Consapevolezza.

Il diabete non impedisce di condurre una vita normale ma non può essere considerato un semplice fastidio o una malattia banale. E’ una malattia potenzialmente grave che richiede grande consapevolezza e massima applicazione da parte della persona con diabete.

 

Lavoro di squadra.

Il diabete, diversamente dalla polmonite o da gran parte delle malattie, non può essere curato da un solo medico, richiede un lavoro di una grande squadra. Il capitano della squadra, però, è la persona con il diabete. 

 

Alimentazione.

Non esiste un singolo alimento che la persona con diabete non può mangiare. Ci sono solo alcuni alimenti che deve consumare con moderazione. Ovviamente i cibi e le bevande che contengono zucchero possono far salire molto la glicemia, ma piccole quantità non sono tassativamente vietate. D’altro canto i dolcificanti probabilmente fanno più male che bene. 

 

Peso corporeo.

Il controllo del peso corporeo è essenziale per ottenere e mantenere un buon compenso del diabete, quello che è necessario per evitare le complicanze. Per farlo non si devono adottare diete drastiche (o strane), impossibili da seguire per tutta la vita. Conviene seguire una dieta ragionevole che si basi su pochi accorgimenti da applicare con regolarità: un po’ meno pasta, un po’ meno pane, pesce e legumi come alternativa alla carne, poco formaggio e pochi salumi, molta verdura, sempre la frutta, pochissimi dolci. 

 

Attività fisica.

Una costante attività fisica è uno strumento terapeutico essenziale nel diabete. Ne basta poca, quella che quasi tutti possono fare senza difficoltà particolari e senza pagare nulla: camminare. Mezzora, un’ora, meglio se di passo un po’ rapido. Ma se non si riesce a camminare veloci, va bene anche il semplice andare piano. Basta andare. Tutti i giorni. 

 

Medicine.

I farmaci per il diabete (per bocca o per iniezione) ma anche le altre medicine (per la pressione, per il colesterolo, ecc.) devono essere assunti con scrupolo e al momento giusto. Saltarle o prenderle nei modi e nei tempi sbagliati significa far vincere il diabete. 

 

Autocontrollo glicemico.

Praticamente tutte le persone con il diabete devono misurare la glicemia a casa. Molti lo devono fare qualche decina di volte all’anno (chi è in terapia con le pastiglie), pochi lo devono fare centinaia o migliaia di volte all’anno (chi prende alcuni tipe di pastiglie e chi è trattato con insulina). Le misurazioni vanno fatte in momenti diversi della giornata e vanno registrate e mostrate a chi cura il diabete.

 

Visite mediche.

Anche se il capitano della squadra è la persona con diabete, lei da sola non può vincere la partita. Bisogna consultare ogni tanto il medico di famiglia o il team specialistico diabetologico (medico, infermiere, dietista, ecc.). Visite specificamente dedicate al diabete, anche dal medico di famiglia, sono necessarie da un minimo di 3-4 ad un massimo di 8-10 volte all’anno. Il team a volte si allarga ad altri specialisti (es. cardiologo, oculista, nefrologo, neurologo, ecc.).

 

Esami.

La cura del diabete richiede anche l’esecuzione periodica di esami di laboratorio (es. emoglobina glicata) e strumentali (es. elettrocardiogramma) E’ un programma di monitoraggio che non deve essere trascurato. Altrimenti possono insorgere problemi, anche molto gravi.

 

Piede.

Il diabete può causare problemi ai piedi. Problemi molto grandi, a volte non risolvibili. Bisogna avere molta cura dei piedi e se compaiono lesioni, anche minime, bisogna subito rivolgersi a operatori sanitari (medici, infermieri, podologi) che hanno specifica competenza per questi problemi. Il “fai da te” con i piedi è pericolosissimo.

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