L’automonitoraggio glicemico è irrinunciabile nel diabete tipo 1 e nel tipo 2 insulino-trattato per calibrare la terapia (autogestione delle dosi di insulina). L’automonitoraggio è utile anche nel diabete trattato con analoghi GLP-1 e/o con farmaci antidiabetici orali (soprattutto se questi possono cause ipoglicemia, come le sulfoniluree e le glinidi) e, in misura minore, con la sola dieta per monitorare il livello di compenso metabolico. Ciò è tanto più necessario quando il compenso è insoddisfacente o instabile per capire come modificare la terapia, quando la terapia è stata aggiornata da poco e si vuole comprenderne l’efficacia, quando ci sono eventi intercorrenti (es. influenza o infezione) che possono scompensare il diabete, oppure quando si desidera capire l’impatto sulla glicemia dei vari alimenti o dell’attività fisica.

Il monitoraggio glicemico domiciliare è reso agevole dalla disponibilità di vari tipo di glucometro, più o meno sofisticati, che si adattano alle varie esigenze dei pazienti. Quasi tutti gli strumenti tengono in memoria un buon numero dei valori glicemici misurati e molti di essi possono scaricare i dati nel PC per elaborazioni statistiche (es. media della glicemia nei vari momenti della giornata, andamento nel tempo, ecc.) o inviare dati in un archivio remoto accessibile sia al paziente che al medico che lo cura. Ci sono anche glucometri che sono in grado di dare suggerimenti sul bolo di insulina da somministrare in occasione dei pasti. La tecnologia dei glucometri è in continua evoluzione e molti di essi ormai fanno parte di un sistema articolato e sofisticato di monitoraggio e cura più che essere semplici misuratori della glicemia in un determinato momento della giornata.

Gli orari appropriati per le misurazioni glicemiche domiciliari sono poco prima della colazione, del pranzo e della cena e circa 2 ore dopo l’inizio della colazione, del pranzo e della cena. E’ utile misurare la glicemia anche quando si ritiene di avere la glicemia troppo bassa perché c’è qualcuno di questi disturbi: nervosismo, batticuore, debolezza, vuoto allo stomaco, tremore, sudore, vista confusa.

Di seguito sono riportati tre schemi per l’automonitoraggio glicemico.

 

 

 

 

 

Le 8 fasi dell’automonitoraggio glicemico domiciliare 

 

 

1. Lavarsi le mani e asciugarle bene (residui di cibo possono alterare la lettura)

  2. Mettere la lancetta nel pungidito e caricarlo
  3. Accendere il glucometro e inserire la striscia reattiva (o farla uscire se fa parte di un caricatore interno allo strumento)
  4.Massaggiare il polpastrello e pungere lateralmente (dove c’è più sangue)
   5. Ottenere una grossa goccia di sangue e accostarla alla striscia reattiva 
   6. Attendere qualche secondo e leggere il risultato
   7. Annotare il valore glicemico sul diario nello spazio che corrisponde al giorno e all’ora della misurazione  
 

 8. Estrarre striscia e lancetta utilizzata e gettarle via

 

 

 

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