E’ stato pubblicato in questi giorni il Rapporto 2015 dell’Osservatorio “ARNO Diabete”, una collaborazione ormai pluriennale fra Società Italiana di Diabetologia e CINECA. Ricco di tabelle e figure, il documento mostra le analisi eseguite sui flussi amministrativi (specialistica, farmaceutica, ricoveri) di circa 9 milioni di italiani. Questi flussi descrivono il profilo assistenziale nell’anno 2014 di oltre 500 mila persone con diabete, assistite da circa 30 ASL sparse su tutto il territorio nazionale. Dal rapporto emerge che la prevalenza della malattia è il 6,2%, un dato che estrapolato a livello nazionale permette di stimare che i residenti in Italia con diabete noto sono circa 3.780.000. Considerando che i trattati con sola dieta, senza esenzione per patologia e che non hanno ricevuto nell’anno alcuna prestazione dal SSN non sono stati identificati con le fonti utilizzate e non rientrano quindi in queste analisi, è verosimile concludere che i diabetici noti in Italia siano almeno 4 milioni.

Il rapporto fornisce informazioni preziose sulla frequenza e le cause dei ricoveri, i farmaci, i dispositivi, gli esami e le visite prescritte ed i relativi costi. Emerge ancora una volta che curare le persone con diabete è anche un notevole impegno economico per il SSN, con costi decisamente maggiori rispetto a quelli sostenuti per le persone senza diabete. Appare evidente che il costo maggiore è da attribuire ai ricoveri, decisamente più frequenti, ripetuti e prolungati nelle persone con diabete. Queste persone hanno anche prescrizioni molto più frequenti di farmaci ed esami/visite. A tale proposito, emerge chiaramente che esistono ampie aree di miglioramento nel monitoraggio e la cura dei diabetici italiani ma anche settori dove potrebbe essere applicato un maggiore rigore prescrittivo, in entrambi i casi nel rispetto delle linee guida correnti. Dal Rapporto si evince anche una fotografia nitida della terapia usata per controllare l’iperglicemia, con un perdurante basso uso dei più innovativi farmaci orali e iniettabili non insulinici e un uso ancora decisamente elevato di farmaci datati e meno sicuri come sulfoniluree (in particolare la glibenclamide) e glinidi. Al contrario, si osserva un uso ormai quasi totale degli analoghi quando viene instaurata terapia insulinica. Un dato preoccupante è che non più che la metà delle persone con diabete esegue monitoraggio glicemico domiciliare.

Il Rapporto dell’Osservatorio ARNO Diabete può essere utile ai medici per riflettere sul proprio operato e ai decisori in sanità per allestire i percorsi assistenziali più idonei a rispondere ai bisogni delle persone con diabete.

 

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