l GLP-1 (glucagon-like peptide 1) è un ormone prodotto dall’intestino che stimola la secrezione di insulina e inibisce la secrezione di glucagone da parte del pancreas. Il suo rilascio avviene dopo il pasto, entrando quindi in azione solamente quando la glicemia sale per effetto dei carboidrati introdotti col cibo. Per questo motivo non causano ipoglicemia.

Il GLP-1 rallenta lo svuotamento gastrico, aumentando il senso di sazietà in risposta all’assunzione di cibo, e riduce l’appetito, agendo direttamente sui centri di regolazione della fame del sistema nervoso centrale. Sembrano anche avere altre azioni potenzialmente favorevoli fra i quali una protezione delle beta-cellule pancreatiche e una protezione del cuore.

Dopo il suo rilascio il GLP-1 viene rapidamente degradato da uno specifico enzima, la DPP-4 (dipeptil-peptidasi 4), pertanto il suo impiego a scopo terapeutico non è praticabile se non con una infusione continua. Per ovviare al problema della rapida degradazione del GLP-1 sono stati sviluppati degli analoghi, definiti più correttamente “agonisti del recettore del GLP-1”, con struttura più o meno simile al GLP-1, che resistono all’azione di degradazione esercitata dalla DPP-4 e che a volte sono legati a molecole che ne rallentano l’assorbimento sottocutanea. E’ interessante che il primo fra questi, exenatide, è stato sviluppando partendo da conoscenze su una molecola isolata da un rettile che vive nel deserto dell’Arizona (USA), il Gila Monster.

Si somministrano con iniezione sottocutanea (come l’insulina) una volta al giorno (liraglutide, lixisenatide) o due volte al giorno (exenatide) oppure una volta alla settimana (exenatide a lunga durata d’azione, dulaglutide).

 

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