una corresponsabilità di “pubblicazione ripetuta”. Chiunque sottoscriva un lavoro scientifico, siglandolo su carta o in maniera telematica,, o dando mandato all’autore di corrispondere con la rivista anche in suo nome, si assume una corresponsabilità piena su tutto quanto è scritto in quel lavoro. Come menzionato nel Codice Etico della SID, questi aspetti della integrità scientifica non possono essere trascurati.

E’ opportuno in questa circostanza richiamare un altro aspetto della integrità scientifica che non è estranea alla specifica circostanza. Anche la pratica dello “scambio di autorships” per gonfiare di pubblicazioni il proprio CV è deprecabile. Essa viola la regola che per essere co-autori di un lavoro si dovrebbe aver contribuito in maniera sostanziale ad esso (partecipazione alla definizione del disegno sperimentale e/o alla raccolta dei dati e/o alla loro interpretazione e/o alla stesura del manoscritto e/o alla revisione del medesimo). Inoltre, questa pratica espone ad un elevato rischio di essere inconsapevolmente coinvolti proprio nella esecrabile “research misconduct”.

I soci della SID sono caldamente invitati non solo a seguire le norme della buona pratica clinica e scientifica, come previsto dal nostro Codice Etico, ma anche a non essere negligenti sui rischi connessi ad una concessione troppo superficiale a colleghi dei propri dati e/o dell’uso improprio del proprio nominativo per firmare lavori scientifici. Il Consiglio Direttivo della SID raccomanda un’attenzione massima alle cattive frequentazioni scientifiche.

Enzo Bonora a nome del Consiglio Direttivo SID

ultime news

Cookie

Il sito Siditalia.it utilizza esclusivamente cookie tecnici (propri o di terze parti) che non raccolgono dati di profilazione durante la navigazione.
Continuando la navigazione del sito o cliccando su "Chiudi" acconsenti all'uso dei cookie